BREMBO: ANALISI FONDAMENTALE

Titolo non caro sotto il profilo dei fondamentali e scenario incerto per effetto della guerra commerciale in corso che potrebbe penalizzare proprio il settore automotive più di altri .....
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Brembo [BRBI.MI], produttore di sistemi frenanti per il settore automotive, ha chiuso il 2018 con:

ricavi in crescita del 7,2% a 2,64 miliardi di euro (+9,6% a
cambi costanti), un margine operativo lordo (Ebitda) cresciuto
del 4,4% a 500,9 milioni e un debito finanziario netto in forte
calo, da 240,7 a 136,9 milioni.
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L'utile netto è diminuito del 9,5%, a 238,3 milioni, appesantito da un aumento delle svalutazioni e degli ammortamenti (+16,5% a 155,8 milioni), come effetto degli ingenti investimenti effettuati nei periodi
precedenti, e da un un maggior carico fiscale.

Il debito netto è stato migliore delle attese (137 milioni di euro contro 174 milioni attesi) grazie all'effetto positivo del circolante (aumento dei tempi di pagamento dei fornitori a 97 nel 2018 rispetto agli 87 nel 2017).

Proposto un dividendo di 0,22 euro per azione come l'anno scorso.  

Per quanto riguarda il 2019, "in uno scenario di mercato di riferimento complesso, Brembo ritiene di poter confermare volumi e profittabilità in linea con l'esercizio appena approvato", spiega la nota. Le indicazioni sul 2019 vedono volumi stabili nel primo semestre, con un probabile aumento dei prezzi grazie al meccanismo di ribaltamento delle fluttuazioni dei prezzi delle materie prime sui clienti e un cambio positivo.

Risultati quarto trimestre.

I risultati del quarto trimestre 2018 sono stati sostanzialmente in linea con le stime sia a livello di ricavi che di EBITDA, ma inferiori per quanto riguarda l’EBIT (78 milioni di euro, 4% al di sotto delle attese) a causa degli ammortamenti più elevati dopo il forte ciclo di investimenti.

Raccomandazione NEUTRALE, target price 10,50 euro.

Rimaniamo più costruttivi su una ripresa nel secondo semestre. Gli investimenti dovrebbero ammontare a 250 milioni di euro. Abbiamo rivisto le stime 2019/20 al ribasso del -2%/-3,6% in seguito ad una crescita organica più contenuta (a +3% da +5%), ammortamenti più elevati, anche se parzialmente compensati da una marginalità leggermente migliore ed un aggiornamento nel numero di azioni.

Di seguito i dati storici (A) e prospettici (E) elaborati da Websim/Intermonte

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Azioni menzionate

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