ANALISI FONDAMENTALE: FINMECCANICA
I prossimi sei mesi saranno cruciali per realizzare la vendita degli asset non strategici. Alziamo la raccomandazione e il target price...
Risultati del primo trimestre in linea con le attese. Finmeccanica [SIFI.MI] ha chiuso il primo trimestre 2013 con risultati sostanzialmente in linea con le attese, salvo una crescita del debito sopra le aspettative. I ricavi sono stati pari a 3,7 miliardi di euro, invariati rispetto allo stesso periodo del 2012 e leggermente superiori alla nostra stima. L’Ebitda rettificato è stato di 181 milioni, in linea con le attese. L’Ebit si è attestato a 149 milioni, sopra la nostra previsione di 129 milioni, grazie a minori costi di ristrutturazione.
L’utile netto è stato di 6 milioni di euro. Noi ci aspettavamo 13 milioni e la differenza è data da un’aliquota fiscale e interessi sul debito più alti del previsto.
Due elementi negativi. Quella del debito è stata la sorpresa negativa nei conti di Finmeccanica. Alla fine del primo trimestre la posizione finanziaria netta era negativa per 4,8 miliardi, con un peggioramento di 300 milioni rispetto allo stesso periodo del 2012, dovuto quasi esclusivamente a un deterioramento del capitale circolante.
Altro elemento negativo è una raccolta ordini nel trimestre di soli 3 miliardi di euro, contro una nostra previsione di 3,6 miliardi. La delusione è venuta principalmente dalle divisioni Energia e Trasporti, mentre Elicotteri (AgustaWestland) e Aerospaziale (Alenia) hanno mostrato un trend di raccolta positivo. Il management ha confermato i target già indicati per l’intero 2013.
Prospettive interessanti. Mentre sul mercato la crescita del debito allarmerà alcuni investitori, noi abbiamo fiducia nella capacità del management di conseguire gli obiettivi annunciati (debito a fine anno di 3,3 miliardi di euro). La nascita finalmente in Italia di un governo con un ampio sostegno politico rende ora possibile per Finmeccanica realizzare le dismissioni a lungo programmate nelle attività non strategiche (Energia e Trasporti).
Alziamo la raccomandazione a MOLTO INTERESSANTE. Pensiamo che i prossimi sei mesi saranno cruciali per realizzare la vendita degli asset non strategici. Siamo convinti che le dismissioni avranno un doppio effetto positivo: non solo permetteranno all’azienda di ridurre il debito, ma renderanno anche il gruppo più focalizzato sulle attività “core” (Difesa e Arospazio), una scelta che troverà il favore del mercato che sarà pronto a ridurre lo sconto holding che attualmente penalizza il titolo. Alziamo il target price a 5,0 euro da 4,2 euro.
Nella tabella qui di seguito riportiamo i dati principali di Finmeccanica del periodo 2011-2015.

Fonte: elaborazione Websim-Intermonte.
L’utile netto è stato di 6 milioni di euro. Noi ci aspettavamo 13 milioni e la differenza è data da un’aliquota fiscale e interessi sul debito più alti del previsto.
Due elementi negativi. Quella del debito è stata la sorpresa negativa nei conti di Finmeccanica. Alla fine del primo trimestre la posizione finanziaria netta era negativa per 4,8 miliardi, con un peggioramento di 300 milioni rispetto allo stesso periodo del 2012, dovuto quasi esclusivamente a un deterioramento del capitale circolante.
Altro elemento negativo è una raccolta ordini nel trimestre di soli 3 miliardi di euro, contro una nostra previsione di 3,6 miliardi. La delusione è venuta principalmente dalle divisioni Energia e Trasporti, mentre Elicotteri (AgustaWestland) e Aerospaziale (Alenia) hanno mostrato un trend di raccolta positivo. Il management ha confermato i target già indicati per l’intero 2013.
Prospettive interessanti. Mentre sul mercato la crescita del debito allarmerà alcuni investitori, noi abbiamo fiducia nella capacità del management di conseguire gli obiettivi annunciati (debito a fine anno di 3,3 miliardi di euro). La nascita finalmente in Italia di un governo con un ampio sostegno politico rende ora possibile per Finmeccanica realizzare le dismissioni a lungo programmate nelle attività non strategiche (Energia e Trasporti).
Alziamo la raccomandazione a MOLTO INTERESSANTE. Pensiamo che i prossimi sei mesi saranno cruciali per realizzare la vendita degli asset non strategici. Siamo convinti che le dismissioni avranno un doppio effetto positivo: non solo permetteranno all’azienda di ridurre il debito, ma renderanno anche il gruppo più focalizzato sulle attività “core” (Difesa e Arospazio), una scelta che troverà il favore del mercato che sarà pronto a ridurre lo sconto holding che attualmente penalizza il titolo. Alziamo il target price a 5,0 euro da 4,2 euro.
Nella tabella qui di seguito riportiamo i dati principali di Finmeccanica del periodo 2011-2015.

Fonte: elaborazione Websim-Intermonte.
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