ANALISI FONDAMENTALE: RCS
Prosegue il piano cessioni e il taglio dei costi, ma la raccolta pubblicitaria rimane molto fiacca. I primi sei mesi del 2014 sono previsti ancora deboli....

Risultati del terzo trimestre 2013. Rcs Mediagroup [RCSM.MI] ha chiuso il terzo trimestre del 2013 con un fatturato in calo del 17% a 317,5 milioni di euro e un Ebitda a 7 milioni di euro, prima delle voci straordinarie. I risultati sono leggermente meglio delle attese.
Prosegue il taglio costi salito a 63 milioni di euro da inizio anno e pari al 43% del totale del piano di ristrutturazione.
L’utile netto si è attestato a 50 milioni di euro, dopo 24 milioni di straordinari. La posizione finanziaria netta rimane negativa per 547,5 milioni di euro, dopo l’aumento di capitale che ha raccolto 409 milioni e 58 milioni incassati dalle cessioni.
La trimestrale ha messo in evidenza:
1) Andamento stabile del settore quotidiani con un fatturato in calo del 14% legato soprattutto al crollo della raccolta pubblicitaria (-18% sullo stesso periodo dell’anno passato). Le attività on line pesano per il 21,3% del fatturato generato nei primi 9 mesi dell’anno.
2) Il fatturato legato alla tiratura dei quotidiani registra un calo del 9% rispetto allo stesso periodo dell’anno in corso, nonostante l’aumento del prezzo dei giornali. A settembre, le copie digitali registrano un calo dell’8% a 126 mila.
3) L’Ebitda è positivo per 7 milioni grazie al calo dei costi operativi tagliati del 16%
4) Spagna: il numero di copie vendute dei quotidiani spagnoli hanno registrato un calo del 9%, con una raccolta pubblicitaria diminuita del 10%. Il settore on line pesa per il 23% del totale dei ricavi. L’Ebitda delle attività spagnole è in rosso per 7 milioni di euro, nonostante il calo dei costi operativi del 10%.
5) I ricavi dalle vendite del settore libri registrano un calo del 6% con un Ebitda pari a 13,6 milioni. La vendita di e-book ha generato un fatturato pari al 4,4% del fatturato dell'intero comparto libri.
6) Il fatturato della vendita dei magazine è crollato del 27%, in parte dovuta alla chiusura di alcune testate, con una raccolta pubblicitaria in calo del 35%. L’Ebitda del comparto è negativo per 3 milioni di euro.
7) Le attività digitali del gruppo hanno generato il 10,7% dei ricavi e il gruppo punta a portarle al 21% dei ricavi senza operazioni di acquisizioni.
Indicazioni. La società stima di chiudere il 2013 con un calo del fatturato del 12% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente e un Ebitda margin inferiore al 3%, con un debito netto sotto ai 500 milioni di euro.
Rcs ha confermato gli obiettivi di breve termine. L’amministratore delegato del gruppo, Pietro Scott Jovane, ha dichiarato di non aspettarsi una raccolta pubblicitaria che torni positiva, ma un rallentamento del calo sotto il 10% con la Spagna che potrebbe segnare una ripresa prima dell’Italia.
Cessione delle attività immobiliari. Il cda ha approvato la cessione degli immobili in via Solferino e via San Marco, nel centro di Milano, per 120 milioni di euro. Rcs registrerà un capital gain di 40 milioni di euro. Rcs continuerà ad occupare gli immobili in virtù di un contratto di affitto pari a 10 milioni di euro nel 2014-2015 e altri 4 negli anni successivi.
Il management ha ribadito l’impegno di continuare sul piano cessioni confermando il target di 250 milioni di vendite dopo i 178milioni già raggiunti quest’anno. La società potrebbe cedere Finelco (attività radio) e altre attività. L’obiettivo, contrattato anche con le banche finanziatrici, è quello di ridurere l'indebitamento netto sotto i 470 milioni di euro (4,5 volte l’Ebitda 2014). Jovane ha dichiarato che non ci sono state offerte per le attività spagnole.
Confermiamo il nostro giudizio NEUTRALE sul titolo con un prezzo obiettivo a 1,5 euro basato su un multiplo Ev/Ebitda di 9 volte in linea con la media storica degli ultimi 10 anni. Crediamo che le uniche buone notizie in grado di far risalire il titolo siano quelle che riguardano le cessioni o una ripresa della raccolta pubblicitaria.
Riportiamo nella seguente tabella i principali dati del periodo 2011/2015:

Fonte: elaborazione Websim/Intermonte
www.websim.it
Prosegue il taglio costi salito a 63 milioni di euro da inizio anno e pari al 43% del totale del piano di ristrutturazione.
L’utile netto si è attestato a 50 milioni di euro, dopo 24 milioni di straordinari. La posizione finanziaria netta rimane negativa per 547,5 milioni di euro, dopo l’aumento di capitale che ha raccolto 409 milioni e 58 milioni incassati dalle cessioni.
La trimestrale ha messo in evidenza:
1) Andamento stabile del settore quotidiani con un fatturato in calo del 14% legato soprattutto al crollo della raccolta pubblicitaria (-18% sullo stesso periodo dell’anno passato). Le attività on line pesano per il 21,3% del fatturato generato nei primi 9 mesi dell’anno.
2) Il fatturato legato alla tiratura dei quotidiani registra un calo del 9% rispetto allo stesso periodo dell’anno in corso, nonostante l’aumento del prezzo dei giornali. A settembre, le copie digitali registrano un calo dell’8% a 126 mila.
3) L’Ebitda è positivo per 7 milioni grazie al calo dei costi operativi tagliati del 16%
4) Spagna: il numero di copie vendute dei quotidiani spagnoli hanno registrato un calo del 9%, con una raccolta pubblicitaria diminuita del 10%. Il settore on line pesa per il 23% del totale dei ricavi. L’Ebitda delle attività spagnole è in rosso per 7 milioni di euro, nonostante il calo dei costi operativi del 10%.
5) I ricavi dalle vendite del settore libri registrano un calo del 6% con un Ebitda pari a 13,6 milioni. La vendita di e-book ha generato un fatturato pari al 4,4% del fatturato dell'intero comparto libri.
6) Il fatturato della vendita dei magazine è crollato del 27%, in parte dovuta alla chiusura di alcune testate, con una raccolta pubblicitaria in calo del 35%. L’Ebitda del comparto è negativo per 3 milioni di euro.
7) Le attività digitali del gruppo hanno generato il 10,7% dei ricavi e il gruppo punta a portarle al 21% dei ricavi senza operazioni di acquisizioni.
Indicazioni. La società stima di chiudere il 2013 con un calo del fatturato del 12% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente e un Ebitda margin inferiore al 3%, con un debito netto sotto ai 500 milioni di euro.
Rcs ha confermato gli obiettivi di breve termine. L’amministratore delegato del gruppo, Pietro Scott Jovane, ha dichiarato di non aspettarsi una raccolta pubblicitaria che torni positiva, ma un rallentamento del calo sotto il 10% con la Spagna che potrebbe segnare una ripresa prima dell’Italia.
Cessione delle attività immobiliari. Il cda ha approvato la cessione degli immobili in via Solferino e via San Marco, nel centro di Milano, per 120 milioni di euro. Rcs registrerà un capital gain di 40 milioni di euro. Rcs continuerà ad occupare gli immobili in virtù di un contratto di affitto pari a 10 milioni di euro nel 2014-2015 e altri 4 negli anni successivi.
Il management ha ribadito l’impegno di continuare sul piano cessioni confermando il target di 250 milioni di vendite dopo i 178milioni già raggiunti quest’anno. La società potrebbe cedere Finelco (attività radio) e altre attività. L’obiettivo, contrattato anche con le banche finanziatrici, è quello di ridurere l'indebitamento netto sotto i 470 milioni di euro (4,5 volte l’Ebitda 2014). Jovane ha dichiarato che non ci sono state offerte per le attività spagnole.
Confermiamo il nostro giudizio NEUTRALE sul titolo con un prezzo obiettivo a 1,5 euro basato su un multiplo Ev/Ebitda di 9 volte in linea con la media storica degli ultimi 10 anni. Crediamo che le uniche buone notizie in grado di far risalire il titolo siano quelle che riguardano le cessioni o una ripresa della raccolta pubblicitaria.
Riportiamo nella seguente tabella i principali dati del periodo 2011/2015:

Fonte: elaborazione Websim/Intermonte
www.websim.it
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