TIM - Analisi Fondamentale

Revisione delle stime a seguito di chiarimenti sull'FCF. Report di Analisi Fondamentale dall'Ufficio Studi di Intermonte

Autore: Team Websim Corporate
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Analisi Fondamentale di TIM al giorno 13/03/24

Giudizio: Interessante

Prezzo: 0.21€

Target di lungo termine: 0.36€

Sintesi - Revisione delle stime a seguito di chiarimenti sull'FCF

Rivediamo le nostre stime pro-forma (post cessione di NetCo) al nuovo outlook sul 2024-26. In particolare, re-includiamo TIM Sparkle nel perimetro domestico (impatto neutro a livello di FCF), riequilibriamo il mix tra TIM Consumer e TIM Enterprise sulla base dei numeri actual FY23 (non forniti target divisionali FY24-26), e riflettiamo le ultime indicazioni fornite dalla società sugli elementi di FCF e rimuoviamo le precedenti ipotesi sui dividendi (sia per TIT che per TITR) stimando una perdita netta sia nel FY24 che nel FY25. A livello di EBITDAaL domestico, le nostre stime di crescita (+3.7% CAGR'23-26, €2.0bn nel FY26) sono molto più conservative rispetto alla guidance (+9%/+10% CAGR, target implicito €2.5bn nel FY26). Questo ci porta ad ipotizzare un de-leveraging “organico” trascurabile tra FY24 e FY26, con un debito netto che passa da €7.68bn a fine FY24 (2.1x l’Adj.EBITDAaL, target: ≤2x) a €7.61bn nel FY26 (1.9x, target: 1.6-1.7x). Assumendo invece l’incasso degli earnout relativi alla vendita di NetCo nel FY25 (per €2.9bn, ponderandoli al 50% di probabilità) e la monetizzazione di TIM Sparkle; stimiamo un debito netto a fine FY26 a €5.5bn con una leva di 1.3x.

La Nostra View

Confermiamo il rating BUY e riduciamo il TP a €0,36 per entrambe le classi di azioni. Malgrado il crollo del titolo e un piano deludente, confermiamo il rating BUY, principalmente per ragioni valutative (su base organic, il target di net cash flow normalizzato di ~€0.8bn nel FY26 implica un rendimento dell'18%, o ~15% scontato ad oggi, rispetto ad una media del settore del 10-11%) ma anche per riflettere le chance nel breve termine di un significativo miglioramento del profilo finanziario attraverso la monetizzazione di TIM Sparkle (EV al 100%: €0.8bn) e l’incasso degli earnout dalla vendita di NetCo (€2.9bn), elementi non incorporati per prudenza nei target del BP. Il nostro TP di €0,36 non include l’upside potenziale di circa €0.33/azione legato ad una rivalutazione di TIM Consumer ad un multiplo “fair” di 5x EV/EBITDAaL (o 8x EV/EBITDAaL per l'intera ServiceCo Domestica), che potrebbe essere accelerato in caso di market repair/consolidamento del mercato. Infine, rimuoviamo il premio sulle azioni di risparmio (TP ridotto da €0.44 a €0.36) rispetto a quelle ordinarie (TP ridotto da €0.42 a €0.36) poiché crediamo che l'azienda continuerà a registrare perdite anche nel FY24-25, malgrado la plusvalenza dalla cessione di NetCo. Post cessione di NetCo e tenendo conto di un debito più elevato alla fine del 2024, secondo le nostre stime e ai prezzi correnti, la ServiceCo di Gruppo tratterebbe a circa 3.7x EV/EBITDAaL (settore a 5.5x). Post cessione di Sparkle, della quota in INWIT, e ipotizzando di deconsolidare TIM Brasil ai prezzi correnti, lo STUB domestico tratterebbe a circa 2.3x EV/EBITDAaL, facendo emergere una sottovalutazione ancora più pronunciata rispetto al settore europeo.



Azioni menzionate

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