ANALISI FONDAMENTALE: SARAS
Ottima trimestrale soprattutto grazie al miglioramento della posizione debitoria. Restano le ipotesi speculative di una cessione della maggioranza ai russi di Rosneft...

Risultati del quarto trimestre 2013 superiori alle attese grazie al miglioramento dei margini di raffinazione (mediamente ancora in rosso), alla power generation e alla riduzione dei debiti.
Saras [SRS.MI] ha comunicato che il quarto trimestre 2013 si è chiuso con una perdita di 33,4 milioni di euro dai -82,4 milioni di un anno prima.
Il risultato adjusted è positivo per 5,3 milioni e si confronta con la perdita di 18,8 milioni di un anno fa.
L'Ebit comparabile è stato positivo per 11,1 milioni, in miglioramento rispetto ai -35,4 milioni dell'anno prima.
L'Ebitda comparabile è stato pari a 64,47 milioni, dai 17,6 milioni di un anno fa.
I ricavi ammontano a 2,9 miliardi, sostanzialmente stabili rispetto allo stesso periodo del 2012 (2,95 miliardi).
Forte miglioramento della posizione finanziaria netta passata da -218 milioni di fine 2012 a -8 milioni di fine 2013.
Commento. I dati sono migliori delle nostre attese e di quelle del consenso a livello di margini, ma la sorpresa più interessante è arrivata dalla forte riduzione dei debiti dovuta alla ottimizzazione della gestione del circolante. Le nostre attese erano per un indebitamento intorno a 153 milioni di euro.
Indicazioni positive anche sulla performance operativa della raffineria, malgrado il persistente scenario difficile dei margini di raffinazione: Saras ha ottenuto un premio sul benchmark a 5,1 dollari/barile contro stime intorno a 3 dollari/barile. L'attività ha beneficiato dell`assenza di attività di manutenzione della raffineria di Sarroch e dei programmi di efficienza energetica.
Prospettive 2014. Per l'anno in corso il management vede uno scenario ancora difficile sulla raffinazione, ma in progressivo miglioramento grazie alla normalizzazione delle forniture da Iran e Libia. Indicazioni migliori delle attese sulla 'power generation'.
Ipotesi incremento quota Rosneft. Il titolo ha accumulato un rialzo del 35% da inizio 2014 spinto anche da attese speculative legate al possibile incremento della quota Rosneft. Il gruppo russo è attualmente il secondo azionista dietro la famiglia Moratti (50,02%) con il 20,99% del capitale. Il pacchetto è stato acquistato a 1,37 euro per azione.
Secondo il Sole 24 Ore, che però non cita le fonti, i russi di Rosneft avrebbero avuto di recente contatti con la famiglia Moratti per proporre di prendere il controllo del gruppo di raffinazione e comunque di salire di quota.
Sempre secondo le indiscrezioni, i due rami della famiglia Moratti che insieme detengono il 50% di Saras, si preparano a separare i rispettivi destini: il ramo che fa capo a Massimo Moratti vuole uscire mentre quello che fa capo a Gian Marco intende mantenere una presenza in Saras.
Di un possibile rafforzamento della compagnia russa in quella italiana, aveva parlato qualche settimana fa il suo presidente Igor Sechin.
Le ragioni per mollare non mancano, visto che i margini della raffinazione restano molto bassi e l'attività caratteristica perde molti soldi.
Raccomandazione NEUTRALE confermata, il target price sale a 1,15 euro. I dati trimestrali migliori delle attese, soprattutto il forte miglioramento della posizione debitoria, ci convincono a ritoccare verso l'alto il prezzo obiettivo, ma teniamo un basso profilo sulla raccomandazione perchè lo scenario del settore raffinazione resta sotto pressione con margine benchamrk dell'area Mediterraneo (EMC) ancora sotto la parità.
Il nostro target price non attribuisce alcun premio all'ipotesi "OPA" che potrebbe spingere le quotazioni almeno fino a 1,37 euro, prezzo pagato da Rosneft per acuqisire l'attuale quota.
Nella tabella riportiamo i dati e le nostre stime per il periodo 2012 - 2016.

Dati a cura di Websim/Intermonte
www.websim.it
Saras [SRS.MI] ha comunicato che il quarto trimestre 2013 si è chiuso con una perdita di 33,4 milioni di euro dai -82,4 milioni di un anno prima.
Il risultato adjusted è positivo per 5,3 milioni e si confronta con la perdita di 18,8 milioni di un anno fa.
L'Ebit comparabile è stato positivo per 11,1 milioni, in miglioramento rispetto ai -35,4 milioni dell'anno prima.
L'Ebitda comparabile è stato pari a 64,47 milioni, dai 17,6 milioni di un anno fa.
I ricavi ammontano a 2,9 miliardi, sostanzialmente stabili rispetto allo stesso periodo del 2012 (2,95 miliardi).
Forte miglioramento della posizione finanziaria netta passata da -218 milioni di fine 2012 a -8 milioni di fine 2013.
Commento. I dati sono migliori delle nostre attese e di quelle del consenso a livello di margini, ma la sorpresa più interessante è arrivata dalla forte riduzione dei debiti dovuta alla ottimizzazione della gestione del circolante. Le nostre attese erano per un indebitamento intorno a 153 milioni di euro.
Indicazioni positive anche sulla performance operativa della raffineria, malgrado il persistente scenario difficile dei margini di raffinazione: Saras ha ottenuto un premio sul benchmark a 5,1 dollari/barile contro stime intorno a 3 dollari/barile. L'attività ha beneficiato dell`assenza di attività di manutenzione della raffineria di Sarroch e dei programmi di efficienza energetica.
Prospettive 2014. Per l'anno in corso il management vede uno scenario ancora difficile sulla raffinazione, ma in progressivo miglioramento grazie alla normalizzazione delle forniture da Iran e Libia. Indicazioni migliori delle attese sulla 'power generation'.
Ipotesi incremento quota Rosneft. Il titolo ha accumulato un rialzo del 35% da inizio 2014 spinto anche da attese speculative legate al possibile incremento della quota Rosneft. Il gruppo russo è attualmente il secondo azionista dietro la famiglia Moratti (50,02%) con il 20,99% del capitale. Il pacchetto è stato acquistato a 1,37 euro per azione.
Secondo il Sole 24 Ore, che però non cita le fonti, i russi di Rosneft avrebbero avuto di recente contatti con la famiglia Moratti per proporre di prendere il controllo del gruppo di raffinazione e comunque di salire di quota.
Sempre secondo le indiscrezioni, i due rami della famiglia Moratti che insieme detengono il 50% di Saras, si preparano a separare i rispettivi destini: il ramo che fa capo a Massimo Moratti vuole uscire mentre quello che fa capo a Gian Marco intende mantenere una presenza in Saras.
Di un possibile rafforzamento della compagnia russa in quella italiana, aveva parlato qualche settimana fa il suo presidente Igor Sechin.
Le ragioni per mollare non mancano, visto che i margini della raffinazione restano molto bassi e l'attività caratteristica perde molti soldi.
Raccomandazione NEUTRALE confermata, il target price sale a 1,15 euro. I dati trimestrali migliori delle attese, soprattutto il forte miglioramento della posizione debitoria, ci convincono a ritoccare verso l'alto il prezzo obiettivo, ma teniamo un basso profilo sulla raccomandazione perchè lo scenario del settore raffinazione resta sotto pressione con margine benchamrk dell'area Mediterraneo (EMC) ancora sotto la parità.
Il nostro target price non attribuisce alcun premio all'ipotesi "OPA" che potrebbe spingere le quotazioni almeno fino a 1,37 euro, prezzo pagato da Rosneft per acuqisire l'attuale quota.
Nella tabella riportiamo i dati e le nostre stime per il periodo 2012 - 2016.

Dati a cura di Websim/Intermonte
www.websim.it
Azioni menzionate
Advertisment

Scopri di più su Advertisment
