BPER Banca - Presenterà il nuovo piano industriale il 6 agosto
In concomitanza con il rilascio dei risultati del 2Q 2026
BPER presenterà il nuovo piano industriale il 6 agosto, in concomitanza con i risultati del 2Q26. Ci attendiamo che il piano confermi un percorso credibile di crescita profittevole e di remunerazione degli azionisti rafforzata, sostenuto dall'integrazione di BPSO e da un approccio disciplinato su costi e capitale. Sul trimestre, ci aspettiamo un set di risultati solido, sebbene beneficiato da un provento straordinario da trading, per cui i trend commerciali sottostanti restano la lettura più significativa.
Alziamo il nostro target price a 15,00 euro (da 14,50 euro) e rivediamo la raccomandazione a OUTPERFORM (da BUY), restando positivi sui fondamentali della banca e sulla traiettoria degli utili, sebbene il recente rally del titolo abbia ridotto l'upside valutativo.
• Attese 2026-2029: sul fatturato prevediamo un CAGR del 2.8% a circa 8,3 miliardi di euro, con il margine di interesse in salita a circa 4,8 miliardi di euro (CAGR 2.2%) grazie alla crescita degli impieghi e a un contesto tassi favorevole, mentre le commissioni restano il principale motore di crescita con un CAGR del 4.0% a circa 3,1 miliardi di euro, sostenute dalle componenti assicurativa e di investimento del perimetro BPSO. La disciplina sui costi, compreso il piano di esodo volontario concordato con i sindacati, dovrebbe portare il cost/income dal 43.7% al 38.3% e sospingere il risultato operativo a un CAGR del 6.0% a circa 5,1 miliardi di euro, mentre un costo del rischio benigno (in calo da 36 a 33 bp) e un rapporto NPE lordo intorno al 2% portano l'utile netto a circa 3,0 miliardi di euro entro il 2029, con un CAGR dell'8.8%. Sulla remunerazione del capitale, vediamo il payout cash ordinario salire all'80% (dal 75%), integrato da buyback (i 750 milioni di euro per il 2026 già annunciati e due tranche da 700 milioni di euro ciascuna che ipotizziamo per il 2027-2028, dato il capitale in eccesso della banca), portando il payout totale sopra il 100% nel 2026-2028; ci aspettiamo inoltre indicazioni sull'utilizzo del total return swap per l'esecuzione del buyback e sulla cancellazione delle azioni riacquistate, elementi che riteniamo il management intenda perseguire entrambi. Infine, ci attendiamo un commento del management sull'operazione ISP-BMPS-Unipol: nonostante il ruolo passivo di BPER, riteniamo che il potenziale carve-out BPER-BMPS possa risultare fortemente accretivo per BPER e rappresentare un salto dimensionale significativo sul mercato domestico.
• 2Q26 Preview: ci attendiamo un trimestre solido, per quanto favorito da un contributo eccezionale da trading più che da trend sottostanti. Stimiamo un utile netto di 684 milioni di euro (+32% QoQ), con i ricavi totali in salita del 13% QoQ a circa 2,0 miliardi di euro, trainati quasi interamente da un guadagno mark-to-market di circa 160 milioni di euro sul total return swap riferito al titolo BPER stesso. Il cost/income riportato al 40.3% risulta anch'esso favorito dallo stesso provento; su base normalizzata si collocherebbe più vicino al 43%, una lettura più pulita del run-rate. Il margine di interesse dovrebbe salire di circa il 2% QoQ a circa 1,1 miliardi di euro, la qualità dell'attivo resta benigna e il CET1 si mantiene sostanzialmente stabile intorno al 14.9%.
• Change in Estimates: aggiorniamo il modello per il contributo del TRS, un mix di costi leggermente diverso e un'aliquota fiscale più elevata. L'effetto netto a livello di gruppo è limitato: il risultato operativo sale del 2.4% e l'utile ante imposte del 3.7% nel 2026, ma un'ipotesi fiscale più alta (35%, dal 32%) lascia l'utile netto sostanzialmente invariato nell'anno (-0.1%) e moderatamente più alto nel 2027-2028 (+1.3% e +1.1%).
• Valuation: valutiamo BPER con una metodologia GGM implied P/TE, calcolando la media dei fair value 2027/2028. Dopo la revisione delle stime, alziamo il target price a 15,00 euro (da 14,50 euro) e rivediamo la raccomandazione a OUTPERFORM (da BUY). Il titolo tratta a 1.71/1.68/1.65x il TE 2026/2027/2028; al nostro target, tratterebbe a 1.84/1.81/1.78x.
Fatto
BPER presenterà il nuovo piano industriale il 6 agosto, in concomitanza con i risultati del 2Q26.
• Attese 2026-2029: sul fatturato prevediamo un CAGR del 2.8% a circa 8,3 miliardi di euro, con il margine di interesse in salita a circa 4,8 miliardi di euro (CAGR 2.2%) grazie alla crescita degli impieghi e a un contesto tassi favorevole, mentre le commissioni restano il principale motore di crescita con un CAGR del 4.0% a circa 3,1 miliardi di euro, sostenute dalle componenti assicurativa e di investimento del perimetro BPSO. La disciplina sui costi, compreso il piano di esodo volontario concordato con i sindacati, dovrebbe portare il cost/income dal 43.7% al 38.3% e sospingere il risultato operativo a un CAGR del 6.0% a circa 5,1 miliardi di euro, mentre un costo del rischio benigno (in calo da 36 a 33 bp) e un rapporto NPE lordo intorno al 2% portano l'utile netto a circa 3,0 miliardi di euro entro il 2029, con un CAGR dell'8.8%. Sulla remunerazione del capitale, vediamo il payout cash ordinario salire all'80% (dal 75%), integrato da buyback (i 750 milioni di euro per il 2026 già annunciati e due tranche da 700 milioni di euro ciascuna che ipotizziamo per il 2027-2028, dato il capitale in eccesso della banca), portando il payout totale sopra il 100% nel 2026-2028; ci aspettiamo inoltre indicazioni sull'utilizzo del total return swap per l'esecuzione del buyback e sulla cancellazione delle azioni riacquistate, elementi che riteniamo il management intenda perseguire entrambi. Infine, ci attendiamo un commento del management sull'operazione ISP-BMPS-Unipol: nonostante il ruolo passivo di BPER, riteniamo che il potenziale carve-out BPER-BMPS possa risultare fortemente accretivo per BPER e rappresentare un salto dimensionale significativo sul mercato domestico.
• 2Q26 Preview: ci attendiamo un trimestre solido, per quanto favorito da un contributo eccezionale da trading più che da trend sottostanti. Stimiamo un utile netto di 684 milioni di euro (+32% QoQ), con i ricavi totali in salita del 13% QoQ a circa 2,0 miliardi di euro, trainati quasi interamente da un guadagno mark-to-market di circa 160 milioni di euro sul total return swap riferito al titolo BPER stesso. Il cost/income riportato al 40.3% risulta anch'esso favorito dallo stesso provento; su base normalizzata si collocherebbe più vicino al 43%, una lettura più pulita del run-rate. Il margine di interesse dovrebbe salire di circa il 2% QoQ a circa 1,1 miliardi di euro, la qualità dell'attivo resta benigna e il CET1 si mantiene sostanzialmente stabile intorno al 14.9%.
• Change in Estimates: aggiorniamo il modello per il contributo del TRS, un mix di costi leggermente diverso e un'aliquota fiscale più elevata. L'effetto netto a livello di gruppo è limitato: il risultato operativo sale del 2.4% e l'utile ante imposte del 3.7% nel 2026, ma un'ipotesi fiscale più alta (35%, dal 32%) lascia l'utile netto sostanzialmente invariato nell'anno (-0.1%) e moderatamente più alto nel 2027-2028 (+1.3% e +1.1%).
• Valuation: valutiamo BPER con una metodologia GGM implied P/TE, calcolando la media dei fair value 2027/2028. Dopo la revisione delle stime, alziamo il target price a 15,00 euro (da 14,50 euro) e rivediamo la raccomandazione a OUTPERFORM (da BUY). Il titolo tratta a 1.71/1.68/1.65x il TE 2026/2027/2028; al nostro target, tratterebbe a 1.84/1.81/1.78x.
Effetto
Ci attendiamo che il piano confermi un percorso credibile di crescita profittevole e di remunerazione degli azionisti rafforzata, sostenuto dall'integrazione di BPSO e da un approccio disciplinato su costi e capitale. Sul trimestre, ci aspettiamo un set di risultati solido, sebbene beneficiato da un provento straordinario da trading, per cui i trend commerciali sottostanti restano la lettura più significativa.
Alziamo il nostro target price a 15,00 euro (da 14,50 euro) e rivediamo la raccomandazione a OUTPERFORM (da BUY), restando positivi sui fondamentali della banca e sulla traiettoria degli utili, sebbene il recente rally del titolo abbia ridotto l'upside valutativo.
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