ANALISI FONDAMENTALE: MEDIOBANCA

Buona trimestrale ma ritocchiamo le stime che alla luce delle indicazioni appaiono troppo ottimistiche. Confermiamo il giudizio NEUTRALE riduciamo il target price a 9 euro dai 9,8 precedenti. Oggi il titolo stacca la cedola pari a 0,25 centesimi in pagamento il 25 novembre...
Commento alla trimestrale (periodo luglio-settembre 2015).

Mediobanca [MDBI.MI] ha chiuso il primo trimestre del suo esercizio fiscale con una crescita del margine di interesse del 13,3% a 302,5 milioni, il margine di intermediazione è calato del 3,5% a 507,1 milioni a causa del negativo andamento di proventi da attività di trading (-52,9%) e commissioni (-34,9%).

Il risultato operativo è in lieve calo a 195 milioni dai 220 milioni di un anno prima.

In miglioramento i coefficienti: il Cet1 'phase-in' è al 12,45% (da 11,98% di fine giugno), mentre quello 'fully-phased' è al 13,34% (dal mediobanca.png13,19%).

Nel periodo sono diminuite le rettifiche su crediti del 4,2% a 115,4 milioni con un costo del rischio che torna sui livelli del 2012-13 a 141 punti base.

Lo stock dei crediti deteriorati è sceso a 1,132 miliardi da 1,152 miliardi.

L'utile netto si è attestato a 244,3 milioni, in crescita del 52,7% rispetto a un anno prima
 
Commento ai risultati.

I risultati sono in linea a livello di risultato netto, anche se con un mix diverso rispetto alle nostra assunzione. Meglio del previsto il margine d’interesse, soprattutto la parte del credito al consumo, peggio del previsto le commissioni. I costi e gli accantonamenti sono stati inferiori alle attese. Capital ratios sopra le nostre stime. 
  
Previsioni.

L’amministratore delegato Alberto Nagel ha confermato le indicazioni positive per l’anno 2015-2016 che dovrebbe chiudersi con risultati superiori all’anno precedente. In particolare il margine di interesse e le commissioni dovrebbero crescere di circa il 5%. Atteso inoltre un contributo in crescita dalle partecipate sia in termini di dividendi che di capital gain per i titoli inseriti nel portafoglio Afs (“disponibili alla vendita).
 
Per quanto riguarda il credito al consumo, la controllata Compass dovrebbe aumentare il portafoglio prestiti mantenendo sotto osservazione la qualità degli asset.
 
A livello di solidità patrimoniale, il Cet1 potrebbe migliorare grazie alla cessione di alcune  partecipazioni già nel portafoglio di titoli disponibili alla vendita
 
Infine Nagel ha confermato, che il 3% di Generali [GASI.MI] verrà ceduto dal giugno del 2016 e si aspetta che il risiko nel settore delle banche cooperative accelererà l’andamento del business nei prossimi due trimestri. 
  
Revisione delle stime.

Alla luce dei risultati tagliamo le stime di utile per azione per i prossimi tre anni in media del 5%. Crediamo infatti che le nostre precedenti assunzioni sulle commissioni siano troppo ottimistiche data l’attuale volatilità del mercato e i ritardi nel processo di consolidamento delle banche popolari. 
  
Abbiamo lasciato le stime di margine di interesse invariate e abbiamo abbassato il "cost of risk" di 4/10 punti base  tra il 2016 e il 2018. A livello di utile per azione abbiamo ridotto le nostre stime 2015-2016 del 4% e quelle 2016/2017 del 6%.
 
Confermiamo il giudizio NEUTRALE, prezzo obiettivo a 9 euro. 
 
Abbiamo aggiornato il calcolo della somma delle parti dopo le recenti cessione e aggiornato le stime di utili per azione per il settore bancario.

Crediamo che agli attuali prezzi il titolo sia correttamente valutato: tratta con uno sconto del 5% della somma delle parti.
 
Il titolo oggi stacca un dividendo di 0,25 euro pari a un rendimento annuale del 2,7%.
 
Stimiamo che Mediobanca chiuderà il bilancio fiscale 2015-2016 (il prossimo 30 giugno) con un margine di interesse  a 1,212 miliardi, in aumento del 6,8% e utili rettificati per 703 milioni di euro in aumento del 19,2% sull’anno precedente.

Valutiamo il business bancario 4,6 euro per azione e il totale degli investimenti 5,2 euro per azione. Applicando uno sconto del 15% sul valore degli investimenti e sommando il valore del business bancario arriviamo a un fair value per il titolo a 9 euro. 
 
Secondo le nostre stime Mediobanca tratta a un utile netto rettificato al 2016 di 11,4 volte contro le 11,9 del comparto italiano.  
  
Elaborazione: fonte Websim/Intermonte 

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