ANALISI FONDAMENTALE: TELECOM ITALIA MEDIA

Ultimo giorno per le manifestazioni di interesse sugli asset in vendita, si può comprare a pezzi o portare via tutta la società. Telecom Italia punta a disfarsi de LA7 ma sarà più facile trovare compratori per le attività di affitto delle frequenze ...
Telecom Italia Media [TCM.MI] è in rialzo del 6% a 0,1560 euro nell’ultimo giorno valido per presentare le manifestazioni di interesse sugli asset messi in vendita.

"Sul mercato c’è tutto, e tutto può essere preso in diverse soluzioni"  intervenendo in assemblea il mese scorso Franco Bernabè è stato chiaro, "siamo aperti a tutte le opzioni". Bernabè è il presidente della controllante con il 77%, Telecom Italia Media.
 
In vetrina c’è la merce più pregiata (TIM Broadcasting) e quella meno richiesta (La7). Chi lo desidera può anche prendersi tutto il gruppo: ai prezzi di oggi l’Ev  (capitalizzazione di 221 milioni di euro più il debito di fine marzo di 205 milioni di euro) è 426 milioni di euro.
 
I due advisor incaricati della dismissione hanno interpellato tutti ed in questi mesi sono circolate decine di nomi di società e gruppi potenzialmente interessati. Ad oggi, per quanto se ne sa, non ci sono favoriti e nessun soggetto si è fatto avanti con offerte precise.

La7 dovrebbe valere, debito compreso, circa 170 milioni di euro sulla base di un multiplo Ev/Sales di 1,8. Nonostante i buoni risultati in termine di audience, l’emittente perde soldi e chi se la compra, oltre a prendersi in carico una realtà che quest’anno avrà un Ebitda negativo per circa 30 milioni di euro, deve anche rassegnarsi a investire parecchio per raddoppiare l’audience e superare quella soglia critica dell’8-9% al di sotto della quale un’emittente generalista fa fatica a stare in piedi.

Telecom Italia Media Broadcasting è la società che affitta le frequenze ad altre emittenti. A fine anno chiuderà con un Ebitda positivo tra i 40 ed i 45 milioni di euro, sulla base di un multiplo Ev/Ebitda di 4,5 il suo valore dovrebbe essere intorno ai 320 milioni di euro (debito compreso). 
Le frequenze sono probabilmente facili da vendere ma sono anche l’unico asset dentro la società che interessa alla casa madre Telecom Italia: nel giro di qualche anno le frequenze tv potranno essere utilizzate per la telefonia.
 
Dati del primo trimestre 2012. I ricavi di Telecom Italia Media sono saliti del 10% anno su anno a 57,5 milioni di euro, in linea con le previsioni. L’Ebitda è negativo per 5,9 milioni di euro (da  un risultato positivo per 1,9 milioni di euro del primo trimestre 2011), peggio del previsto.

Debito in forte aumento a 206 milioni di euro da 140 milioni di euro di fine 2011: la società ha detto che si tratta di un picco stagionale, a fine giugno dovrebbe scendere intorno ai 170 milioni di euro.
 
LA7/LA7D. Le due emittenti generaliste hanno perso complessivamente 15,4 milioni di euro a livello di Ebitda da -3 milioni di euro dello stesso periodo del 2011, un incremento del rosso attribuibile ai 15,5 milioni di euro di costi di programma aggiuntivi a quelli messi a budget. L’aumento degli investimenti in termini di qualità dei programmi ha avuto una ricaduta positiva in termini di raccolta pubblicitaria, salita del 28% anno su anno in un periodo che vede il mercato andare nella direzione opposta. L’audience giornaliera media si è collocata a 3,4%, ben al di sotto del target del 4,2% previsto dal business plan.

Nei prossimi mesi cesserà il contributo di un contratto di fornitura di servizi vari a Telecom Italia in essere dal 2007: nel terzo trimestre del 2011 questi servizi hanno generato 13,3 milioni di euro di ricavi e 10 milioni di euro di Ebitda. Mettendo insieme l’aumento dei ricavi da pubblicità e l’azzeramento del fatturato generato dalla controllante, il 2012 si dovrebbe chiudere così con ricavi analoghi a quelli del 2011 a circa 139 milioni di euro.
 
Nel corso della conference call il management ha avvertito che prima o dopo la raccolta pubblicitaria comincerà a frenare a causa del deteriorarsi della condizione economica.
 
Telecom Italia Media Broadcasting. Nei primi tre mesi l’operatore ha saturato la sua capacità di trasmissione di tre multiplex, dopo circa un anno si può dire completamente superata la fase più critica causata dal fallimento di Dahlia Tv. I ricavi sono saliti a 18,3 milioni di euro da 12,8 milioni di euro del primo trimestre 2011 mentre l’Ebitda è raddoppiata a 11,3 milioni di euro. Avendo occupato tutto lo spettro ed avendo ancora richieste, la società sta pensando di mettere sul mercato lo spazio ora occupato da LA7HD. Per il 2012 l’obiettivo è un incremento dei ricavi e della redditività. Noi ci aspettiamo 77 milioni di euro di ricavi (da 55 milioni di euro) ed un’Ebitda di 45,6 milioni di euro (da 23 milioni di euro).
 
MTV. I ricavi sono scesi del 15% e la perdita a livello di Ebitda si è ampliata a 1,9 milioni di euro. La società intende procedere con una ristrutturazione dei palinsesti che porti il canale ad intercettare un tipo di audience più specifica. Tra le ipotesi c’è anche la cessione della parte satellitare al partner Viacom. 
 
Raccomandazione INTERESSANTE e target price a 0,21 euro. Abbassiamo le stime di utile perché mettiamo in conto che nella seconda parte del 2012 la raccolta pubblicitaria, pur battendo il mercato, risentirà del peggioramento dello scenario macroeconomico in Italia. Confermiamo la raccomandazione INTERESSANTE perché pensiamo che il titolo reagirà bene alle notizie riguardanti il processo di vendita, totale o parziale che sia. Il target price è 0,21 euro. 
 
Riportiamo nella tabella i principali dati per il periodo 2010-2014.

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Stime Intermonte/Websim.it

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