BUZZI: ANALISI FONDAMENTALE

Aspettative di rallentamento
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Buzzi Unicem [BZU.MI] ha chiuso il primo trimestre 2018 con una flessione dei ricavi netti dell'8,4% a 539,1 milioni di euro, confermando per quest'anno la stima per una crescita del margine lordo ricorrente di pochi punti percentuali sul 2017 "fatte salve le incertezze legate all'andamento dei tassi di cambio". 

Le vendite di cemento del gruppo hanno chiuso il periodo con una diminuzione dell'1,6% a 5,1 milioni di tonnellate.

Più marcata la variazione sfavorevole delle vendite di calcestruzzo preconfezionato, in calo del 6,3% a 2,4 milioni di metri cubi.
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"L'ondata eccezionale di neve e gelo che ha investito gli Stati Uniti d'America, un prolungato periodo piovoso in Europa ed un minor numero di giorni lavorativi rispetto al primo trimestre dell'anno precedente, tra cui il periodo della Settimana Santa, hanno condizionato le spedizioni nella maggior parte dei paesi di presenza", spiega il gruppo cementiero.

Alla fine di marzo, l'indebitamento netto era pari a 896 milioni di euro, rispetto a 86 milioni di euro a fine dicembre e leggermente migliore della nostra stima di 932 milioni.

Commento.

I ricavi sono diminuiti in linea con le nostre aspettative. I volumi di vendita sono diminuiti nella maggior parte dei paesi, ad eccezione della Repubblica Ceca e della Russia. Anche la Germania ha visto ricavi in calo dell'8,2%.

Per quanto riguarda i prezzi di vendita, l'Italia ha iniziato a mostrare alcuni segnali di adeguamento al rialzo, con qualche miglioramento percentuale negli Stati Uniti. Anche l'effetto dei prezzi in Germania è stato favorevole.

In particolare Buzzi vede "un probabile rientro in territorio positivo del margine operativo lordo in Italia, risultati in miglioramento in Europa Centrale ed Orientale".

Raccomandazione NEUTRALE, target price 21,0 euro.

Abbiamo lasciato su livelli prudenti le nostre stime, con una previsione di crescita dell'EBITDA su base annua nel 2018, ma una contrazione dell'utile netto.

Il primo trimestre è in genere il meno importante in termini di volumi, ma anche quello in cui gli aumenti dei prezzi annuali sono in gran parte trasferiti ai clienti. Nonostante i messaggi incoraggianti su questo fronte, pensiamo ancora che ci sia una visibilità limitata sulla dinamica dei prezzi / costi in futuro.

Nel secondo semestre dovrebbe esserci una base di confronto più favorevole (il periodo dell'anno scorso è stato colpito dagli uragani negli Stati Uniti e da un clima particolarmente sfavorevole nell'ultimo trimestre 2017).

Negli Usa, il gruppo sviluppa circa il 40% dei ricavi (1,1 miliardi nel 2017) e in settimana sono giunti segnali di rallentamento del mercato immobiliare. 

Di seguito i dati storici (A) e prospettici (E) elaborati da Websim/Intermonte.

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