INTESA S.PAOLO - Analisi Fondamentale
Report di Analisi Fondamentale dall'Ufficio Studi di Intermonte
Giudizio: Interessante
Prezzo: 2.61€
Target di lungo termine: 3.45€
Risultati
I risultati di Intesa Sanpaolo hanno superato le aspettative: l'Interesse Netto è cresciuto del +10% trimestre su trimestre grazie ai tassi di interesse e a un basso deposito beta, mentre le commissioni sono cresciute del +3% trimestre su trimestre, confermando la resilienza del modello di business di ISP e compensando più che adeguatamente un reddito da trading più debole. I costi sono stati leggermente migliori delle stime, così come il costo del rischio (33 punti base vs. 52 punti base attesi) con sovrapposizioni invariate (900 milioni di euro). Il rapporto CET1 completamente carico era in linea al 13,7%, dopo un accantonamento di dividendi di 3 miliardi di euro e una deduzione volontaria di 30 punti base per la previsione del calendario; il rapporto lordo NPE si attestava al 2,3% (1,2% netto). I prestiti sono diminuiti del 7,2% anno su anno mentre gli AuM sono cresciuti dell'1,8% da inizio anno (invariati anno su anno).
Guidance
Le forti performance del 1H23 e la tendenza positiva dell'Interesse Netto hanno portato la direzione a rivedere al rialzo le previsioni per il 2023 da oltre 13 miliardi di euro a oltre 13,5 miliardi di euro e il profitto netto del 2023 da circa 7 miliardi di euro. Si prevede inoltre una crescita dell'Interesse Netto nel 2024 e nel 2025, mentre si prevede che il reddito netto superi il livello del 2023. Il principale motore di crescita è il basso deposito beta, un contributo positivo dai portafogli replicanti, la gestione dei costi e la digitalizzazione, che dovrebbero generare 500 milioni di euro di reddito lordo aggiuntivo, sufficienti a mitigare l'inflazione dei costi.
Feedback dalla conference call e focus sul dividendo
Si prevede che ISP permetterà una crescita dell'Interesse Netto nel 2023, ma anche nel 2024 e nel 2025 grazie a un basso deposito beta, il rollover del portafoglio finanziario e tassi di interesse più alti. Si prevede che i profitti cresceranno a ben oltre 7 miliardi di euro, grazie in parte a un controllo positivo dei costi e a un basso costo del rischio dovuto a bassi flussi di NPE, una ulteriore riduzione di NPE grazie in parte a una deduzione volontaria di 30 punti base dal rapporto CET1 per la previsione del calendario nel 2Q, e 900 milioni di euro in sovrapposizioni che rimangono intatte. Non si prevedono fusioni e acquisizioni, l'attenzione è sui dividendi in contanti, con un dividendo intermedio di almeno 2,45 miliardi di euro da pagare a novembre (3 miliardi di euro già accantonati per i dividendi nel 1H23); la resa del dividendo è prevista sopra l'11%.
Stime
Grande attenzione alla tecnologia e alla trasformazione digitale: si prevede che la piattaforma bancaria digitale basata sul cloud di ISP, i nuovi canali digitali (Isybank e Fideuram direct) e infine l'intelligenza artificiale daranno un contributo aggiuntivo di 500 milioni di euro al reddito lordo entro il 2025. Si prevede che il rapporto CET1 supererà il 14% (o il 15% dopo l'assorbimento del DTA) nel 2025 anche dopo l'implementazione di Basilea IV. Cambiamento nelle stime. Stiamo aumentando i nostri EPS per il 2023/24/25 del 5,3%/8,1%/7,5% sulla base di un Interesse Netto più alto, parzialmente compensato da un reddito da trading più basso. Lasciamo invariate le nostre ipotesi di costo del rischio per gli stessi anni, anche se gli attuali flussi di NPE e i buffer potrebbero giustificare un numero complessivo più basso.
Azioni menzionate
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