INTESA S.PAOLO - Analisi Fondamentale

Report di Analisi Fondamentale dall'Ufficio Studi di Intermonte

Autore: Team Websim Corporate
Analisi Fondamentale di INTESA S.PAOLO - 05/10/23

Giudizio: Interessante

Prezzo: 2.36€

Target di lungo termine: 3.45€

Prossimi risultati il 3 novembre 2023

I risultati di Intesa Sanpaolo per i primi nove mesi del 2023 saranno pubblicati il 3 novembre. Ci aspettiamo un solido insieme di numeri, con un utile netto di 6 miliardi di euro nei primi nove mesi, beneficiando della crescita continua del margine di interesse (tassi in aumento, costi di finanziamento ancora sotto controllo), 2,7 miliardi di euro di spese operative e un costo del rischio inferiore alla media, anche se leggermente superiore a 25 punti base nel primo semestre del 2023.

Capitale e qualità degli asset

Prevediamo che il CET1 rimanga stabile nel terzo trimestre del 2023 intorno al livello del primo semestre, pari al 13,7%, probabilmente leggermente inferiore a causa dell'evoluzione dello spread e di limitate sfide regolamentari. Anche la qualità degli asset dovrebbe rimanere stabile intorno al livello di riferimento del primo semestre, con un rapporto lordo/netto di crediti deteriorati del 2,3%/1,2% e sovrapposizioni per un valore di 800 milioni di euro.

Orientamenti e dividendi

Le previsioni per il 2023 di Intesa Sanpaolo sono state riviste al rialzo dopo il secondo trimestre, con un utile netto "ben superiore" a 7 miliardi di euro rispetto ai circa 7 miliardi precedenti (maggio 2023), che già rappresentavano un notevole miglioramento rispetto ai più di 5,5 miliardi di euro di febbraio 2023. Questo nuovo obiettivo sembra facilmente raggiungibile, considerando che i primi nove mesi del 2023 dovrebbero superare i 6 miliardi di euro e rafforzare la visibilità sulla politica dei dividendi. Inoltre, è previsto che il consiglio di amministrazione decida sul dividendo intermedio da pagare a novembre 2023, che sarà di almeno 2,45 miliardi di euro (rendimento del 5,6%).

Focus e valutazione

La tassa straordinaria sulle banche potrebbe attirare l'attenzione degli investitori, considerando che la direzione di Intesa Sanpaolo è solitamente molto attenta al settore. La nostra opinione originale è che le banche dovrebbero costituire una riserva non pagabile pari a 2,5 volte la tassa e comunque mantenere il flusso di dividendi promesso prima dell'introduzione della tassa, considerando la flessibilità in termini di utili trattenuti (per Intesa Sanpaolo, più di 2 miliardi di euro, assumendo un payout del 70% e un utile netto di 7,4 miliardi di euro nel 2023) e riserve disponibili. Un altro tema chiave potrebbe essere la crescita esterna non domestica: Intesa Sanpaolo potrebbe essere interessata a consolidare la sua presenza in aree già coperte (recentemente si è parlato di Romania ed Egitto); inoltre, la dimensione del Gruppo in questi paesi rende qualsiasi accordo abbastanza accessibile per Intesa Sanpaolo.

Confermata la valutazione positiva

Manteniamo la nostra valutazione positiva su Intesa Sanpaolo e il prezzo obiettivo di 3,45 euro. Il forte team di gestione di Intesa Sanpaolo sta guidando il Gruppo lungo un percorso di trasformazione verso la digitalizzazione e verso un portafoglio di crediti deteriorati virtualmente "zero". L'ambiente dei tassi di interesse, combinato con la sensibilità del margine di interesse netto, sostiene senza dubbio questa storia di crescita, garantendo una remunerazione costante e in crescita per gli azionisti. Intesa Sanpaolo è quotata a un rapporto prezzo/valore tangibile di 0,8x, meno di 6 volte gli utili rettificati, con il vantaggio di un rendimento in dividendi in contanti di quasi il 12%.



Azioni menzionate

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