ANALISI FONDAMENTALE: FINMECCANICA

Partita finalmente la campagna dismissioni, Ansaldo Energia dovrebbe essere solo la prima di una lista che contiene Ansaldo Breda, Ansaldo Sts e la quota in una joint venture nella missilistica. Grazie alle risorse in arrivo, scende il debito e aumenta la flessibilità finanziaria...
Finmeccanica [SIFI.MI] ha finalmente avviato la compagna delle dismissioni: venduta la quota di controllo di Ansaldo Eenergia al Fondo strategico italiano. L’84% del produttore genovese di turbine elettriche è stato valutato nella transazione circa 1,2 miliardi di euro a livello di EV (prezzo + debito netto), un prezzo equo che sembra accontentare la moltitudine di soggetti che, per una ragione o per l’altra, avevano voce in capitolo nella vicenda.

La holding resta con un piede in Ansaldo Energia fino al 2017, ma da subito, grazie alla vendita immediata del 39,5%, incassa 273 milioni di euro e si toglie dal bilancio 220 milioni di debito. Dalla cessione di quel che le resta, il 16%, dovrebbero arrivare altri 117 milioni di euro.

Infine, ci sono altri 130 milioni di euro che saranno versati dal compratore nei prossimi anni in caso di raggiungimento degli obiettivi del piano industriale. Se tutto andrà per il meglio, nell'arco di quattro anni il bilancio di Finmeccanica avrà un beneficio di 740 milioni di euro. Ossigeno prezioso per un gruppo che deve ridurre un debito che a fine 2013 sarà di circa 3 miliardi (prima della vendita di Ansaldo Energia).

L’operazione ha un effetto leggermente diluitivo sull’utile per azione del 2014 e del 2015

Alleanza con la Cassa Depositi e Prestiti
. Finmeccanica ha stipulato un accordo che prevede l’ingresso nel capitale di Ansaldo Energia di un operatore industriale e l’avvio di una collaborazione nel segmento dei trasporti. Si delinea secondo noi la possibilità che una via italiana alle dismissioni possa essere percorsa anche per la cessione di Ansaldo Sts [STS.MI] ed Ansaldo Breda, le altre due controllate che la holding vorrebbe cedere per potersi concentrare nel core business.

L’interesse dall’estero non manca. Tra i tanti di cui si è parlato in questi mesi, quelli con maggiori possibilità di diventare partner sono la coreana Doosan per Ansaldo Eenergia ed Hitachi, o General Electric, per Ansaldo Breda. Ai prezzi attuali, il 40% di Finmeccanica nella società del segnalamento ferroviario, depurato dalla cassa, vale più di 200 milioni di euro. L’EV delle attività meno disastrate di Ansaldo Breda dovrebbe essere circa 180 milioni di euro.
 
Raccomandazione MOLTO INTERESSANTE, target price 7 euro. Noi pensiamo che il rialzo del 50% delle quotazioni degli ultimi mesi abbia anticipato solo la prima parte delle cessioni. Siamo dell’idea che il mercato non abbia ancora del tutto prezzato il cambio di perimetro societario che potrebbe delinearsi nel corso dei prossimi due anni.

La vendita degli asset nel segmento civile e l’uscita dalla joint venture nei missili MBDA potrebbero portare a Finmeccanica tra 1,1 e 1,2 miliardi di euro. Grazie a queste risorse il top management guidato dall’amministratore delegato Alessandro Pansa sarà più libero nel cercare aggregazioni con le altre società europee del settore Difesa ed Aerospazio.  

Confermiamo la raccomandazione MOLTO INTERESSANTE, il target price sale a 7 euro da 5 euro. 

Nella tabella i principali indicatori di bilancio del periodo 2011-2015

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