ANALISI FONDAMENTALE: SARAS

Accordo tra il colosso russo Rosneft e i Moratti. I russi salgono al 21% e i proprietari dell'Inter scendono al 50,02%. Opa sul 21,5% del flottante a 1,37 euro. Via anche al programma di buy back su un altro 7,6% di capitale. Alziamo la raccomandazione ...
Via all’offerta di Rosneft. Il 12 aprile scorso, Rosneft il maggiore produttore di petrolio russo, ha annunciato l’acquisizione del 21% di Saras [SRS.MI]. 

Questo contratto è il risultato di un accordo stretto a fine 2012 dalle due compagnie per formare una joint venture nel settore trading, raffinazione e vendita. Il principale azionista di Saras, la famiglia Moratti cederà il 13,7% della società a Rosneft per un controvalore di 178,5 milioni ovvero pari a un prezzo per azione di 1,37 euro.

Rosneft inoltre ha lanciato un’offerta pubblica su un pacchetto del 7,29% di Saras allo stesso prezzo pagato ai Moratti per un massimo di 69,3 milioni di azioni e circa 95 milioni di euro.
 
L’offerta di Rosneft, partita il 27 maggio, terminerà il 14 giugno, e interesserà il 20,9% del flottante. Al termine dell’operazione la famiglia Moratti scenderà dall'attuale 63,7% al 50,02% di Saras. Rosneft sarà proprietaria del 21% della società mentre il flottante comprensivo delle azioni proprie, scenderà dal 34,8% al 27,6%. 
 
Via anche al piano di buy back.  Saras ha annunciato il via al proprio programma di acquisto di azioni proprie, come deciso dall’assemblea degli azionisti lo scorso 27 aprile. Il programma prevede l’acquisto massimo di 72,5 milioni di azioni Saras pari al 7,62% del capitale  (con un costo superiore ai 100 milioni di euro). 
  
Margini di raffinazione ancora deboli nel primo trimestre 2013. Dopo una buona partenza, i margini di raffinazione nell’area mediterranea, tra aprile e maggio, sono calati, dopo che alcune raffinerie dell’area, ferme per manutenzione, hanno ripreso la produzione.

Crediamo che il comparto continuerà a soffrire a causa della sovraccapacità produttiva e della scarsa domanda. Nei prossimi mesi però i margini potrebbero ampliarsi. Inizia infatti la stagione degli uragani che spesso nel Golfo del Messico ferma altre raffinerie. Seguirà poi la stagione invernale, periodo caratterizzato da una domanda maggiore.

Le grandi Oil company statali rimangono interessate alle attività di raffinazione e distribuzione. Nonostante uno scenario che appare ancora difficile, le National oil company rimangono ancora molto interessate al settore della distribuzione. Al di là dell’accordo con Rosneft, poche settimane fa Socar, compagnia petrolifera dell’Azerbaijan, ha annunciato la decisione di investire in una raffineria in Turchia per un importo totale di 4,5 miliardi di dollari. 
  
Promuoviamo il titolo da NEUTRALE ad INTERESSANTE con un prezzo obiettivo a 1,20 euro, dopo l’accordo con Rosneft che a nostro parere porterà a un rialzo dei multipli del titolo. Crediamo inoltre che il lancio dell’offerta da parte dei russi unito al piano di buy back sosterrà le quotazioni.
 
Secondo il nostro punto di vista, sul lato industriale la situazione invece non cambia: i margini di raffinazioni rimangono deboli anche se previsti in leggero miglioramento per effetti stagionale.
 
Siamo inoltre convinti che l’accordo con Rosneft potrà aumentare le chance commerciali di Saras.

Nella tabella i principali indicatori fondamentali per il periodo 2011-2015

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Fonte: elaborazione dati Websim/Intermonte.

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