Auto - L'Ue indaga sullo stabilimento BYD in Ungheria

Bruxelles sta indagando se la Cina abbia fornito sussidi ingiusti allo stabilimento di auto elettriche BYD in Ungheria, aumentando le tensioni commerciali con Pechino.

Autore: Redazione
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Fatto

Bruxelles sta indagando se la Cina abbia fornito sussidi ingiusti allo stabilimento di auto elettriche BYD in Ungheria, aumentando le tensioni commerciali con Pechino.

Se confermato, BYD potrebbe dover affrontare sanzioni, tra cui vendite di asset, riduzioni di capacità, rimborso dei sussidi e potenziali multe.

I funzionari dell'UE affermano che la fabbrica è stata costruita con manodopera cinese e utilizza principalmente parti importate, comprese le batterie, creando scarso valore economico per il blocco.

Il regolamento UE sui sussidi esteri, introdotto nel 2023, è stato utilizzato in precedenza contro le aziende cinesi e consente ampie sanzioni se vengono riscontrati aiuti di Stato illegali.

Effetto

Dopo che l'UE ha introdotto tariffe sulle importazioni di veicoli dalla Cina all'Europa, diversi attori cinesi hanno pianificato di spostare la loro produzione in Europa.

BYD aprirà due stabilimenti in Europa: uno in Ungheria (la cui entrata in funzione è prevista per ottobre) e un altro in Turchia (la cui apertura è prevista per marzo 2026), con una capacità totale di circa 500.000 auto all'anno a piena capacità.

Proprio nei giorni scorsi, BYD ha annunciato che prevede di decidere la sede per un nuovo stabilimento in Europa entro i prossimi 7-8 mesi.


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