ENEL - ANALISI FONDAMENTALE

Piano industriale ambizioso e dividendi più ricchi in agenda ...
Enel [ENEI.MI] ha comunicato risultati preliminari del 2018 in linea con le aspettative, meglio del previsto invece l'andamento del debito netto, una delle variabili più monitorate dal mercato in questa fase. In sintesi:

Ricavi a 75,6 miliardi di euro (74,6 miliardi di euro nel 2017, +1,3%).
Ebitda ordinario a 16,2 miliardi di euro (15,6 miliardi di euro nel 2017, +3,8%).
Ebitda a 16,3 miliardi di euro (15,7 miliardi di euro nel 2017, +3,8%).
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Indebitamento finanziario netto a 41,1 miliardi di euro (37,4 miliardi di euro a fine 2017, +9,9%).

Piano industriale.

Enel ha approvato di recente l'aggiornamento del piano industriale al 2021 che prevede: 

Utile in crescita nel 2019 a 4,9 miliardi da 4,1 miliardi dell'anno in corso. Enel vede utile netto in crescita media annua (Cagr) dell'11%, con 5,4 mld nel 2020 e 5,6 mld nel 2021, che si aggiungono ai 9 miliardi del biennio 2018-2019 (+11% Cagr).

Nel prossimo triennio l'Ebitda ordinario della società crescerà complessivamente del 6% a circa 16,2 miliardi nel 2019, a 17,4 nel 2020, a 18,5 miliardi a fine periodo.

La conferma della politica del dividendo. Le nuove linee guida della società fissano il dividendo minimo fino al 2021 con una progressione da 0,32 euro per azione del 2019 a 0,36 del 2021, passando per 0,34 euro per azione del 2020. Quest'anno il dividendo minimo è stato di 0,28 euro. 

Enel vede l'indebitamento finanziario netto "sostanzialmente stabile lungo l’intero arco di piano, raggiungendo circa 41,8 miliardi di euro nel 2021".

La revisione del piano industriale verrà presentata alla comunità finanziaria questa mattina a Milano alle 9,30 dall'AD Francesco Starace.

Nei tre anni coperti dal nuovo piano il gruppo investirà complessivamente 27,5 miliardi che saranno allocati per il 42% in rinnovabili, per il 40% nelle reti, per il 5% nel retail, il 4% a sostegno della crescita di Enel X e per il 9% nella generazione termoelettrica.
Gli investimenti si distribuiranno "sui mercati in cui Enel ha una presenza integrata, come Italia, Spagna, Cile e Brasile".

Sul versante della decarbonizzazione il gruppo stima che al 2021 il 62% dell’energia generata dalla società sia a zero emissioni, rispetto al 48% previsto per il 2018.

Ipotesi buyback.

L'AD, Francesco Starace, rispondendo alle domande degli analisti nel corso della presentazione del piano strategico, ha detto che  
non vede grandi operazioni di M&A nel settore, ma vede opportunità per realizzare acquisizioni di media dimensione e apre all'ipotesi di un piano di buyback sulle azioni proprie, "perché no. Ci possiamo pensare. E' una buona idea e il titolo è relativamente depresso" ha spiegato Starace.

Raccomandazione INTERESSANTE, prezzo obbiettivo a 6,0 euro.

Le indicazioni dei dati preliminari consolidano la nostra visione di lungo periodo. Il piano industriale presenta indicazioni positive, in particolare il rialzo degli obiettivi di Ebitda 2019-20. Riteniamo positiva anche l’indicazione del dividendo minimo, con rendimenti impliciti tra i più elevati nel settore. Il dividendo sui risultati di bilancio del 2019 previsto a 0,32 euro offre un ritorno del 6,80% lordo.

Nella tabella di seguito i dati storici (A) e previsionali (E) elaborati da Websim/Intermonte.

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Azioni menzionate

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