ANALISI FONDAMENTALE: RCS
Il nuovo piano industriale punta sulla crescita delle entrate da attività digitali, ma non dà indicazioni sulla vendita degli immobili e sull'aumento di capitale, due passi indispensabili per ridare equilibrio alla struttura finanziaria ...
A fine dicembre 2012 Rcs [RCSM.MI] ha annunciato con un comunicato le linee generali e i principali obiettivi del nuovo piano industriale 2013-2015, approvato dal consiglio di amministrazione. Il comunicato non è entrato nei dettagli del piano e dell’atteso aumento di capitale, la cui decisione è stata rinviata a dopo l’approvazione dei conti del 2012.
Indicazioni preliminari sui conti 2012. Rcs chiuderà il 2012 con ricavi pari a 1,6 miliardi di euro e un Ebitda di 64 milioni, pari al 4% dei ricavi. Questi risultati sono inferiori alle nostre stime rispettivamente del 2% e del 16%, il che vuole dire che il quarto trimestre si è rivelato peggiore delle previsioni.
Principali obiettivi del nuovo piano industriale. Questi i principali obiettivo del piano elaborato dall’amministratore delegato Pietro Scott Jovane:
· I ricavi resteranno stabili all’attuale livello di 1,6 miliardi di euro, grazie alla crescita delle attività digitali che passeranno dal 14% del fatturato nel 2012 al 25% nel 2015.
· I costi operativi verranno ridotti di 100 milioni di euro da qui al 2015.
· L’Ebitda crescerà dal 4% dei ricavi del 2012 al 10% del 2015, e cioè a 160 milioni di euro.
· Gli investimenti previsti per il periodo ammontano a 300 milioni di euro, comprese le spese straordinarie come gli oneri per ristrutturazione.
Aumento di capitale indispensabile. Per realizzare questi piano, Rcs avrà bisogno di una struttura finanziaria ben più solida dell’attuale, schiacciata da circa 800 milioni di debito che dovrà essere rifinanziato entro la metà del 2013.
Il comunicato stampa di fine dicembre non indica l’entità dell’aumento di capitale necessario. Secondo noi la ricapitalizzazione dovrà essere di circa 400 milioni di euro, anche ipotizzando che la società venda la storica sede del Corriere della Sera, in via Solferino a Milano, un immobile che valutiamo 200 milioni di euro. Attualmente Rcs paga sul debito un interesse molto basso, pari al 2%, e ci sembra molto improbabile che i prossimi contratti di finanziamento mantengano un tasso così agevolato.
Prudenza in attesa delle decisioni. Abbiamo rivisto le nostre stime di Ebitda e le collochiamo prudenzialmente al di sotto (-17%) delle indicazioni del management. Dato che per il futuro della società è fondamentale sciogliere i vincoli che vengono dal forte debito, restiamo in attese delle effettive e formali decisioni in merito alla vendita degli immobili e all’aumento di capitale. Finché non ci saranno, non ne teniamo conto nelle nostre stime.
Confermiamo la raccomandazione POCO INTERESSANTE e il target price di 0,55 euro. Nonostante i risultati deludenti e le prospettive ancora molto difficili del settore media/pubblicità, in Borsa il titolo Rcs continua a segnare quotazioni molto più alte dei valori fondamentali. L’andamento del titolo si spiega, a nostro giudizio, con il limitato flottante e le frequenti indiscrezioni su possibili novità all’interno della cerchia dei maggiori azionisti, legati da un patto di sindacato che scadrà nel febbraio 2014. Siamo convinti, però, che in attesa dell’aumento di capitale e a ridosso della sua esecuzione il titolo tornerà a quotare più vicino ai valori fondamentali. Di conseguenza la nostra raccomandazione resta negativa.
Riportiamo nella seguente tabella i principali dati del periodo 2010/2014:

Fonte: elaborazione Websim/Intermonte
www.websim.it
Indicazioni preliminari sui conti 2012. Rcs chiuderà il 2012 con ricavi pari a 1,6 miliardi di euro e un Ebitda di 64 milioni, pari al 4% dei ricavi. Questi risultati sono inferiori alle nostre stime rispettivamente del 2% e del 16%, il che vuole dire che il quarto trimestre si è rivelato peggiore delle previsioni.
Principali obiettivi del nuovo piano industriale. Questi i principali obiettivo del piano elaborato dall’amministratore delegato Pietro Scott Jovane:
· I ricavi resteranno stabili all’attuale livello di 1,6 miliardi di euro, grazie alla crescita delle attività digitali che passeranno dal 14% del fatturato nel 2012 al 25% nel 2015.
· I costi operativi verranno ridotti di 100 milioni di euro da qui al 2015.
· L’Ebitda crescerà dal 4% dei ricavi del 2012 al 10% del 2015, e cioè a 160 milioni di euro.
· Gli investimenti previsti per il periodo ammontano a 300 milioni di euro, comprese le spese straordinarie come gli oneri per ristrutturazione.
Aumento di capitale indispensabile. Per realizzare questi piano, Rcs avrà bisogno di una struttura finanziaria ben più solida dell’attuale, schiacciata da circa 800 milioni di debito che dovrà essere rifinanziato entro la metà del 2013.
Il comunicato stampa di fine dicembre non indica l’entità dell’aumento di capitale necessario. Secondo noi la ricapitalizzazione dovrà essere di circa 400 milioni di euro, anche ipotizzando che la società venda la storica sede del Corriere della Sera, in via Solferino a Milano, un immobile che valutiamo 200 milioni di euro. Attualmente Rcs paga sul debito un interesse molto basso, pari al 2%, e ci sembra molto improbabile che i prossimi contratti di finanziamento mantengano un tasso così agevolato.
Prudenza in attesa delle decisioni. Abbiamo rivisto le nostre stime di Ebitda e le collochiamo prudenzialmente al di sotto (-17%) delle indicazioni del management. Dato che per il futuro della società è fondamentale sciogliere i vincoli che vengono dal forte debito, restiamo in attese delle effettive e formali decisioni in merito alla vendita degli immobili e all’aumento di capitale. Finché non ci saranno, non ne teniamo conto nelle nostre stime.
Confermiamo la raccomandazione POCO INTERESSANTE e il target price di 0,55 euro. Nonostante i risultati deludenti e le prospettive ancora molto difficili del settore media/pubblicità, in Borsa il titolo Rcs continua a segnare quotazioni molto più alte dei valori fondamentali. L’andamento del titolo si spiega, a nostro giudizio, con il limitato flottante e le frequenti indiscrezioni su possibili novità all’interno della cerchia dei maggiori azionisti, legati da un patto di sindacato che scadrà nel febbraio 2014. Siamo convinti, però, che in attesa dell’aumento di capitale e a ridosso della sua esecuzione il titolo tornerà a quotare più vicino ai valori fondamentali. Di conseguenza la nostra raccomandazione resta negativa.
Riportiamo nella seguente tabella i principali dati del periodo 2010/2014:

Fonte: elaborazione Websim/Intermonte
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