Tim Buy - Inizio dell'anno resiliente
Il 1Q25 di TIM mostra una crescita dell'OpFCF, con ricavi in aumento e una solida performance nei segmenti Consumer e Enterprise. Le stime sono al rialzo per TIM Italia e Brasil.
- Data studio
- 30/04/25
- Target di lungo termine
- 0.44€
- Potenziale upside
- 25.71%
- Giudizio
- BUY
Data studio
30/04/25
Target di lungo termine
0.44€
Potenziale upside
25.71%
Giudizio
BUY
Anteprima del 1Q25: OpFCF in crescita, mentre EFCF colpito dall'assorbimento stagionale del WKC. Prevediamo un inizio d'anno solido, con una performance 1Q sostanzialmente in linea con la guidance per l'intero anno a livello di topline e leggermente inferiore a livello di EBITDA, ma complessivamente compensata a livello di OpFCF da minori investimenti. In particolare, stimiamo un fatturato di €3.28bn, in crescita del 2.8% (escludendo FX e Sparkle), rispetto all'obiettivo annuale del 2-3%. I ricavi domestici dovrebbero raggiungere €2.25bn, in crescita dell’1.6% YoY (target FY: +1-2%), sostenuti da TIM Enterprise (+3% YoY) e da una performance resiliente di TIM Consumer (+1% YoY). I ricavi di TIM Brasil dovrebbero attestarsi a €1.04bn, in crescita del +5.4% YoY (target FY: +5%). A livello di redditività, ipotizziamo una progressione stagionalmente più scarica per l’Adj. EBITDAaL di Gruppo, a €3.83bn, in crescita del +4.9% YoY (target FY: +6-7%), con un EBITDAaL domestico in crescita del +3.5% (target FY: +5-6%) e TIM Brasil del +6.3%. Ipotizzando una riduzione dei Capex del 4-5% sia in Italia che in Brasile, stimiamo un OpFCF di Gruppo pari a €348mn (11% dei ricavi), in crescita di oltre il 20% YoY. Su base after-lease, incorporando un assorbimento di circolante di €360mn (dovuto al pagamento dei Capex realizzati nel 4Q e one-off sul personale per €75mn), oneri finanziari per €120mn e nessun esborso a livello di tasse, stimiamo un EFCFaL negativo per €208mn. Includendo i dividendi/buyback in Brasile, questo si traduce in un aumento di €0.2bn dell'indebitamento netto a €7.5bn (dai €7.3bn di fine 2024) con una leva stabile in area 2x.
Analisi
Un buon set di KPI in un mercato in miglioramento per la divisione Consumer. Nel segmento wireline, ci aspettiamo perdite di linee inferiori, con ARPU in aumento e un churn che rimane stabile, nonostante questo sia il quarto anno consecutivo di aumenti dei prezzi. Questo conferma sia la fedeltà dei clienti nonostante gli adeguamenti tariffari che l'efficacia del passaggio della compagnia da volume a valore. Nel mobile consumer, ci aspettiamo aggiunte nette negative, con un saldo MNP quasi neutrale. Le perdite di linee dovrebbero essere limitate a SIM a basso consumo o inattive, mentre l'ARPU è destinato a rimanere sostanzialmente stabile. Nel frattempo, a seguito dell'integrazione con Vodafone, Fastweb ha aumentato i prezzi di ingresso nel mobile di €1/mese (partendo ora da €8.95) e Vodafone ha rispecchiato questo con aumenti di €2-3/mese per alcuni clienti della linea fissa.
Variazione nelle stime
Revisione stime. A livello di ricavi, rivediamo al rialzo le nostre stime domestiche per riflettere meglio la nuova base di confronto ex-Sparkle (eliminazione delle elisioni dei ricavi intercompany), senza alcun impatto sull'EBITDA. Per TIM Brasil, incorporiamo il progressivo indebolimento del tasso di cambio Euro/Real a 6.2 (da 5.8), che si traduce in una riduzione del 3% delle stime di EBITDAaL del Gruppo (6% a livello di TIM Brasil). Infine, tenendo conto del closing anticipato della vendita di Sparkle nel 4Q25 (anzichè 1Q26), arriviamo ad un debito netto stimato a €6.5bn (o €7.2bn pre-Sparkle).
La view degli analisti
Giudizio: BUY confermato; TP aumentato a €0.44 per TIM Ords (€0.52 per TIM Savs). Alziamo il target price ordinario da €0.38 a €0.44 ( e sulle azioni di risparmio da €0.46 a €0.52), a fronte di una migliore valutazione dei principali segmenti di business. Manteniamo una visione costruttiva sul titolo (BUY), sostenuta dal miglioramento della governance dopo il recente ingresso di Poste Italiane nel capitale di TIM. Questo potrebbe sbloccare interessanti sinergie operative e facilitare iniziative strategiche, come il consolidamento del mercato (recenti rumours su un potenziale accordo con Iliad con conferimento di Iliad Italia a fronte di un possibile quota nell'azionariato in TIM Group e TIM Brasil), la semplificazione della struttura del capitale (conversione delle azioni di risparmio) e il ritorno alla remunerazione degli azionisti attraverso la ricostituzione delle riserve (riduzione del capitale sociale). Ulteriore upside potrebbe arrivare dall’incasso del canone 1998 e degli earn- out legati alla cessione di NetCo.
Azioni menzionate
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