Telefónica - Rumors su interesse per Digi
Apertura a un aumento di capitale per finanziare operazioni M&A
Fatto
Secondo la stampa spagnola (El Mundo ed El Economista), Telefónica (TEF) starebbe valutando l’acquisizione di Digi per circa Eu3.8bn (circa 5.5x EV/EBITDA’25E), operatore rumeno attivo in Romania, Spagna e Italia.
Dopo il taglio del dividendo (risparmio di c. Eu0.9bn) e un target implicito di FCF al 2028 del 20% inferiore al consensus, il management di TEF ha precisato che un eventuale aumento di capitale sarebbe considerato solo per finanziare operazioni M&A di grande entità.
Il nuovo piano 2026-2030 punta a modernizzare i servizi in Spagna e Brasile, espandersi in UK e Germania e rafforzarsi nei digital services. Secondo stime di analisti citate dal gruppo, un consolidamento nei core markets potrebbe generare sinergie per Eu18-22bn.
Effetto
L’acquisizione di Digi permetterebbe a TEF di riconquistare la leadership nel mercato spagnolo, persa dopo la fusione tra Orange e MásMóvil (quote broadband 1H25: MasOrange 36.8%, TEF 31.2%, Vodafone 13.7%, Digi 11.7%) e amplierebbe la presenza europea del gruppo da 3 a 7 Paesi, aggiungendo Portogallo, Italia, Belgio e Romania. Digi ha registrato una crescita molto rapida in Spagna e Portogallo, grazie al lancio di offerte FTTH ultra low-cost (a partire da circa €10/mese).
In Spagna, l’acquisizione avrebbe anche una logica difensiva per TEF, consentendo di eliminare un concorrente particolarmente aggressivo e rafforzare il controllo sui margini, poiché Digi utilizza la rete di TEF nelle aree in cui non dispone di infrastrutture proprie.
Al di fuori della Spagna, la performance europea di Digi è piuttosto eterogenea. Il gruppo registra perdite in Portogallo e Belgio, imputabili agli elevati costi di rete e alle spese di acquisizione clienti. In Italia, dove opera come MVNO sulla rete mobile di TIM, Digi conta 512k clienti con un ARPU di €5.6/mese (dati 2Q25) e un’attività già profittevole. In Romania, invece – mercato d’origine del gruppo – il FCF è negativo e potrebbe rimanerlo fino al 2027.
Azioni menzionate
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