EMAK: ANALISI FONDAMENTALE

Confermiamo il giudizio INTERESSANTE, portiamo il target a 2,65 euro, dai precedenti 3 euro

Emak [EM.MI] società a capo di uno dei maggiori gruppi a livello globale nei settori dell'outdoor power equipment, delle pompe e del water jetting, e dei relativi componenti ed accessori. 

L'attività gruppo è ripartita in tre divisioni. 

Outdoor Power Equipment (OPE). Comprende l'attività di sviluppo, fabbricazione e commercializzazione di prodotti per il giardinaggio, l'attività forestale e piccole macchine per l'agricoltura, come decespugliatori, rasaerba, trattorini, motoseghe, motozappe e motocoltivatori.

Pompe e High Pressure Water Jetting (PWJ o Pumps). Accorpa le attività di sviluppo, fabbricazione e commercializzazione di prodotti per l'agricoltura (pompe centrifughe e a membrana per l'irrorazione e diserbo), per l'industria (pompe per l'industria, gli impianti ad alta ed altissima pressione e le macchine per l'urban cleaning), per il lavaggio o cleaning (idropulitrici professionali e semiprofessionali, macchine lava-asciuga pavimenti).

Componenti e Accessori (C&A). Sviluppa componenti ed accessori per tutti i settori sopra elencati, dal filo alle testine per i decespugliatori, dai sensori e i computer (precision farming) alle pistole e gli ugelli per le idropulitrici.

Risultati consolidati  Ricavi 2021

Ricavi 588,3 milioni rispetto a 469,8 milioni nel 2020, in crescita del 25,2%; 

EBITDA adjusted: 77,4 milioni rispetto a 56,3 milioni nel 2020, in crescita del 37,6%;

EBIT: 52,9 milioni rispetto a 32,9 milioni nel 2020, in crescita del 60,6%;  

Utile netto consolidato: 33,1 milioni rispetto a 19,6 milioni nel 2020, in crescita del 68,8%; 

Posizione  finanziaria  netta passiva: 144,3 milioni rispetto a 126,5 milioni al  31 dicembre 2020. Al netto dell’effetto IFRS 16 il dato sarebbe pari a 105,3 milioni rispetto a 97,7 milioni.  

Proposta dividendo: 0,075 euro per azione, rispetto a 0,045 lo scorso esercizio, in aumento del 66,7%  

In dettaglio. Il  Gruppo  Emak  ha  realizzato ricavi consolidati pari a 588,3 milioni, rispetto a 469,8 milioni  dello scorso  esercizio, in aumento del 25,2%. L’incremento deriva dalla  crescita  organica per  il 23,6%, dalla variazione dell’area di consolidamento per il 2,6%, mentre è penalizzato dall’effetto negativo dei cambi  di traduzione per l’1%.  

L’EBITDA adjusted ha raggiunto il valore di 77,4 milioni (13,2%  dei  ricavi), rispetto  a 56,3 milioni (12%  dei  ricavi) del 2020. Il  risultato  ha  beneficiato del  significativo  incremento  dei  volumi  di vendita e del contributo apportato dalla variazione dell’area di consolidamento. L’EBIT è stato pari a 52,9 milioni (9% dei ricavi), contro il dato di 32,9 milioni (7% dei ricavi) dello scorso esercizio.

L’utile netto consolidato è pari 33,1 milioni rispetto a 19,6 milioni nel 2020. Senza considerare l’effetto negativo derivante dall’adeguamento delle put&call option sulle quote residue di minoranza di alcune società controllate per 4,6 milioni, il risultato dell’esercizio sarebbe stato pari a 37,7 milioni, in crescita del 92,3%.  L'autofinanziamento gestionale è pari a 57,5 milioni, rispetto a 44,4 milioni del 2020.  

Il patrimonio netto complessivo al 31 dicembre 2021 ammonta a 255,9 milioni contro 222,3 milioni al 31 dicembre 2020.

La posizione finanziaria netta passiva si attesta a 144,3 milioni rispetto a 126,5 milioni al 31 dicembre 2020. Il  dato 2021 include  38,9 milioni derivanti  dall’applicazione  del  principio  contabile IFRS  16 (28,9 milioni  nel  2020) e 12,3  milioni di debiti  finanziari per l’acquisto delle  residue  quote  di  partecipazione  di minoranza (6 milioni nel 2020). Oltre a quanto sopra descritto, la variazione è anche dovuta all’incremento delle scorte, per far fronte al perdurare delle criticità sulla supply chain e del conseguente aumento dei lead time, nonché all’acquisizione della Poli Srl. Nel corso del 2021 il Gruppo ha inoltre distribuito dividendi per un ammontare di € 7,4 milioni.  

Eventi successivi alla chiusura dell’esercizio

Come  noto l’intensificarsi  delle  tensioni  tra  Russia  e  Ucraina, che  ha  portato all’invasione  del  territorio ucraino  da  parte dell’esercito russo,  sta  creando  ripercussioni  sui  mercati  internazionali,  sia  in  termini  di andamento dei mercati finanziari che sui prezzi delle commodities.  Il  Gruppo  opera in  Ucraina principalmente  attraverso una  società  controllata  con  sede a Kiev. La  società, che nel 2021 ha segnato un fatturato di 4,2 milioni, ad oggi ha sospeso la propria attività.  Complessivamente, nel 2021 il Gruppo ha realizzato in Russia, Ucraina e Bielorussia circa il 3% del proprio fatturato. Il management continua a monitorare quotidianamente l’evolversi della situazione.

Confermiamo il giudizio INTERESSANTE, target price a 2,65 euro. 

Rimaniamo positivi sull'azione, che prevediamo continuerà a beneficiare nel medio termine delle previsioni di crescita dei mercati core e del recupero di redditività del business OPE. I continui investimenti in ricerca e sviluppo volti alla creazione di nuovi prodotti per rispondere alle esigenze dei clienti in termini di sicurezza, comfort e riduzione delle emissioni dovrebbero consentire all'azienda di avvicinarsi al mercato con un portafoglio prodotti più completo e quindi potenzialmente guadagnare quote di mercato. Inoltre, il deleveraging in corso consente all'azienda di continuare a esplorare potenziali acquisizioni. 

Nella tabella sottostante le cifre storiche (A) e prospettiche (E) elaborate da Websim/Intermonte

 

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Azioni menzionate

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