BANCA POP.EMILIA: ANALISI FONDAMENTALE
Management ottimista sul 2016. Il gruppo ha utilizzato i capital gain per rinforzare gli indici patrimoniali. Confermiamo il nostro giudizio positivo...

Risultati del quarto trimestre 2015. Banca Popolare dell’Emilia Romagna [EMII.MI] ha chiuso il quarto trimestre 2015 con utili superiori alle nostre stime a 138 milioni di euro (prevedevamo 111 milioni ) grazie ai capital gain di 174 milioni realizzato con la cessione di Icbpi e alla rivalutazione della propria partecipazione in Arca (69 milioni).
Una parte di questi capital gain è stata utilizzata per alzare gli accantonamenti sui crediti deteriorati, saliti a 281 milioni di euro, sopra le nostre attese di 231 milioni.
Grazie a questi accantonamenti il tasso di coperture sui crediti deteriorati è salito di 200 punti base al 44,2% dal 42,1% precedente, mantenendo l'indicatore di solidità patrimoniale CET1 (phased-in) stabile all’11,54%, senza includere il beneficio dalla validazione dei sistemi di valutazione interna dei crediti.
Il gruppo pagherà un dividendo di 10 centesimi di euro per azione.
Management ottimista su ricavi e costo del rischio. Durante la presentazione dei risultati, l’amministratore delegato Alessandro Vandelli ha confermato che il Net interest income (margine di interesse) dovrebbe salire nel 2016 del 2%, meglio della nostra previsione di +1,1%.
Grazie ai volumi nel settore prestiti, alla stabilizzazione del contributo nel carry trade e al recente andamento dei non performing loans, il management è ottimista nel mantenere il costo del rischio a 400-500 milioni di euro. La società si aspetta inoltre di ottenere la validazione dei propri modelli interni da parte della Bce entro il primo semestre di quest’anno che potrebbe portare a un miglioramento del CET1 di circa 100 punti base.
Lasciamo invariate le stime di utili per azione. Siamo più cauti della società sulle previsioni di Net Interest Income e abbiamo stime di accantonamenti sui prestiti nella parte alta del consensus.
Possibilità di M&A L’amministratore delegato di Bper ha confermato l’interesse di trovare dei partner in Valtellina (Pop. Sondrio o Piccolo credito valtellinese). Il gruppo si è detto pronto anche a partecipare al salvataggio per Carife.
Confermiamo il nostro giudizio INTERESSANTE con un prezzo obiettivo di 8 euro.
Giudichiamo positivamente la scelta del management di utilizzare buona parte dei capital gain per aumentare le coperture sui crediti, questo permetterà al gruppo di vendere con più facilità i propri non performing loans (crediti problematici). Apprezziamo inoltre l’ottimismo sul 2016 in uno scenario dove altre banche invece sono apparse meno positive. Dopo il recente calo del titolo in Borsa, Bper tratta a un tangible equity di 0,4 volte e a un rapporto prezzo su utili attesi quest’anno di sole 8 volte, con un tasso di rendimento interno del 4,9%.
Riportiamo nella tabella qui sotto le voci principali dei bilanci 2013-2014 (A) e le nostre stime per gli anni 2015-2017 (E).

Fonte elaborazione stime ufficio studi Intermonte:
www.websim.it
Una parte di questi capital gain è stata utilizzata per alzare gli accantonamenti sui crediti deteriorati, saliti a 281 milioni di euro, sopra le nostre attese di 231 milioni.
Grazie a questi accantonamenti il tasso di coperture sui crediti deteriorati è salito di 200 punti base al 44,2% dal 42,1% precedente, mantenendo l'indicatore di solidità patrimoniale CET1 (phased-in) stabile all’11,54%, senza includere il beneficio dalla validazione dei sistemi di valutazione interna dei crediti.
Il gruppo pagherà un dividendo di 10 centesimi di euro per azione.
Management ottimista su ricavi e costo del rischio. Durante la presentazione dei risultati, l’amministratore delegato Alessandro Vandelli ha confermato che il Net interest income (margine di interesse) dovrebbe salire nel 2016 del 2%, meglio della nostra previsione di +1,1%.
Grazie ai volumi nel settore prestiti, alla stabilizzazione del contributo nel carry trade e al recente andamento dei non performing loans, il management è ottimista nel mantenere il costo del rischio a 400-500 milioni di euro. La società si aspetta inoltre di ottenere la validazione dei propri modelli interni da parte della Bce entro il primo semestre di quest’anno che potrebbe portare a un miglioramento del CET1 di circa 100 punti base.
Lasciamo invariate le stime di utili per azione. Siamo più cauti della società sulle previsioni di Net Interest Income e abbiamo stime di accantonamenti sui prestiti nella parte alta del consensus.
Possibilità di M&A L’amministratore delegato di Bper ha confermato l’interesse di trovare dei partner in Valtellina (Pop. Sondrio o Piccolo credito valtellinese). Il gruppo si è detto pronto anche a partecipare al salvataggio per Carife.
Confermiamo il nostro giudizio INTERESSANTE con un prezzo obiettivo di 8 euro.
Giudichiamo positivamente la scelta del management di utilizzare buona parte dei capital gain per aumentare le coperture sui crediti, questo permetterà al gruppo di vendere con più facilità i propri non performing loans (crediti problematici). Apprezziamo inoltre l’ottimismo sul 2016 in uno scenario dove altre banche invece sono apparse meno positive. Dopo il recente calo del titolo in Borsa, Bper tratta a un tangible equity di 0,4 volte e a un rapporto prezzo su utili attesi quest’anno di sole 8 volte, con un tasso di rendimento interno del 4,9%.
Riportiamo nella tabella qui sotto le voci principali dei bilanci 2013-2014 (A) e le nostre stime per gli anni 2015-2017 (E).

Fonte elaborazione stime ufficio studi Intermonte:
www.websim.it
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