RCS MEDIAGROUP: ANALISI FONDAMENTALE

Presentato il nuovo business plan 2016-2018. Obiettivi di lungo periodo aggressivi. Per il prossimo anno accelera il taglio costi mentre il Corriere on line diventa a pagamento...
Commento al piano industriale.

Rcs Mediagroup [RCSM.MI] ha presentato alla comunità finanziaria il piano industriale 2016-2018.

I principali target prevedono ricavi per il 2016 stabili e in linea con le nostre attese, EBITDA margin al 10% superiore alle nostre stime del 9%, un rapporto debito netto su Ebitda pari a 4 volte, in linea con le nostre previsioni.

Per il triennio 2016-2018 la società prevede una crescita media annua dei ricavi dell'1,5% rispetto alle nostre stime dello 0,6%.
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L’Ebitda per il 2018 è previsto intorno a 140 milioni di euro (margine al 13%), una indicazione del 30% superiore alle nostre attuali stime.

Il rapporto debito netto su Ebitda  è visto a 2 volte nel 2018 a fronte di nostre stime di 2,5 volte. 

Per raggiungere questi target Rcs punta a più che compensare i 30 milioni di euro di riduzione di raccolta pubblicitaria e il calo della vendita e diffusione di quotidiani e riviste con una nuova strategia di pricing  che dovrebbe portare 20 milioni di fatturato aggiuntivi e a una riduzione dei costi pari a 60 milioni di euro.

Il gruppo punta a introdurre nuove iniziative per alimentare i ricavi. Il piano 2016-2018 prevede investimenti complessivi per 75/80 milioni di euro di cui 25 milioni nel 2018.

Cambio delle nostre stime.

Dopo la presentazione del piano industriale abbiamo deciso di allineare le nostre stime alle indicazioni del gruppo per il prossimo anno ma rimaniamo cauti sul 2017 e sul 2018 in attesa di vedere se la società sarà in grado di realizzare il business plan e di conoscere le evoluzioni del mercato.

Il manager infatti ha dettagliato alcune misure che verranno intraprese nel 2016 ma non quelle per gli anni successivi. Lasciamo dunque invariate le nostre stime sul 2017 e sul 2018. Incorporiamo nelle stime il nuovo taglio costi che appare molto più ottimistico rispetto le nostre precedenti previsioni.

Crediamo che la maggior parte del taglio costi verrà realizzato il prossimo anno, abbiamo dunque incluso oneri  straordinari per la realizzazione di questi tagli pari a 10 milioni di euro nel 2016 e nel 2017, in linea con quanto indicato dal management.

A livello di flussi di cassa, abbiamo allineato le nostre stime di investimenti alle indicazioni fornite nel business plan e incluso la cessione del 25% di Veo Tv attesa per la fine di quest'anno e il  prossimo.
 
Aumento di capitale più lontano.

Crediamo che nel breve periodo il titolo possa beneficiare in Borsa da una rinegoziazione delle garanzie sul debito con le banche che permetterà alla società di non ricorrere ad un aumento di capitale.

L’amministratrice delegata, Laura Cioli, ha ribadito che l’aumento di capitale non è previsto nel piano industriale per poi dettagliare le soluzioni alternative come la cessione di Veo Tv da cui il gruppo stima un incasso tra 50 e 100 milioni di euro. Per quanto riguarda Sfera, l'altro asset indicato come non centrale dal nuovo piano industriale, sarà valutata una cessione dopo la ristrutturazione e comunque solo se a un prezzo ragionevole.

Corriere della Sera a pagamento sul web.

Sul fronte ricavi l’a.d. è pronta a introdurre una grande novità per Il Corriere della Sera che sarà il primo quotidiano italiano a far pagare i contenuti online attraverso un "metered paywall" a partire da fine gennaio.

Si tratta di un accesso a pagamento dopo la lettura gratuita di una determinata quantità di articoli. Sul fronte editoriale il gruppo prevede anche di lanciare nuovi prodotti "mobile-first" e di ottimizzare le edizioni locali anche attraverso il lancio di prodotti digitali "hyperlocal" con la copertura di 25-30 città.

Confermiamo la raccomandazione INTERESSANTE, ritocchiamo il prezzo obiettivo a 0,80 euro da 0,76 euro.

Crediamo che il piano industriale sia abbastanza aggressivo soprattutto per i target di lungo periodo mentre sul 2016 apprezziamo come il nuovo management si sia impegnato in prima persona con scelte anche difficili come  quella di rendere a pagamento il Corriere della Sera sul web e l’accelerazione nel piano di taglio costi.

La notizia più importante nel breve è quella secondo cui il gruppo non vuole ricorrere a un aumento di capitale ma punta a rinegoziare con le banche i termini dei prestiti e punta a ulteriori cessioni e taglio costi.

L’aumento del target è legato soprattutto al venire meno del rischio di un aumento.

Qui di seguito una tabella con i dati storici (A) e prospettici (E) del periodo 2013-2017.

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Fonte: Elaborazione Websim/Intermonte

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Azioni menzionate

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