Energy - Sei Paesi UE chiedono una tassa sugli extraprofitti
I ministri delle Finanze di Germania, Italia, Austria, Polonia e Portogallo, insieme al ministro dell’Economia spagnolo, hanno inviato una lettera congiunta al ministro delle Finanze irlandese

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Fatto
Sei Paesi dell’Unione Europea stanno intensificando le richieste per introdurre una tassa sugli extraprofitti delle compagnie petrolifere a livello UE, dopo il forte incremento degli utili legato alla guerra in Medio Oriente, secondo una lettera visionata da AFP (Agence France-Presse) sabato.
I ministri delle Finanze di Germania, Italia, Austria, Polonia e Portogallo, insieme al ministro dell’Economia spagnolo, hanno inviato una lettera congiunta al ministro delle Finanze irlandese.
L’Irlanda detiene attualmente la presidenza di turno dell’UE e i ministri hanno chiesto di inserire il tema nell’agenda della riunione dei ministri delle Finanze dell’Unione prevista il prossimo mese a Dublino.
Nella lettera viene richiesto un confronto su un “quadro europeo per la tassazione degli extraprofitti”, che tenga conto delle lezioni apprese dall’introduzione di una misura analoga nel 2022 dopo l’invasione russa dell’Ucraina.
Effetto
Ricordiamo che il 30 luglio il Portogallo ha approvato una tassa del 33% sugli extraprofitti realizzati nel 2026 dalle società petrolifere e della raffinazione che beneficeranno dell’aumento dei prezzi dell’energia conseguente al conflitto con l’Iran. Il prelievo si applicherà esclusivamente alla quota di utili 2026 superiore di oltre il 20% rispetto alla media degli utili registrati nel periodo 2024-2025.
Nel settembre 2022 la Commissione Europea aveva varato proposte regolamentari per affrontare l’emergenza elettrica e introdurre un contributo di solidarietà a carico del settore dei combustibili fossili. Tale contributo, applicato ai settori oil, gas, carbone e raffinazione, era pari ad almeno il 33% degli extraprofitti realizzati nel 2022, definiti come la quota di utili superiore del 20% rispetto alla media degli utili imponibili del periodo 2019-2021 (la Commissione Europea stimava un incasso una tantum potenziale di circa 25 miliardi di euro).
Il Governo italiano aveva introdotto una tassazione più elevata, pari al 50% degli extraprofitti, con Eni che aveva versato circa 1,4 miliardi di euro.
La Spagna aveva introdotto una tassa sugli extraprofitti delle società energetiche pari all’1,2% dei ricavi netti (con esclusione delle società sotto 1 miliardo di euro di ricavi), mentre l’Austria aveva applicato una tassa del 40% sugli extraprofitti generati nel periodo 2022-2023, ridotta al 33% in caso di reinvestimento degli stessi in progetti di transizione verso le energie rinnovabili.
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