SARAS: ANALISI FONDAMENTALE

La guerra in Ucraina ha cambiato le carte in tavola per i raffinatori, alziamo la raccomandazione a Interessante

Saras [SRS.MI] si porta sui massimi dal maggio 2021, nella prospettiva di un miglioramento dei margini di raffinazione.

I margini crack diesel salgono alle stelle sotto la minaccia dell'embargo energetico russo. La recente richiesta del Parlamento europeo di un embargo totale sulle importazioni di petrolio, carbone, combustibili nucleari e gas dalla Russia ha innescato ulteriori impennate dei prezzi delle materie prime, già tese dopo lo scoppio della guerra in Ucraina. Per quanto riguarda il petrolio, a parte l'incredibile sconto sul greggio degli Urali, la maggiore dipendenza dell'Europa dalla Russia per i prodotti raffinati rispetto al greggio ha portato a picchi massicci in particolare nel diesel, con crack nel diesel Brent che hanno raggiunto i 50 dollari USA/bl, contro 20 dollari/bl prima dello scoppio della guerra.

Aumentano i margini di raffinazione. In questo nuovo contesto di forte pressione sui prezzi del diesel, i margini di raffinazione si sono notevolmente rafforzati nel mese di marzo dopo un inizio anno debole a causa dell'impennata dei prezzi del greggio. La guerra in Ucraina ha esacerbato una situazione in cui il mercato mostrava già segni di irrigidimento, con un migliore equilibrio tra domanda e offerta a seguito di nuovi ritardi di capacità e chiusure permanenti. 

A livello globale, le scorte di prodotti raffinati sono ai minimi di circa sette anni, con una situazione tesa in particolare per il diesel. Il contesto è più difficile per le raffinerie europee a causa delle minori importazioni dalla Russia sia di greggi che di prodotti raffinati.

Dal lato della domanda, i prezzi del gas rimangono estremamente elevati, suggerendo che una possibile inversione del gas verso petrolio, con un passaggio sia nel segmento della produzione di energia termica che in quello del riscaldamento, non si concretizzerà nel breve termine. La situazione del diesel in particolare sembra problematica, in quanto si tratta di un combustibile relativamente anelastico dato l'utilizzo per il riscaldamento e il settore industriale.

Costi per utenze e materie prime a livelli record. L'altra faccia della medaglia dell'attuale estrema tensione sui prezzi delle commodities è rappresentata dai livelli record raggiunti dai costi delle materie prime (greggio e perdite) e delle utilities (prezzi dell'elettricità e del gas). In effetti, le raffinerie europee hanno un'elevata esposizione ai prezzi spot dell'elettricità e del gas, che vengono utilizzati per produrre idrogeno e per gestire i servizi di pubblica utilità per le raffinerie. Su questo fronte, le raffinerie statunitensi hanno un chiaro vantaggio in termini di costi grazie ai prezzi del gas Henry Hub molto più bassi, mentre le raffinerie asiatiche dipendono maggiormente dal petrolio per gestire le utility e dal gas oil-linked per l'idrogeno.

Giudizio INTERESSANTE con target price a 1,10 euro.

Stime e valutazioni. In questo nuovo contesto, abbiamo aggiornato il nostro scenario macro, proiettando ora margini di raffinazione più elevati nei prossimi tre anni, lasciando sostanzialmente invariate le nostre ipotesi di lungo termine. Inoltre, abbiamo incluso nelle nostre proiezioni per il segmento delle rinnovabili il progetto solare da 80 MW recentemente autorizzato in Sardegna.

Sul conto economico abbiamo alzato la nostra stima di adjusted EBITDA per il 2022 a 326 mln rispetto a 182 mln in precedenza e l'utile netto adjusted a 74 mln rispetto a -37 mln, in aumento a -101 mln nel 2023. 

In termini di valutazione, portiamo il nostro prezzo target a 1.10 euro dal precedente 0.65 euro. La raccomandazione sale da Neutrale a Interessante.

Crediamo che la guerra in Ucraina abbia cambiato radicalmente lo scenario di mercato per le raffinerie europee e per Saras in particolare. Fino a un mese fa l'attenzione degli investitori era rivolta solo ai costi record delle materie prime e delle utilities, gravando sui margini e sulla generazione di cassa di Saras. Gli impressionanti picchi registrati dai diesel cracks nelle ultime settimane hanno invece spostato ora i riflettori sulla crescente rigidità del mercato europeo. Poiché riteniamo che Saras sia una delle azioni più sensibili su questo tema, diventiamo positivi sul titolo.

Di seguito i dati storici (A) e prospettici (E) elaborati da Websim/Intermonte



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Azioni menzionate

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