INTESA SANPAOLO: ANALISI FONDAMENTALE

La banca si concentrerà sull'integrazione di UBI

Intesa Sanpaolo [ISP.MI] ha chiuso il quarto trimestre 2020 con risultati in crescita, pur in un contesto di mercato non particolarmente
favorevole

Ricavi core migliori delle attese grazie all'ottimo andamento delle commissioni. Il quarto trimestre 2020 è stato il miglior trimestre dell'anno per tutte le componenti e includeva 147 milioni di euro di commissioni di performance. L'andamento ha più che compensato alcune pressioni su NII principalmente legate al componente (forte riduzione delle attività finanziarie). 

L'attività di trading è risultata superiore alle aspettative, grazie al contributo di UBI, i costi operativi sono risultati sostanzialmente in linea così come le svalutazioni complessive relative alle cancellazioni LLP e PPA. 

Il coefficiente proforma CET1 ratio, comprensivo dell'assorbimento del DTA e del beneficio derivante dal deconsolidamento delle RWA relative alle attività delle filiali UBI che verranno cedute a BPER nel primo trimestre 2021, è stato pari al 15,9%.

La forte riduzione del rischio colloca Intesa tra le banche migliori in Italia. Uno degli elementi più importanti del trimestre è stato il forte de-risking effettuato dal management, che ha portato a un miglioramento dell'indice di crediti deteriorati lordi di 260 punti base su base trimestrale al 4,4%, principalmente grazie a circa 11 miliardi di euro in riduzione di NPL, di cui 4,3 miliardi in cessioni completate da Intesa/UBI, 1.4 miliardi da trasferire a BPER e ulteriori 4 miliardi da vendere.

Riviste al rialzo le sinergie ISP-UBI. Intesa ha rivisto al rialzo le stime sulle sinergie ante imposte derivanti dall'acquisizione di UBI del 50/60% a oltre 1 miliardo di euro da 700 milioni precedente grazie anche a numero di uscite volontarie dei dipendenti (7.200 FTE contro 5.000 inizialmente previste). Secondo il CEO, queste stime rimangono prudenti.

Ipotesi dividendi in contanti.

Il management ha confermato il suo impegno a pagare dividendi in contanti per gli anni fiscali 2020 e 2021 a partire da 694 milioni (0,036 euro per azione) entro maggio 2021 (in conformità con la raccomandazione della BCE) e 1,935 miliardi (0,10 euro per azione) soggetto ad approvazione BCE nell'ultima parte dell'anno al fine di raggiungere un payout ratio totale 2020 del 75% calcolato su un utile netto adjusted di 3,505 miliardi). 

Giudizio NEUTRALE su Intesa con target price 2,30 euro. 

Riteniamo che al momento la banca si concentrerà nell’integrazione di UBI per far emergere il più velocemente possibile le sinergie e dare visibilità alla politica di remunerazione degli azionisti (75%/70% payout per gli anni fiscali 2020/21).

Nel riquadro i principali indicatori di bilancio. Stima Websim/Intermonte

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Azioni menzionate

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