GENERALI: ANALISI FONDAMENTALE

titolo attraente sotto il profilo del dividendo, incertezza sul futuro di Donnet
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Generali [GASI.MI] ha presentato il nuovo piano industriale al 2024. Principali target:

1) crescita degli utili: +6%/+8% nel triennio rispetto alla nostra atttesa di +5%.
2) flussi di cassa disponibili a livello della capogruppo di oltre 8.5 mld.
3) dividendi cumulati a 5.2/5.6 mld e buyback da 0.5 mld rispetto alla nostra atttesa di 6.1 mld.
4) tutti i target del piano al 2021 raggiunti o superati.
5) P&C: crescita dei premi superiore al 4% (CAGR ‘21/’24) rispetto alla nostra stima di 5.3%. 
6) Vita: valore della nuova produzione a 2.3/2.5 mld al 2024 rispetto alla nostra stima di 2.36 mld.
7) Asset management: 100 mln di ricavi addizionali da terze parti.
8) M&A: 2.5/3.0 mld da poter investire in operazioni di crescita esterna rispetto alla nostra stima di 4/5 mld, Generali punta ad individuare ulteriori opportunità per consolidare la leadership assicurativa in Europa e rafforzare la presenza in selezionati mercati asiatici.
9) Miglioramento di 2.5-3.0 ppt del cost/income ratio.
10) 1.1 mld in investimenti per la trasformazione digitale e tecnologica in aumento del 60% rispetto al precedente piano 
Fondo di venture capital da 250 mln per cogliere opportunità nell’insurtech.

La strategia scommette su target ambiziosi per gli utili, su un aumento dei dividendi e sul primo buyback in 15 anni, con il Ceo Philippe Donnet che si gioca un'importante carta per il rinnovo del suo mandato. "E' un piano di crescita", ha commentato il Ceo Philippe Donnet. Sui fondi disponibili per eventuali acquisizioni, il manager ha detto che 3 miliardi "sono un buon numero". "Vogliamo raggiungere il giusto equilibrio tra il capitale che restituiamo agli azionisti e quello investito nella crescita". 

Donnet è finito nel mirino di due importanti soci, Francesco Gaetano Caltagirone e Leonardo Del Vecchio, che gli imputano una strategia sull'M&A poco aggressiva e sono contrari al rinnovo del suo mandato in scadenza ad aprile. Caltagirone ha votato contro il piano, passato con 11 voti su 13 consiglieri, mentre Romolo Bardin, rappresentante di Del Vecchio, non ha partecipato per il poco tempo che ha avuto per esaminare la nuova strategia proposta da Donnet. 

I due imprenditori, in un patto con Crt che raccoglie il 15,6%, potrebbero nei prossimi mesi presentare un piano alternativo, insieme a una lista per il rinnovo del Cda con una loro proposta per il ruolo di AD, secondo fonti vicine alla situazione. 

Donnet può contare invece sull'appoggio della maggioranza del consiglio uscente, che presenterà una sua lista per il rinnovo del board, del primo azionista Mediobanca MDBI.MI (13% del capitale e 17% dei diritti di voto) e di De Agostini che voterà alla prossima assemblea con il suo 1,4% seppur in uscita dall'azionariato.

Raccomandazione NEUTRALE, target price 19,20 euro

Nel complesso il piano prevede una crescita degli utili superiori alle nostre attese nell’arco di piano che potrebbero portare ad un rialzo delle nostre stime e di quelle di consensus mentre a livello di distribuzione di dividendi + buyback le ns stime sono nella parte alta del range indicato dalla società.

Inferiori alle attese le indicazioni relativamente al contributo da M&A.

Teniamo alta l'attenzione sull'evoluzione dei rapporti tra attuale management e il patto riunito intorno a Caltagirone e Del Vecchio. 

Nella tabella riportiamo i dati storici e previsionali elaborati da Websim/Intermonte.
 


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