ENI: ANALISI FONDAMENTALE

Confermiamo la raccomandazione INTERESSANTE, alziamo il target a 15 euro

Eni [ENI.MI] ha chiuso il terzo trimestre 2021 con un utile netto adjusted di 1,43 miliardi, +54% rispetto al trimestre precedente, grazie "alla capacità di catturare lo scenario e la crescita della produzione" spiega la nota. 

Ebit adjusted a 2,5 mld, +375% vs lo stesso periodo del 2020, valore ai massimi da quattro anni.

"Il confronto con i corrispondenti periodi del 2020 caratterizzati dalla crisi del Covid - aggiunge Eni - evidenzia recuperi di ampie proporzioni: +1,6 miliardi e +3,4 miliardi di euro rispettivamente rispetto al terzo trimestre e ai nove mesi 2020 per effetto della migliore performance operativa, dei migliori risultati delle partecipazioni all'equity e della normalizzazione del tax rate (50% nei nove
mesi 2021) per il sensibile recupero dello scenario upstream e per la previsione di maggiori redditi futuri delle attivita'
green in Italia". 

"Gli ottimi risultati di questo trimestre confermano il continuo trend di crescita delle nostre performance economico finanziarie - spiega l'Ad Descalzi - La produzione upstream è in recupero rispetto alle precedenti manutenzioni ed è cresciuta del 6%, a 1,69 milioni di barili di olio equivalente al giorno ed in linea con la guidance". 

Nei primi nove mesi la forte generazione di cassa e l'attenta gestione dei costi rende disponibili oltre 4 miliardi di free cash flow, più che sufficienti a coprire l'intero dividendo e buyback 2021".

Buy-back: avviato a fine agosto il programma di riacquisto di azioni da 400 mln; al 22 ottobre acquistate 17,63 mln di azioni per un ammontare di 197 mln.

I risultati sono superiori alle attese su tutti i fronti e ci consentono di rafforzare la raccomandazione positiva.

Eni sempre più green. 

Secondo quanto riportato da Bloomberg, Eni sarebbe vicina a un accordo con Equinor e SSE Renewables per aumentare la propria partecipazione nel progetto Offshore Wind Dogger Bank in UK, più grande parco eolico offshore del mondo nel Mare del Nord. Il progetto è suddiviso in tre sezioni, A. B e C, ciascuna di potenza uguale pari a 1.2GW, per un totale di 3.6GW.

Ricordiamo che a dicembre 2020 Eni ha acquisito da Equinor e SSE Renewables il 20% del progetto (A e B) per 405 mln GBP.

La costruzione del parco eolico offshore Dogger Bank (A e B) prevede un investimento complessivo di 6 mld GBP e si articolerà su due fasi, la prima delle quali sarà completata entro il 2023 e la seconda entro la fine del 2024. Eni ora si appresterebbe a rilevare una quota del 20% anche nella sezione C, portando così la propria paretecipazione al 20% dell’intero progetto. Il cash-out per questa seconda operazione potrebbe essere pari a circa 200 mln GBP, assumendo valori in linea con il primo deal.

Giudizio INTERESSANTE per Eni [ENI.MI], target price di 15 euro. 

A seguito dei risultati abbiamo aggiornato le nostre proiezioni per riflettere margini E&P e G&P più elevati, solo in parte compensati da quelli più deboli per R&M. Anche le proiezioni di fondo hanno beneficiato di un'aliquota fiscale inferiore. 

Un trimestre solido, che offre visibilità sul potenziale di generazione di cassa. A nostro avviso, l'esecuzione operativa e la generazione di flussi di cassa in E&P, la bassa leva finanziaria e il crescente impegno ESG continuano a rappresentare i catalizzatori chiave per ENI. Sul fronte delle rinnovabili, riteniamo che Eni potrebbe accelerare ulteriormente la crescita nei prossimi mesi, reinvestendo la generazione di flussi di cassa extra dal business E&P. La quotazione del business G&P Retail and Renewables potrebbe supportare un re-rating del titolo.

Nella tabella che segue riportiamo le principali voci di bilancio storiche (A) e previsionali (E) elaborate da Websim/Intermonte.



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