POSTE: ANALISI FONDAMENTALE

Risultati solidi e obbiettivi di piano migliori delle attese
Poste [PST.MI] ha chiuso il 2018 con un utile netto di 1,399 miliardi, in crescita rispetto ai 689 milioni del 2017 grazie all''incremento dei ricavi e del risultato operativo. La voce comprende profitti non ricorrenti per 385 milioni.

L'utile operativo è cresciuto a 1,499 miliardi (+33,5% rispetto al 2017), grazie al maggiore contributo di tutti i settori operativi e alle efficienze di costo.
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I ricavi sono stati 10,864 miliardi, in aumento del 2,2% rispetto al 2017. 

Utile netto e utile operativo hanno battuto obiettivi  del piano industriale. 

Il coefficiente di solvibilità Solvency 2 era pari al 211% a fine dicembre.

Il Cda di Poste ha proposto il pagamento di un dividendo di 0,441 euro ad azione, in aumento del 5% rispetto al 2017.

Prospettive.

L'ad Matteo Del Fante vede un 2019 in cui "si assisterà ad un incremento costante dei ricavi, dei margini e degli utili". La strada è quella della "trasformazione" delineata dal piano a cinque anni 'Deliver 2022'.

Punta sull'evoluzione del core business delle consegne per cavalcare "la rapida crescita dell'e-commerce", su una espansione dell'offerta di prodotti finanziari e assicurativi che può contare su "una rete distributiva senza pari", sulle "continue opportunità di crescita create dalla convergenza fra pagamenti digitali e telecomunicazioni mobili".

Per il segmento Rc Auto (dal 2020) non c'è ancora un partner: "Stiamo parlando con più di uno".

Tra le eventuali partite straordinarie "non c'è nessun progetto da parte di Poste italiane e del suo Cda di aprire un dossier specifico" su Alitalia.

E per Sia, la piattaforma per sistemi di pagamento di cui Poste è indirettamente azionista (con circa il 15%), sono "allo studio tutte le ipotesi di valorizzazione possibile", da una eventuale fusione (con Nexi, secondo le indiscrezioni) alla crescita stand alone.

La società si aspetta nel 2019 un utile operativo a 1,6 miliardi di euro che lascia spazio ad un miglioramento dei target di piano per il 2020.

Questi i punti salienti:

1) Reddito da interessi in crescita, malgrado un minore contributo dalle plusvalenze (previsti a 0,3 miliardi nel 2019, già realizzati nel corso del primo trimestre) grazie a volumi in crescita e tenuta dei rendimenti;

2) Attività postale in calo come volumi di circa il 5% nel 2019, ma compensata dal segmento pacchi. Sono previsti ulteriori 0,5 miliardi di costi di ristrutturazione, via via calanti sino a 0,1 miliardi nel 2022. Non sono state date indicazioni sulle possibili implicazioni della riforma pensioni che potrebbe accelerare il processo di diminuzione dei dipendenti nel segmento postale;

3) Prosegue la strategia di raccolta su prodotti assicurativi multiasset che dovrebbe ridurre l’assorbimento di capitale e regalare qualche sorpresa positiva sull'utile. Per ora confermato il livello di distribuzione degli utili al 50% per consentire un ulteriore rafforzamento dei coefficienti di solidità patrimoniali "solvency ratio", ora al 234% sopra il target di lungo periodo al 200%.

4) La società non ha indicato i margini separati tra mobile (telecom) e digital payments che però crediamo abbiamo una marginalità superiore (intorno al 40%).

Non sono previste operazioni straordinarie per la divisione digital payments o sviluppi significativi sulla quota in SIA.

Raccomandazione NEUTRALE, target price 8,40 euro.

I dati del 2018 sono positivi e confortanti. Il management ha anche confermato i target 2020 e 2022 che ci sembrano prudenti. La visibilità sui target 2019 è elevata ed i target sono superiori alle nostre attese. Complessivamente le indicazioni sono positive.

Di seguito i dati storici e prospettici elaborati da Websim/Intemonte
 
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Azioni menzionate

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