ANALISI FONDAMENTALE: FIAT INDUSTRIAL
I trattori marciano, ruspe e camion no. Non bastano i risultati in forte crescita dell'area mezzi agricoli di Cnh, Iveco è in forte peggioramento. Molto più lenta del previsto la discesa del debito ...
Fiat Industrial [FI.MI] ha pubblicato i dati del primo trimestre.
I ricavi sono stati pari a 5,8 miliardi di euro, attese del consensus a 5,9 miliardi.
Utile della gestione ordinaria (trading profit) di 408 milioni di euro, contro una stima media degli analisti di 435 milioni.
Utile netto a 171 milioni di euro, contro attese di 200 milioni.
Al 31 marzo la società aveva un debito netto di 2,53 miliardi di euro, contro un consensus degli analisti che indicava 2,37 miliardi.
Risultato per aree di attività. Positivi i conti di CNH (trattori e macchine agricole), che ha realizzato un trading profit di 401 milioni contro una stima del consensus di 385 milioni. Bene la divisione mezzi agricoli (ricavi +11%) mentre il segmento movimento terra chiude con un calo del giro d’affari del 26%.
Ma Iveco (camion, veicoli industriali e autobus) ha chiuso il trimestre con una perdita operativa di 9 milioni contro attese di un trading profit di 55 milioni ed in forte calo rispetto ai 64 milioni di euro dello stesso periodo dell’anno precedente. Iveco è stata penalizzata dalla debolezza della domanda, dalla pressione sui prezzi e dal cambio sfavorevole.
Target 2013. Le difficoltà di Iveco, che negli scorsi trimestri sembrava immune al peggioramento del quadro di mercati, ha costretto la società a correggere al ribasso i target del 2013. I nuovi target indicano una crescita dei ricavi compresa fra il 3% e il 4%, da un precedente obiettivo di +5%.
Il trading margin (utile operativo in percentuale dei ricavi) sarà compreso fra il 7,5% e l’8,3%, dalla precedente indicazione di 8,3/8,5%.
Il debito netto a fine anno sarà compreso fra 1,4 e 1,6 miliardi di euro, contro una precedente indicazione di 1,1/1,4 miliardi.
Quotazione a Wall Street. Nel corso della conference call il management ha affermato che entro la fine dell’estate sarà completato il processo di integrazione con Cnh e di collocamento del titolo sulla Borsa di New York. Su questo fronte non sembrano esserci intoppi, è una buona notizia.
Confermiamo la raccomandazione NEUTRALE, il target price è 9,20 euro. Tagliamo del 10% le stime di utile per azione del 2013 e del 3% quelle del 2014 e del 2015. La revisione al ribasso è dovuta unicamente alle indicazioni negative in arrivo da Iveco, Cnh invece va molto bene e probabilmente nel corso dell’anno ritoccherà i target al rialzo.
Abbassiamo il target price a 9,20 euro da 10 euro perché la società non riuscirà quest’anno a raggiungere l’obiettivo una generazione di cassa positiva e perché il debito resta un problema: in origine il management contava di arrivare a fine 2013 con zero debito.
Di seguito i principali dati del periodo 2011-2015

Stime websim.it/Intermonte
www.websim.it
I ricavi sono stati pari a 5,8 miliardi di euro, attese del consensus a 5,9 miliardi.
Utile della gestione ordinaria (trading profit) di 408 milioni di euro, contro una stima media degli analisti di 435 milioni.
Utile netto a 171 milioni di euro, contro attese di 200 milioni.
Al 31 marzo la società aveva un debito netto di 2,53 miliardi di euro, contro un consensus degli analisti che indicava 2,37 miliardi.
Risultato per aree di attività. Positivi i conti di CNH (trattori e macchine agricole), che ha realizzato un trading profit di 401 milioni contro una stima del consensus di 385 milioni. Bene la divisione mezzi agricoli (ricavi +11%) mentre il segmento movimento terra chiude con un calo del giro d’affari del 26%.
Ma Iveco (camion, veicoli industriali e autobus) ha chiuso il trimestre con una perdita operativa di 9 milioni contro attese di un trading profit di 55 milioni ed in forte calo rispetto ai 64 milioni di euro dello stesso periodo dell’anno precedente. Iveco è stata penalizzata dalla debolezza della domanda, dalla pressione sui prezzi e dal cambio sfavorevole.
Target 2013. Le difficoltà di Iveco, che negli scorsi trimestri sembrava immune al peggioramento del quadro di mercati, ha costretto la società a correggere al ribasso i target del 2013. I nuovi target indicano una crescita dei ricavi compresa fra il 3% e il 4%, da un precedente obiettivo di +5%.
Il trading margin (utile operativo in percentuale dei ricavi) sarà compreso fra il 7,5% e l’8,3%, dalla precedente indicazione di 8,3/8,5%.
Il debito netto a fine anno sarà compreso fra 1,4 e 1,6 miliardi di euro, contro una precedente indicazione di 1,1/1,4 miliardi.
Quotazione a Wall Street. Nel corso della conference call il management ha affermato che entro la fine dell’estate sarà completato il processo di integrazione con Cnh e di collocamento del titolo sulla Borsa di New York. Su questo fronte non sembrano esserci intoppi, è una buona notizia.
Confermiamo la raccomandazione NEUTRALE, il target price è 9,20 euro. Tagliamo del 10% le stime di utile per azione del 2013 e del 3% quelle del 2014 e del 2015. La revisione al ribasso è dovuta unicamente alle indicazioni negative in arrivo da Iveco, Cnh invece va molto bene e probabilmente nel corso dell’anno ritoccherà i target al rialzo.
Abbassiamo il target price a 9,20 euro da 10 euro perché la società non riuscirà quest’anno a raggiungere l’obiettivo una generazione di cassa positiva e perché il debito resta un problema: in origine il management contava di arrivare a fine 2013 con zero debito.
Di seguito i principali dati del periodo 2011-2015

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