OVS: ANALISI FONDAMENTALE

Ovs [OVS.MI], azienda leader nel mercato italiano dell'abbigliamento con i marchi OVS e UPIM, ha chiuso il 2019 (periodo 1 Agosto 2019 – 31 Gennaio 2020) con i seguenti dati.
Vendite pari a 1,37 miliardi di euro. In un mercato domestico ancora una volta in contrazione (-3,9%), è proseguito l’aumento di quota di mercato (ora all’8,1%). La lieve riduzione di vendite dell’anno (-1,5%), è stata principalmente frutto della strategia di minori immissioni di merce unitamente alla minor leva promozionale.
L’ EBITDA rettificato, pari a 156,3 milioni (+12,1 milioni rispetto al precedente esercizio), registra un recupero di 31 milioni nel secondo semestre rispetto al 2018 (+49% sullo stesso periodo dell’anno precedente).
Il Risultato d’esercizio rettificato ammonta a 57,7 milioni, in aumento di 2,6 milioni rispetto al 2018.
La Posizione finanziaria netta rettificata al 31 gennaio 2020 è pari a 309,9 milioni (302,3 milioni se si considera l’impatto positivo del mark-to-market di 7,6 milioni), rispetto a 375,8 milioni del 31 gennaio 2019, con una generazione di cassa di più di 65 milioni nell’anno ed un progressivo deleverage che ha portato il ratio sull’EBITDA sotto 2 volte. Come atteso, il flusso di cassa nel secondo semestre del 2019 è stato particolarmente significativo (pari a 104 milioni, contro i 52 milioni dell’analogo semestre dell’anno precedente).
Dopo un 2019 che ha visto il Gruppo, soprattutto nella seconda parte dell’anno, tornare verso livelli storici di profittabilità con una significativa generazione di cassa, il 2020 è iniziato nel segno della tragedia legata al COVID-19 che sta affliggendo tutti. Il contesto dovuto all’emergenza è stato affrontato immediatamente, con l’attivazione di misure eccezionali per ridurre la diffusione del virus e garantire la sicurezza dei clienti e dei dipendenti. La chiusura dei punti vendita in tutto il territorio nazionale a partire dalla seconda settimana di marzo e il conseguente azzeramento delle vendite realizzate tramite negozi, ha poi richiesto ulteriori azioni straordinarie.
Le interlocuzioni con i proprietari immobiliari sono state attivate da subito al fine di ottenere la sospensione dei canoni almeno per il periodo di chiusura dei punti vendita, la rimodulazione degli stessi al fine di renderli quanto più possibile un costo variabile rispetto al funzionamento del negozio, a partire dal primo giorno di riapertura ed, infine, la revisione dei termini di pagamento.
Sono stati ridotti al minimo tutti i costi non ritenuti strettamente necessari, tanto a livello dei punti vendita, quanto i costi corporate e quelli dedicati al sostegno delle vendite. Le previsioni di investimento per l’esercizio in corso sono state ridimensionate, mentre è stato riorganizzato il piano di immissioni di merce relativo all’autunno/inverno, comunque in diminuzione rispetto al piano precedente.
La nota così recita.
"Ad oggi la visibilità sull’impatto delle vendite dell’anno è ancora limitata. La nostra Società resta di gran lunga la più importante nella filiera del tessile abbigliamento in Italia, e risulta tra quelle con i migliori margini ed indici patrimoniali. Tuttavia la pressochè totale mancanza di incassi nel mese di marzo ed il drastico calo nel mese di aprile, nonché la prevedibile riduzione anche nei primi mesi che seguiranno la fine del lockdown ci ha imposto misure di differimento dei pagamenti. Tali misure sono state ben comprese, anche grazie alla forte credibilità di cui godiamo presso tutti i nostri fornitori. Il recente “Decreto Liquidità” rappresenta un valido supporto sotto il profilo finanziario e le interlocuzioni a tal riguardo sia con le istituzioni governative che con gli istituti bancari sono già ben avviate e vi sono già concreti segnali positivi.
Per quanto riguarda l’evoluzione prevedibile della gestione ci pare opportuno osservare quanto segue. Per quanto riguarda i ricavi, l’esercizio 2020 subirà una forte contrazione. Oltre ai quasi due mesi di interruzione è ragionevole attendersi una significativa riduzione anche post lockdown. Più marcata sino all’estate e auspicabilmente più ridotta nella seconda parte dell’anno. Le azioni di contenimento costi in atto, l’aiuto della cassa integrazione, gli sconti dai fornitori, uniti ai minori costi per servizi ed affitti saranno i principali elementi a parziale compensazione della perdita di redditività.
Per quanto riguarda la variabile finanziaria prevediamo una situazione molto legata al nostro modello di business. Nel breve termine subiremo l’impatto del «cash-out» relativo alle merci acquistate per la stagione primavera/estate e largamente invendute. Tale merce, mai vista dai nostri clienti quest’anno, verrà utilizzata nella prossima primavera estate, e ciò ci consentirà di ridurre fortemente gli ordini e di poter beneficiare di minori pagamenti dovuti all’acquisto della merce, avviando così un
favorevole impulso alla generazione di liquidità. La natura del nostro assortimento, solo in minima parte esposto alla volatilità della moda, unita alla nostra vocazione alla famiglia, ci saranno di grande aiuto. Dato il contesto approfitteremo anche per procedere ad un radicale ringiovanimento dello stock.
Siamo pertanto confidenti che, con la comprensione dell’assoluta eccezionalità degli eventi che penalizza in particolare le aziende retail, ma anche della oggettiva qualità delle nostre scorte, supereremo gli impatti finanziari di breve e torneremo presto ad una situazione di buon eqiulibrio".
OVS ha un network composto da 1.747 negozi di cui 763 a gestione diretta e 984 indiretti ed è il più importante produttore e distributore di abbigliamento in Italia.
È il leader assoluto nel proprio settore in Italia con una quota di mercato pari all’8%; la quota di mercato di OVS si incrementa al 18% se calcolata esclusivamente con riferimento al segmento dell’abbigliamento per bambini. I brand/insegne principali del gruppo sono OVS e UPIM.
Giudizio POCO INTERESSANTE, target price 0,70 euro.
I risultati 2019 hanno scarsa rilevanza alla luce della situazione attuale, ma dimostrano la bontà delle iniziative intraprese dal management su controllo costi e la generazione di cassa. Purtroppo le indicazioni sull’impatto dell’emergenza sanitaria sono molto negative ed espongono la società ad un forte stress finanziario nel breve periodo. Riteniamo che sia necessario incrementare le linee di credito esistenti per superare il momento critico.
Di seguito i dati storici e prospettici elaborati da Websim/Intermonte
www.websim.it
Azioni menzionate
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