Ferrari è da comprare, anche se al Web non piace il cofano della Luce
L'analista di Barclays che copre il titolo ammette di non amare le forme della Luce, ma apprezza la scelta strategica di cominciare a puntare, per ora in piccolo, sui clienti del domani

Il web indigna: Luce è un tradimento
Il coraggio vale più del design. È la tesi di Henning Cosman, analista di Barclays, nel suo report su Ferrari dopo la presentazione della Luce, la prima elettrica del Cavallino, che ha scatenato un putiferio mediatico e fatto perdere al titolo il 9% in un giorno e mezzo. Oggi i prezzi rimbalzano a 287 euro. Da inizio anno Ferrari è in calo del 9,8%, dai massimi dello scorso marzo il ribasso è di oltre il 40%.
La Luce è in effetti una berlina che non assomiglia molto a una Ferrari. Forme aerodinamiche radicali, nessuna concessione al canone, nessun rimando alla tradizione. Cosman, che nel report afferma con onestà di essere tra quelli che non amano Luce, si concentra sul suo lavoro da analista, pagato per giudicare l'operato strategico dell'azienda ed i bilanci contabili, non quelli estetici.
Ferrari e il dilemma dell'innovatore
Da analista finanziario, Cosman si schiera con la scelta di Ferrari, l'argomento della difesa sembra uscita da un corso della Harvard Business School: il dilemma dell'innovatore, elaborato da Clayton Christensen.
Più o meno la tesi è questa: le aziende di successo falliscono proprio perché ascoltano troppo i clienti attuali, trascurando le tecnologie dirompenti che inizialmente sembrano di nicchia e poi travolgono tutto. Ferrari, secondo Cosman, ha deciso di non cadere in questa trappola. Ha scelto di rischiare. "Ferrari ha deliberatamente deciso di innovare, di "ripensare" piuttosto che "sostituire", di rompere con la convenzione europea di raddoppiare la scommessa già vincente", scrive l'analista, in uno dei passaggi più limpidi del report.
AI clienti di domani il rombo non piace
Il punto è che la Luce non è un tradimento dell'identità Ferrari, ma un riposizionamento calcolato, costruita attorno all'idea che la clientela ultra-ricca stia cambiando velocemente. Nuove geografie, nuovi profili, nuovi gusti. Non tutti i miliardari del 2026 sono cresciuti guardando le 24 Ore di Le Mans. Alcuni vengono da mondi dove il digitale è il punto di partenza, non il nemico. Ed è a loro che Ferrari, con la Luce, vuole parlare — senza però abbandonare chi compra la 12Cilindri per sentire il rombo del motore aspirato.
La dimensione del progetto è volutamente contenuta: Barclays stima circa 500 unità l'anno, meno del 3,5% del totale. È uno dei venti lanci previsti tra il 2026 e il 2030. Una parentesi, non una rivoluzione totale. "Vediamo il progetto Luce come sufficientemente piccolo e differenziato dal portafoglio core di Ferrari per fare esattamente quello che ci si propone", argomenta Cosman. Fallire in piccolo, per non dover fallire in grande dopo.
Sul titolo, il giudizio è netto: la reazione del mercato è eccessiva. Barclays mantiene l'Overweight con target price a 355 euro — un upside del 25% rispetto ai 283,75 euro del 27 maggio. I fondamentali reggono: ricavi attesi a 7,56 miliardi nel 2026, margine EBITDA al 39%, EPS in crescita a doppia cifra fino al 2028. La macchina finanziaria gira benissimo, indipendentemente da quello che pensa Twitter del cofano della Luce.
"Commentiamo il coraggio di Ferrari di (potenzialmente) fallire in piccolo nel breve termine piuttosto che non tentare affatto di avere successo.» Una frase che Theodore Roosevelt avrebbe approvato — e che Christensen avrebbe usato come apertura di lezione", conclude Cosman.
Analisi tecnica
Websim segnala come punto d'ingresso di una strategia al rialzo, quota 280 euro, con stop loss a 260 euro: il primo obiettivo del trading è 310 euro, il secondo è a 320 euro.
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