Iscc Fintech - Slittamento delle operazioni penalizza l'FY25
FY25 debole per slittamento rivendite NPL e costi in aumento; atteso rimbalzo nel 2026 grazie a operazioni rinviate e mercato favorevole.

Photo by Yuichiro Chino/Getty Images
18/06/26
1.80€
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BUY
ISCC Fintech ha chiuso il FY25 con risultati significativamente inferiori alle attese, evidenziando la forte volatilità del modello di business e la dipendenza dalle operazioni di rivendita di portafogli NPL. Il calo dei ricavi e il peggioramento della struttura dei costi hanno riportato la società in perdita, con impatti anche sulla generazione di cassa e sulla posizione finanziaria. Tuttavia, il rinvio di alcune operazioni al 2026 e un contesto di mercato ancora favorevole supportano un atteso rimbalzo dei risultati già nel breve termine. Le prospettive restano quindi di recupero, seppur accompagnate da un profilo di rischio elevato legato alla visibilità limitata sui ricavi e all’elevata operatività discrezionale. In tale contesto, la valutazione rimane attrattiva, per cui confermiamo il BUY abbassando il target price a Eu1.8 da Eu2.0.
Analisi
FY25 significativamente sotto le attese, forte deterioramento della redditività. Il FY25 si è chiuso con risultati nettamente inferiori alle stime, con ricavi pari a Eu5.4mn (-38% YoY, -30% vs stime) e ritorno a marginalità negativa (EBITDA Eu-0.9mn vs Eu1.7mn atteso). Il risultato netto è stato negativo per Eu-2.3mn (vs Eu0.6mn stimato), penalizzato dal crollo dei ricavi e dall’aumento dei costi. La PFN passa in negativo a Eu-0.7mn, riflettendo una generazione di cassa debole e un free cash flow negativo.
Elevata volatilità del modello: crollo rivendite e debolezza del portafoglio. La performance è stata fortemente impattata dalla contrazione dei ricavi da rivendita portafogli (-60% YoY), dovuta allo slittamento di operazioni al 2026. Anche i ricavi da debt collection (-19% YoY) hanno risentito del deterioramento qualitativo del portafoglio e del crollo degli investimenti (GBV acquisti Eu51mn vs Eu430mn nel FY24). Ne emerge una forte dipendenza da componenti non ricorrenti e da timing delle dismissioni.
Pressione sui margini: costi variabili e struttura in aumento. Il calo dei ricavi si è accompagnato a un incremento dell’incidenza dei costi variabili (50% vs 40% nel FY24) e a un forte aumento dei costi operativi, in particolare personale (+23%) e consulenze (+233%, in parte non ricorrenti). L’effetto combinato ha determinato una leva operativa negativa e un EBITDA sceso al -17.3%, interrompendo il trend di miglioramento visto nel 2024.
Scenario NPL favorevole e strutturale. Il mercato italiano degli NPL continua ad offrire un bacino rilevante di opportunità, con volumi di transazioni attesi stabili intorno a ~Eu18bn annui nel triennio 2025-2027 e uno stock complessivo di crediti deteriorati (NPL + UTP) stimato a ~Eu260bn nel biennio 2026-2027, a supporto sia dell’attività di investimento che delle operazioni di valorizzazione e cessione dei portafogli.
Variazione nelle stime
Guardando avanti, il rinvio di operazioni al 2026 supporta una forte crescita attesa dei ricavi (+56% YoY a Eu8.5mn), trainata dalla ripresa delle rivendite (Eu5.8mn, +182% YoY). La redditività è attesa tornare positiva (EBITDA Eu1.9mn, margine del 22%) con miglioramento progressivo della cassa e PFN nuovamente col segno più (Eu0.7mn).
La view degli analisti
Atteso rimbalzo nel FY26, confermato BUY nonostante revisione TP. Riduciamo il target price a Eu1.8 (da Eu2.0) per revisione stime e WACC più elevato, ma confermiamo il BUY, sostenuto da fondamentali di mercato favorevoli e potenziale di normalizzazione.

