VIVENDI - Moody’s pone sotto osservazione il rating
Possibile downgrade (di 1 o 2 notch)
Fatto
Moody's ha posto il rating Baa2 di Vivendi [VIV.PA] sotto osservazione per un possibile downgrade (di 1 o 2 notch).
La decisione fa seguito al recente accordo di finanziamento strutturato da Eu2bn con cinque banche, a supporto del progetto di break-up delle attività annunciato dal Gruppo.
Secondo Moody's, l'operazione potrebbe avere un impatto rilevante sulla struttura del capitale e sul profilo di liquidità di Vivendi.
In particolare, dopo la scissione, il profilo di Vivendi potrebbe indebolirsi, dipendendo maggiormente dai dividendi di UMG.
Effetto
Riteniamo improbabile che il prestito ponte annunciato venerdì da Vivendi possa generare rischi di "overhang" sulle partecipazioni date in garanzia, considerando il solido standing creditizio di Vivendi (rating Baa2 è due notch sopra il livello junk e un eventuale dowgrande di 1-2 notch lascerebbe la Società in territorio investment grade).
Se da un lato, la decisione di Moody’s potrebbe destare timori sul profilo di liquidità di Vivendi, dall’altro ricordiamo che il finanziamento da Eu2bn è coperto per oltre 2 volte dal valore di mercato della partecipazione in UMG (stake 9.94%, c.Eu4.3bn), a cui si aggiungono le quote in Telefonica (1.04%, c.Eu260mn), TIM [TLIT.MI] (23.75% nel capitale ordinario, c. Eu0.9bn) e Media-For-Europe (stake complessivo del 19.79%, c.Eu0.4bn), potenzialmente soggette a "margin call" in caso di flessione dei prezzi. Il rischio maggiore per Vivendi è l’obbligo di integrare le garanzie in caso di una significativa riduzione del prezzo dei titoli.
Per questo motivo, è nell’interesse stesso di Vivendi che il titolo TIM non subisca significativi deprezzamenti.
Questa situazione dovrebbe scoraggiare i francesi dall’adottare strategie destabilizzanti o di contrasto con l’attuale management (ricordiamo il ricorso ordinario contro la cessione di NetCo, la cui prossima udienza è fissata per gli inizi di novembre), evitando tensioni nella governance che potrebbero deprimere ulteriormente il valore del titolo. In questo scenario, un eventuale disimpegno completo di Vivendi dalle future decisioni assembleari di TIM consentirebbe all'azienda una maggiore autonomia nell'attuare operazioni di ottimizzazione della struttura del capitale, come la conversione delle azioni di risparmio, senza il rischio di veti da parte del socio francese come accaduto in passato.
Azioni menzionate
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