STELLANTIS: ANALISI FONDAMENTALE

Autore: Mauro Vicini

Stellantis [STLAM.MI] è quotata a Piazza Affari dal 18 gennaio 2021 a seguito del completamento della fusione tra Peugeot S.A. e Fiat Chrysler Automobiles N.V. avvenuto il 16 gennaio 2021. 

Stellantis ha comunicato i seguenti risultati relativi al 2H 2022:
• Ricavi a 91.6 mld di euro (+19% YoY), vs Interm./Cons. a 90.2/87.8 mld, +2%/ +4%;
• Adjusted EBIT a 10.9 mld (+17% YoY), vs Interm./Cons. a 10.4/9.7 mld, +5%/ +13%;
• Adjusted EBIT margin al 12.0% vs 1H 2022 al 14.1% e Interm./Cons. a 11.5%/10.5%;
• Industrial FCF a 5.5 mld, vs Interm./Cons. a 3.0/3.3 mld, +86%/ +66%;
• Net cash a 25.7 mld, vs Interm./Cons. a 24.0/18.0 mld.

2023 guidance:

• Adjusted EBIT margin a "doppia cifra" vs 13.0% nel 2022 e Interm./Cons. a 9.2%/10.2%;
• Industrial FCF "positivo" vs 10.8 mld nel 2022 e Interm./Cons. a 4.5/6.1mld;
• Market outlook:
o North America +5%
o Europe +5%
o Middle East & Africa +5%
o South America +3%
o India & APAC +5%
o China stable +2%

Altre indicazioni:
• Dividendo di 1.34 euro vs Interm./Cons. a 1.16/1.26 euro;
• Buyback di 1.5 mld da eseguire nel 2023;
• BEV sales di 288mila unità, +41% YoY.

Stellantis ha riportato risultati del 2H 2022 superiori alle nostre stime e a quelle di consenso (impatto ~2%/6% a livello FY).

La guidance per il 2023 è come di consueto "ampia e undemanding" in quanto la società punta a un "margine a due cifre" e a un "FCF positivo" rispetto al 13.0% e ai 10.8 mld rispettivamente nel 2022.

Questa guidance è coerente con le aspettative di consenso nella fascia bassa (consensus FactSet FY23 adj. Margin EBIT del 10.2%), offrendo quindi un po' di upside ipotizzando un rallentamento del margine meno forte (con un rallentamento del margine di 2.0/1.0 punti percentuali rispetto al livello dell'intero 2022, l’adjusted EBIT potrebbe essere migliorato del ~8%/15%). 

In termini di remunerazione degli azionisti, è stato annunciato un dividendo di 1.34 euro per azione (consenso a 1.26 euro) che sommato ad un buyback da 1.5 mld totalizza una remunerazione di 5.7 mld contro un FCF di 10.8 mld e una posizione di cassa netta di 25.7 mld nel 2022.

Giudizio NEUTRALE con target price a 17,40 euro

La società ha pubblicato ieri mattina prima dell’apertura i suoi risultati del secondo semetre 2022 che sono stati sopra le attese grazie ad un pricing migliore delle stime, a un minore impatto dell’inflazione e spese SG&A e a R&D minori delle attese.

E’ stato proposto un DPS di 1.34 euro e un buyback di 1.5 mld.

Sul 2023 la guidance è come si consueto ampia e poco sfidante puntando ad un margine a doppia cifra e un FCF positivo dopo che la società ha fatto registrare un 13.0% e 10.8 mld nel 2022 rispettivamente.

Alla luce di basse attese (consenso 2023 adjusted EBIT a 18.2 mld, 10.2% margine), le stime dovrebbero salire e stimiamo un incremento poco sotto la doppia cifra (tra l’8% e il 15% nel caso del calo del margine tra 2 e 1 punti percentuali).

La pressione sui prezzi è stato argomento di discussione della call: sebbene il management abbia riconosciuto che la pressione sta aumentando, al momento non vi sono player che stanno seguendo i tagli implementati da Tesla inclusa Stellantis.

Rivediamo le stime al rialzo principalmente per una minor pressione sui prezzi (pricing +4% vs +1% precedentemente), mentre confermiamo le stime sull’inflazione.

Pur riconoscendo la valutazione bassa del titolo, rimaniamo neutrali sul giudizio poiché prevediamo che il potere di determinazione dei prezzi si riduca mentre l'inflazione dei costi rimane. 

Accogliamo con favore l'annuncio del buyback, anche se le dimensioni non sembrano sufficienti per giustificare una re-rating tangibile. 

Alziamo il Target Price da 14.9 a 17.4 euro per effetto di stime più elevate.

Nella tabella i dati storici (A) e prospettici (E) elaborati da Websim/Intermonte.

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