ANALISI FONDAMENTALE: TREVI FIN.

Società solida dopo l'aumento di capitale, ma lo scenario di fondo rimane incerto e le valutazioni non sono così attraenti ...
Trevi [TFI.MI], tra i protagonisti mondiali nel settore dell'ingegneria del sottosuolo e nella produzione delle macchine per fondazioni e perforazioni, ha annunciato risultati del primo trimestre 2015 che hanno fortemente deluso le attese degli analisti. In dettaglio:

Ricavi in crescita dell'11,8% a 297 milioni di euro. In generale il Settore Fondazioni (core business) ha visto incrementare i ricavi di quasi il 20%.

Il Settore Oil&Gas, visto lo stallo della domanda di impianti di produzione on-shore e off-shore a causa dei bassi livelli del prezzo al barile di petrolio, è cresciuto invece solo dell’1,5% rispetto al primo trimestre dell’anno precedente.
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Lo spaccato dei ricavi descrive una società con forte vocazione internazionale: Italia al 7,3%, resto d'Europa 6%, America Latina 26%, Medio Oriente e Asia 31%, Usa e Africa 12% circa rispettivamente, Estremo Oriente 5%.

Per quanto riguarda i margini: Ebitda in calo del 32% a 21,3 milioni con un'incidenza del 7,2% sui ricavi da 11,7% del primo trimestre 2014.

Il margine del Settore Oil&Gas si è ridotto nel trimestre a 4,4 milioni di Euro (3,8% dei ricavi).

L'Ebit si attesta sui 5 milioni di euro (pari all'1,7% dei ricavi totali). Nello stesso trimestre dell’esercizio precedente era stato di 17 milioni (pari al 6,4% dei ricavi totali).

Utile netto +3% a 1,88 milioni.

La posizione finanziaria a fine marzo era negativa per circa 500 milioni di euro con un miglioramento del 13% rispetto al 31 marzo 2014, ma in peggioramento del 31,8% rispetto al 31 dicembre 2014.

Nel secondo semestre è previsto un miglioramento di questa voce per l’effetto "liquidante" di importanti contratti e per il recupero negli incassi da parte di alcuni clienti nel settore Oil&Gas.

La rivalutazione del dollaro rispetto all’euro ha avuto un effetto importante sui risultati.

Commento. I dati del primo trimestre hanno deluso soprattutto sui margini e sul debito, leggermente meglio per quanto riguarda i ricavi. Ci aspettavamo 33 milioni di Ebitda e un utile netto di 7 milioni. Il debito netto è decisamente più alto delle attese di 438 milioni. 
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Prospettive. Malgrado la delusione della prima frazione dell'anno, alcune indicazioni positive per le prospettive del gruppo arrivano dal portafoglio ordini che a fine trimestre ammontava a 1,121 miliardi di euro, più alto della nostra stima (1,100 miliardi). 

Per questo il management è ottimista sui conti dei prossimi tre trimestri.
 
La società prevede per l'intero 2015 ricavi tra 1,25 e 1,3 miliardi di euro con un Ebit intorno ai 70 milioni.

Confermiamo la raccomandazione POCO INTERESSANTE, target price tagliato a 2,20 euro dai  2,80 euro precedenti. 

Alla luce di risultati deludenti abbiamo abbassato le stime di Ebitda per il 2015 e per gli anni seguenti del 6% circa, riducendo le previsioni di utili per azioni del 20% circa. 
  
Stimiamo per il 2015 ricavi in leggera crescita a 1,27 miliardi, da 1,25 miliardi, con un utile netto di 27 milioni, da 24 milioni. L'Ebitda dovrebbe restare quasi invariato a 127 milioni, così come l'Ebitda margin che dovrebbe rimanere sostanzialmente stabile intorno al 10%.

Infine, il debito netto dovrebbe crescere a fine 2015 a circa 450 milioni da 379 milioni. Le stime precedenti erano inferiori ai 400 milioni.

Su queste basi, il titolo oggi ha un P/E 2015 di circa 14,5x e un P/E 2016 di 11,8x, multipli che riteniamo congrui. Il rapporto Ev/Ebitda è a 6,6x e 6,2x rispettivamente.

Fonte: Elaborazione Websim/Intermonte 

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