ENI: ANALISI FONDAMENTALE

Confermiamo la raccomandazione INTERESSANTE ma tagliamo il target per le incertezze legate al coronavirus

EEni [ENI.MI] chiude il primo trimestre con una perdita netta di 2,93 miliardi di euro (dall'utile di 1,1 miliardi del primo trimestre del 2019) determinata principalmente dall'allineamento del valore delle scorte ai prezzi correnti.

L'utile netto adjusted è pari a 59 milioni di euro (-94%).

Margine operativo a 1,3 miliardi, meglio delle stime raccolte dalla società fissate a 1,1 miliardi.

Nel primo trimestre dell'anno Eni ha registrato una produzione di idrocarburi pari a 1,774 milioni di barili al giorno, con un calo del 3,6% rispetto al primo trimestre 2019. Al netto dell'effetto prezzo - si precisa - la variazione è spiegata per il 50% dalla riduzione di produzione in Libia dovuta agli effetti di un fattore contrattuale, cause di forza maggiore e minori attribuzioni in rapporto alla minore spesa, i cui effetti
hanno più che compensato i contributi di portafoglio (Norvegia). Il rimanente 50% è legato all'effetto di riduzione della domanda
gas (principalmente Egitto).

Eni ha rivisto il piano industriale per il 2020 ed il 2021 con l'obiettivo di salvaguardare la solidità del proprio bilancio. Sulla base del nuovo quadro macroeconomico Eni ha aggiornato anche le previsioni del prezzo Brent riducendole a 45 e a 55 dollari al barile per il 2020 e per il 2021.

L'ad Descalzi ha precisato che "il portafoglio di business mostra di essere resiliente come mai in passato, mentre la struttura patrimoniale
èmolto solida, frutto del lavoro fatto negli ultimi anni. In particolare il portafoglio upstream ha un punto di pareggio competitivo ed è flessibile, consentendo la rimodulazione delle attività e degli impegni finanziari in funzione dell'evoluzione dello scenario. Il portafoglio mid-downstream - prosegue - sta reagendo bene alla crisi dei consumi, consuntivando un risultato operativo più alto di quello dell'analogo periodo 2019".

Complessivamente, evidenzia Descalzi, "il risultato operativo è risultato essere superiore alle aspettative del mercato, mentre la generazione di cassa ante circolante finanzia gli investimenti di 1,9 miliardi. Lo stato patrimoniale gode di un bilanciamento ottimale ma soprattutto della disponibilità di 16 miliardi di liquidita' che consentiranno al Gruppo di gestire con agio la contrazione dell'attivita' dovuta a prezzi e pandemia".  

iN SINTESI: 

I risultati del primo trimestre di Eni sono stati migliori delle attese a livello operativo, peggio a livello di utile. In dettaglio:
- l'EBIT normalizzato pari a 1.307 milioni (atteso a 1.134 milioni, consensus 1.100 milioni);
- Utile netto normalizzato a 59 milioni (atteso 238 milioni, consensus 240 milioni).
- Utile netto contabile negativo per 2.929 milioni di perdita a seguito di svalutazioni e impairment.

A livello divisionale:
- EBIT normalizzato E&P a 1.037 milioni (atteso a 1.040 milioni), G&P a 431 milioni (atteso a 290 milioni).
- Produzione nel trimestre a 1,774 milioni di barili al giorno (attesi a 1,820 milioni).
- Debito netto a 18,7 miliardi (atteso a 17,7 miliardi).
- La produzione attesa nel 2020 è stata rivista ulteriormente al ribasso a 1,750/1,800 milioni da precedente 1,800-1,840 miglioni.
- Il taglio costi sale a 600 milioni dai 400 indicati in precedenza.

Raccomandazione INTERESSANTE, target price a 11,00 euro.

Risultati a livello operativo supportati da margini sul downstream sopra le nostre attese. Utile netto e generazione di cassa più deboli.
Manteniamo il giudizio positivo, convinti che il prezzo del greggio si riprenderò.

Nella tabella che segue riportiamo le principali voci di bilancio storiche (A) e previsionali (E) elaborate da Websim/Intermonte.



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