ANALISI FONDAMENTALE: FIAT INDUSTRIAL

Molte cose sono cambiate nello scenario internazionale. Numerosi sono stati gli stravolgimenti a cui abbiamo assistito dal 25 Luglio 2011, giorno della pubblicazione dei risultati del secondo trimestre di Fiat Industrial (FI.MI), fino ad oggi.

A livello globale sono cresciute ogni giorno di più le preoccupazioni per una possibile recessione delle economie occidentali. Alcuni Stati europei, primi fra tutti Spagna e Italia, e gli Stati Uniti sono in questo momento alle prese con il varo misure di austerity particolarmente severe.

Guardiamo ora alle cause specifiche che ci portano ad una presa di posizione più prudente sul titolo Fiat Industrial.

Prima fra tutte vi è la forte correlazione con il ciclo economico che caratterizza i business della vendita dei camion e dei macchinari per il settore costruzioni. Questi due settori di attività sarebbero fortemente impattati dal rallentamento della domanda che sembra profilarsi all’orizzonte.

Dovrebbe essere invece meno esposto il business di CNH, legato all’agricoltura, per il quale non si prevede una diminuzione sostanziale delle vendite.

In secondo luogo preoccupa la forte esposizione del gruppo all’area geografica dell’Europa Occidentale, dove in particolare Spagna e Italia vedono sempre più concreta la possibilità di una riduzione dei consumi nei prossimi semestri.

Ulteriori difficoltà potrebbero infine sorgere dall’aumento dei prezzi delle materie prime (semilavorati e acciaio). Questa eventualità porterebbe senz’altro ad un abbassamento dei margini operativi, dato che in questo momento è difficile pensare di poter ribaltare i maggiori costi in un aumento dei prezzi di vendita.  

Tagliamo significativamente le nostre stime per gli esercizi 2012 al 2013, mentre lasciamo sostanzialmente invariate quelle per l’anno 2011.

·         Tagliamo le stime di trading profit (EBIT) del 2% per il 2011, del 12% per il 2012 e del 15% per il 2013.

·         Lasciamo invariata la stima di ricavi per il 2011, abbassiamo quelle del 2012 e del 2013 rispettivamente del 4% e del 6%.

·         Tagliamo le stime di utile per azione del 5,5% per il 2011 e del 15% per il 2012.

Con queste nuove stime ci poniamo circa il 30% al di sotto delle indicazioni del gruppo per quanto riguarda il trading profit del 2013. Le stime della società si basano sull’ipotesi di una domanda globale in forte ripresa nel prossimo biennio, purtroppo questa assunzione sembra ormai irrealistica.

Tagliamo il giudizio a POCO INTERESSANTE da interessante e tagliamo il prezzo target a 7,60 euro per incorporare il peggioramento delle aspettative registratosi nelle ultime settimane sui mercati finanziari.

Sappiamo infatti che in uno scenario che crede fortemente nella ripresa economica una società come Fiat Industrial, la cui produzione è profondamente legata all’andamento del ciclo economico, viene ben apprezzata.

Al contrario, se le aspettative per la tenuta dell’economia globale sono negative, un titolo come Fiat Industrial non può essere che tra i più colpiti, con gli investitori che guarderanno più volentieri a titoli di natura più difensiva, il cui business risulta meno esposto all’andamento del ciclo economico.

Non vogliamo con questo discutere i fondamentali positivi di un gruppo che è riuscito negli ultimi anni a tornare competitivo e a crescere sul mercato. Semplicemente crediamo che per i prossimi mesi saranno altre le variabili a guidare le dinamiche dei movimenti del titolo.   

Nella tabella seguente riportiamo i dati del periodo 2009/2013.

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Fonte: elaborazione Websim-Intermonte 

PROFILO AZIENDA 

 

Costituitosi in seguito alla scissione di Fiat S.p.A., il gruppo Fiat Industrial è un leader globale che opera attraverso aziende che, nei rispettivi settori, sono player internazionali di grande rilievo: Iveco, CNH-Case New Holland e FPT Industrial.

 

Questi tre settori progettano, costruiscono e commercializzano veicoli industriali, autobus, veicoli speciali (Iveco), trattori, macchine agricole e per le costruzioni (CNH) oltre ai relativi motori e trasmissioni e a motori per applicazioni marine (FPT Industrial).

 

Azionisti rilevanti al 19 agosto 2011: Exor spa 30,4%, Fiat 3,5%, Fidelity 2,33%, Hartford Inv. 1,5%, Vanguard 1,2%, Blackrock Inc. 1,7%.

 

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