ANALISI FONDAMENTALE: FINMECCANICA
Trimestrale debole, profit warning, dispute in India e Olanda, nuovo cambio di strategia. Solo brutte notizie dal gruppo che sembra accantonare il piano di dismissioni. Tagliamo la nostra raccomandazione a neutrale
Profit warning dopo una trimestrale deludente. Finmeccanica [SDIFI.MI] ha chiuso i primi nove mesi dell’anno con un fatturato a 11,34 miliardi di euro (prima del deconsolidamento di Ansaldo Energia), in linea con le nostre attese. L’Ebitda rettificato si è attestato a 253 milioni di euro, il 5% sotto le nostre stime. La posizione finanziaria netta si ferma a -5,1 miliardi di euro, decisamente peggio delle stime.
Aldilà dei risultati, il fattore peggiore è il profit warning annunciato dalla società non solo a livello di Ebitda ora atteso tra i 900 e i 950 milioni di euro, contro la precedente indicazione di 1 miliardo al netto di Ansaldo Energia e 1,1 miliardi con Ansaldo Energia, ma anche a livello di flussi di cassa operativi visti in calo da positivi per 100 milioni a negativi tra 350 e 400 milioni di euro. Sui flussi di casa pesano la riduzione del contratto per la fornitura di elicotteri per l’India (circa 300 milioni di euro) e la restituzione di 130 milioni di euro per la commessa contestata in Olanda e Belgio.
Nuovo cambio di strategia su Ansaldo Breda e Ansaldo Sts [STS.MI]. Appare ora più probabile la cessione di Ansaldo Sts da sola, senza la creazione di un pacchetto unico con Ansaldo Breda, che appare destinata a un forte ridimensionamento.
La domanda che ci dobbiamo porre ora e se la società ha abbandonato il processo di concentrazione sul core business cedendo le altre attività non strategiche.
Questa strategia sembrava ben avviata con la cessione di Ansaldo Energia e oggi invece potrebbe ricevere uno stop. Siamo convinti che la cessione delle attività non core avrebbe il chiaro beneficio di far emergere valore inespresso del titolo, in modo che il mercato non debba più applicare un elevato sconto holding su Finmeccanica. Ancora la concentrazione nel core business permetterebbe al gruppo di lavorare meglio sul miglioramento dei margini.
Tagliamo le stime. Dopo i recenti annunci c’è poca visibilità sull’avanzamento del piano di ristrutturazione e sul taglio costi legato soprattutto al futuro di Ansaldo Breda. Vi sono ancora molte incertezze circa gli effetti negativi per la probabile cancellazione degli ordini sugli elicotteri indiani. Tagliamo le nostre previsione di Ebitda per gli anni 2013, 2014, 2015 rispettivamente a 922 milioni di euro, 1,022 miliardi e 1,1 miliardi.
Tagliamo il giudizio da Molto Interessante a NEUTRALE con un prezzo obiettivo di 5,1 euro alla luce di una trimestrale debole e del profit warning annunciato dalla società . Crediamo che gli annunci della società avranno un effetto negativo sul titolo nel breve. Pensiamo, inoltre, che finché il management non troverà una soluzione per Ansaldo Breda, che si tratti della cessione o del ritorno a una situazione di profittabilità, fino ad allora il mercato non scommetterà sul titolo.
L’improvviso ritorno a una situazione di incertezza ci porta a tornare più cauti sulle prospettive del titolo. La nostra visione positiva infatti si basava sulle aspettative di cessione di attività non core per far emergere il valore inespresso del gruppo. Tagliamo dunque il nostro giudizio e il prezzo incorporando stime di debito più elevate e aumentando lo sconto holding dal 20 al 25%.
Nella tabella i principali indicatori di bilancio del periodo 2011-2015

Stime Websim-Intermonte
www.websim.it
Aldilà dei risultati, il fattore peggiore è il profit warning annunciato dalla società non solo a livello di Ebitda ora atteso tra i 900 e i 950 milioni di euro, contro la precedente indicazione di 1 miliardo al netto di Ansaldo Energia e 1,1 miliardi con Ansaldo Energia, ma anche a livello di flussi di cassa operativi visti in calo da positivi per 100 milioni a negativi tra 350 e 400 milioni di euro. Sui flussi di casa pesano la riduzione del contratto per la fornitura di elicotteri per l’India (circa 300 milioni di euro) e la restituzione di 130 milioni di euro per la commessa contestata in Olanda e Belgio.
Nuovo cambio di strategia su Ansaldo Breda e Ansaldo Sts [STS.MI]. Appare ora più probabile la cessione di Ansaldo Sts da sola, senza la creazione di un pacchetto unico con Ansaldo Breda, che appare destinata a un forte ridimensionamento.
La domanda che ci dobbiamo porre ora e se la società ha abbandonato il processo di concentrazione sul core business cedendo le altre attività non strategiche.
Questa strategia sembrava ben avviata con la cessione di Ansaldo Energia e oggi invece potrebbe ricevere uno stop. Siamo convinti che la cessione delle attività non core avrebbe il chiaro beneficio di far emergere valore inespresso del titolo, in modo che il mercato non debba più applicare un elevato sconto holding su Finmeccanica. Ancora la concentrazione nel core business permetterebbe al gruppo di lavorare meglio sul miglioramento dei margini.
Tagliamo le stime. Dopo i recenti annunci c’è poca visibilità sull’avanzamento del piano di ristrutturazione e sul taglio costi legato soprattutto al futuro di Ansaldo Breda. Vi sono ancora molte incertezze circa gli effetti negativi per la probabile cancellazione degli ordini sugli elicotteri indiani. Tagliamo le nostre previsione di Ebitda per gli anni 2013, 2014, 2015 rispettivamente a 922 milioni di euro, 1,022 miliardi e 1,1 miliardi.
Tagliamo il giudizio da Molto Interessante a NEUTRALE con un prezzo obiettivo di 5,1 euro alla luce di una trimestrale debole e del profit warning annunciato dalla società . Crediamo che gli annunci della società avranno un effetto negativo sul titolo nel breve. Pensiamo, inoltre, che finché il management non troverà una soluzione per Ansaldo Breda, che si tratti della cessione o del ritorno a una situazione di profittabilità, fino ad allora il mercato non scommetterà sul titolo.
L’improvviso ritorno a una situazione di incertezza ci porta a tornare più cauti sulle prospettive del titolo. La nostra visione positiva infatti si basava sulle aspettative di cessione di attività non core per far emergere il valore inespresso del gruppo. Tagliamo dunque il nostro giudizio e il prezzo incorporando stime di debito più elevate e aumentando lo sconto holding dal 20 al 25%.
Nella tabella i principali indicatori di bilancio del periodo 2011-2015

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