TELECOM ITALIA: ANALISI FONDAMENTALE

La trattativa con Open Fiber non decolla, la concorrenza morde i fianchi

Il negoziato sulla possibile fusione tra Tim [TLIT.MI] ed Open Fiber si trascina da mesi senza esiti, l’obiettivo di una chiusura dell’operazione entro la fine del 2019 è stato mancato. 

Si sapeva che la trattativa non sarebbe stata semplice perché i problemi di antitrust da risolvere sono complicatissimi, perché il quadro regolamentare è vago, perché dare un valore alla rete storica della telefonia italiana è difficile, se non impossibile, perché l’ex monopolista italiano delle tlc è riluttante a cedere del tutto il controllo dell’infrastruttura mentre gli altri operatori vedono con sospetto una sua eventuale permanenza nella cabina di regia della rete all’ingrosso. La politica italiana intanto bisticcia e non sa trovare una posizione. Enel, socio di Open Fiber con il 50%, fa il peso morto, in attesa di valutazioni più allettanti.

Di fusione, probabilmente se ne riparlerà più avanti, dopo l’ingresso dei nuovi soci nel capitale di Open Fiber e dopo la costituzione di una nuova società della rete da parte di Tim. Questo nuovo soggetto, dovrebbe operare unicamente nel mercato all’ingrosso della telefonia italiana, sfruttando l’infrastruttura in fibra ottica (Fiber to the Home) realizzata da Tim  in questi anni. Un’operazione del genere è avvenuta in Portogallo, dove Altice ha venduto ad un fondo di Morgan Stanely il 49% della sua rete FTTH a una valutazione di circa 20 volte l’Ev/Ebitda. Così come avvenuto in Portogallo, dove l’ex monopolista ha mantenuto il controllo, Tim dovrebbe tenere nelle proprie mani le redini dell’azienda, destinata  scontrarsi sul terreno della telefonia all’ingrosso, con Open Fiber. 
La società della banda larga controllata congiuntamente da Enel e Cassa Depositi e Prestiti è a sua volta impegnata a selezionare soggetti interessati ad entrare nel capitale come soci finanziari. Secondo indiscrezioni, ci sarebbero cinque fondi specializzato in infrastrutture in gara.

Open Fiber non scherza, a fine anno è arrivata a 8 milioni di abitazioni raggiunte dalla fibra, circa il 40% del suo obiettivo di medio periodo (19,1 milioni). Di pari passo procedono le iniziative commerciali, ad una velocità molto sostenuta, di parecchio più alta di quella della rivale Tim. In base alle ultime comunicazioni dell’Autorità delle Comunicazioni, OF dovrebbe essere arrivata a 800mila clienti, circa il 14% del mercato di riferimento e l’80% del totale delle connessioni Fiber To The Home. Nello stesso ambito, quello della fibra portata direttamente dentro casa, Tim è a 200mila clienti, il 5% del proprio mercato di riferimento. 

Per evitare di scontrarsi nella telefonia all’ingrosso, ma anche per abbassare il rischio di doppioni, Tim ed Open Fiber dovrebbero fondersi: dal punto di vista industriale e strategica, non c’è dubbio che questa sia la migliore ipotesi. Sarebbe ugualmente positivo, ma i benefici sarebbero molto più modesti, lo scenario che vede la nascita di due società della rete in fibra ottica con una folta presenza di fondi infrastrutturali.

Tim ha annunciato nel corso della metà del 2019 una serie di iniziative in grado di far emergere valore, tra cui l’accordo sulla condivisione della rete con Vodafone, una nuova iniziativa commerciale nel credito al consumo e l’Ipo delle attività nella gestione dei dati. La serie di buone notizie ha contribuito a sostenere il titolo, salito molto di più dell’indice della telefonia europea.
Ora l’attenzione dovrebbe spostarsi sull’esecuzione del piano industriale e sulle trattative riguardanti la rete in fibra. Come abbiamo detto, le chance di una chiusura dell’operazione Open Fiber si sono via via ridotte, mentre la concorrenza si fa più minacciosa.

Abbassiamo la raccomandazione a NEUTRALE, da MOLTO INTERESSANTE. Il target price scende a 0,60 euro.

Di seguito i dati storici e prospettici elaborati da Websim/Intermonte


www.websim.it

Azioni menzionate

Disclaimer

Per informazioni su natura e caratteristiche dei contenuti di Websim.it, si prega di leggere attentamente la sezione Avvertenze.