BANCO BPM: ANALISI FONDAMENTALE

Quest'anno torna il dividendo dopo anni di digiuno

Banco BPM [BAMI.MI] chiude il 2019 con un utile di 797 milioni di euro, contro una perdita di 59 milioni nel 2018.

Annuncia il ritorno al dividendo con la proposta di una cedola di 0,08 euro per azione (yield 4%).

Il Cet1 ratio 'fully phased' si attesta al 12,8% dal 10,0% del 2018.

I risultati sono stati conseguiti "in parallelo al prosieguo dell'attività di derisking, quest'ultima riflessa nell'ulteriore calo del Npe ratio netto al 5,2% (era 6,5% a fine 2018) e conseguentemente nella forte riduzione del costo del credito (73 bp rispetto ai 184 bp del dicembre 2018)".

Il margine di interesse si attesta a 1,998 miliardi, in calo del 12,9%, risentendo principalmente dell'impatto negativo del minor effetto contabile derivante per lo più dalle operazioni di cessione di sofferenze dello scorso esercizio che, d'altro lato, hanno contribuito positivamente alla discesa del costo del rischio.

"La redditività espressa dal gruppo, unitamente alla forte posizione patrimoniale raggiunta, consentono, nel pieno rispetto delle linee guida emanate dalla Bce" di sottoporre all'assemblea la distribuzione di un dividendo, il primo dalla fusione tra Banco Popolare e Bpm che nel 2017 ha dato vita al gruppo attuale.

Raccomandazione INTERESSANTE, target price 2,60 euro.

In particolare, Banco BPM chiude il quarto trimestre con un incremento degli introiti del 16% anno su anno a 1,187 miliardi di euro, meglio delle attese grazie al contributo del trading. Il margine di interesse e le commissioni non hanno sorpreso.

A fine dicembre, il Common Equity Tier 1 fully loaded sale a 12,8%, da 12,1% di settembre, il consensus si aspettava un miglioramento meno ampio. L’incremento è merito dei profitti e di un cambio nel sistema di valutazione del patrimonio artistico detenuto (+37 punti base). L’utile netto è stato pari a 96 milioni. I dati sono buoni, molto positivo l’andamento del CET1. Abbiamo deciso di alzare il dividend payout, dal 15% saliremo nel giro di due anni al 40%.

Di seguito i dati storici (A) e prospettici (E) elaborati da Websim/Intermonte



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