Azimut - Raccolta di settembre a 683 milioni di euro
Le masse totali si attestano a 158,9 miliardi di euro a fine settembre, in crescita del 12,7% da inizio anno. Il mix resta complessivamente solido

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Fatto
Azimut ha registrato una raccolta netta totale di 683 milioni di euro a settembre, portando la raccolta da inizio anno a 10,9 miliardi di euro. Le masse totali si attestano a 158,9 miliardi di euro a fine settembre, in crescita del 12,7% da inizio anno. Il mix resta complessivamente solido, con 364 milioni di euro di raccolta AuM e 319 milioni di euro di raccolta AuC nel mese. Da inizio anno, la raccolta AuM/AuC si attesta rispettivamente a 6,93 miliardi di euro/3,93 miliardi di euro.
Per prodotto, il principale contributo è arrivato dagli Alternative funds (459 milioni di euro), sostenuti dall’attività nei private markets, mentre Discretionary & Advisory ha contribuito per 322 milioni di euro e le Strategic Affiliates per 219 milioni di euro. I fondi comuni hanno invece registrato deflussi per 349 milioni di euro.
A livello geografico, l’Italia ha riportato un dato molto forte, pari a 792 milioni di euro, con Americhe positive per 271 milioni di euro e Asia-Pacific per 92 milioni di euro. L’EMEA è stata negativa per 693 milioni di euro, principalmente per effetto della Turchia, dove il management ha indicato deflussi per circa 695 milioni di euro legati a dislocazioni di mercato e a un più ampio sell-off settoriale sui fondi locali.
Effetto
Il dato di settembre è solido considerando l'impatto negativo della situazione di mercato in Turchia. La qualità della raccolta resta positiva, con forte contributo dai private markets e un dato molto robusto dell'Italia (private markets + Nova). Azimut è già sopra il target organico originario 2026 di 10 miliardi di euro dopo nove mesi. La nuova guidance 2026 di >35 miliardi di euro include circa 23 miliardi di euro derivanti da Yapi Kredi Portföy.
Nel complesso, il dato resta positivo e supporta le stime di management fee. YKP aggiunge un importante driver di scala e utili dal 2027, Nova/UniCredit resta una rilevante opzionalità di medio termine e la prima tranche da 250 milioni di euro del buyback è in corso.
Su TNB, il processo Banca d’Italia/Consob resta il principale trigger di rerating: il percorso regolamentare appare avanzato dopo il follow-up assessment di Banca d’Italia, ma il timing resta la principale incertezza.
In questo articolo
Azioni menzionate
Roadshow Websim | settembre, ottobre 2026

