ANALISI FONDAMENTALE : FIAT
Alziamo il giudizio non tanto per i fondamentali o per le dinamiche di mercato, ma perché scommettiamo sulla possibilità che nel breve periodo il management raggiunga l’intesa con Veba su Chrysler e le due aziende possano marciare verso una fusione...

Fiat [FIA.MI] ha annunciato i risultati del terzo trimestre 2013 e ha corretto al ribasso le indicazioni sull’intero 2013.
- Il periodo luglio-settembre si è chiuso con ricavi pari a 20,7 miliardi di euro, superiori alle nostre attese di 20,2 miliardi.
- Il trading profit, una voce assimilabile all’utile operativo, è stato di 816 milioni di euro, in linea con la nostra previsione, ma il consensus degli analisti, al contrario, si aspettava 915 milioni.
- Forte delusione dall’utile netto, pari a 189 milioni, contro una nostra stima di 277 milioni e un consensus di 266 milioni.
- Il debito netto delle attività industriali è salito a 8,3 miliardi, contro una nostra stima di 7,4 miliardi (consensus a 7,6 miliardi).
Fiat ha così corretto le indicazioni sull’intero 2013 :
- Trading profit a 3,5/3,8 miliardi di euro, rispetto alla precedente indicazione di 4/4,5 miliardi. La nostra stima, allineata al consensus, era di 3,8 miliardi di euro.
- Utile netto compreso fra 900 milioni di euro e 1,2 miliardi, rispetto alla precedente indicazione di 1,2/1,5 miliardi. La nostra stima è di 1,2 miliardi.
- Indebitamento netto delle attività industriali a fine anno a un livello compreso fra 7 miliardi e 7,5 miliardi dalla precedente indicazione di 7 miliardi. La nostra stima era di 7,2 miliardi.
Ragioni del risultato deludenti e della revisione al ribasso dei target: cambio sfavorevole, contributo dell’America Latina meno brillante del previsto, andamento di Chrysler in frenata rispetto alle mirabolanti performance del passato.
Per contro non tutti i dati sono così brutti: ad esempio, la perdita in Europa si è ridotta notevolmente a solo 119 milioni nel terzo trimestre, meglio delle attese. I marchi di lusso del gruppo sono andati molto bene e in particolare Maserati.
Chysler. L'a.d. Sergio Marchionne ha affermato nel corso della conference con gli analisti che l'Ipo di Chrysler, con quotazione in Borsa a New York, dovrebbe avvenire prima della fine dell’anno. La lunga saga che ha visto Fiat scontrarsi con Veba, il fondo sanitario dei lavoratori statunitensi dell’auto, secondo azionista di Chrysler, sembra essere arrivata alla fine.
Secondo un recente articolo del New York Times, la valutazione di Chrysler deve raggiungere i 18 miliardi di dollari per giustificare l'Ipo. Questa e' la cifra con cui Veba, che controlla il 41,5% della Casa automobilistica, otterrebbe piu' di quanto non potrebbe ottenere dall'azionista di maggioranza Fiat.
Si tratta di un cifra maggiore ''di quella che le due parti ''hanno mai considerato essere un prezzo ragionevole. Applicando gli accordi in modo pedissequo, Chrysler potrebbe essere valutata al massimo 14,5 miliardi di dollari, la quota di Veba arriverebbe a valere 6 miliardi, una cifra che Fiat non ha alcuna intenzione di pagare.
Se Veba dovesse decidere di andare avanti sulla strada della quotazione di Chrysler si ritroverebbe nei panni di uno dei tanti speculatori che guardano a Wall Street per monetizzare al prezzo più alto le azioni, una situazione del tutto incoerente con l’identità del soggetto sindacale.
Noi pensiamo che il 41,5% di Chrysler possa valere tra 4 e 4,5 miliardi di dollari, pensiamo che le parti, lontano dai clamori, stiano trattando. Fiat potrebbe versare la somma in contanti liberandosi di un intralcio sulla via dell'aggregazione. L'obiettivo è la fusione di Fiat e Chrysler in un'unica società: il nuovo soggetto potrebbe riequilibrare la struttura finanziaria con un aumento di capitale di circa 2 miliardi di euro.
Target e raccomandazione. Alziamo il giudizio a MOLTO INTERESSANTE non tanto per i fondamentali o per le dinamiche di mercato, ma solo perché scommettiamo sulla possibilità che entro la fine dell’anno, o comunque nel breve periodo, si arrivi ad un’intesa su Chrysler capace di aprire la via alla fusione. Portiamo il target price a 6,80 euro da 5,70 euro.
Di seguito riportiamo i principali indicatori di bilancio del periodo 2011-2015.

Stime websim-Intermonte
www.websim.it
- Il periodo luglio-settembre si è chiuso con ricavi pari a 20,7 miliardi di euro, superiori alle nostre attese di 20,2 miliardi.
- Il trading profit, una voce assimilabile all’utile operativo, è stato di 816 milioni di euro, in linea con la nostra previsione, ma il consensus degli analisti, al contrario, si aspettava 915 milioni.
- Forte delusione dall’utile netto, pari a 189 milioni, contro una nostra stima di 277 milioni e un consensus di 266 milioni.
- Il debito netto delle attività industriali è salito a 8,3 miliardi, contro una nostra stima di 7,4 miliardi (consensus a 7,6 miliardi).
Fiat ha così corretto le indicazioni sull’intero 2013 :
- Trading profit a 3,5/3,8 miliardi di euro, rispetto alla precedente indicazione di 4/4,5 miliardi. La nostra stima, allineata al consensus, era di 3,8 miliardi di euro.
- Utile netto compreso fra 900 milioni di euro e 1,2 miliardi, rispetto alla precedente indicazione di 1,2/1,5 miliardi. La nostra stima è di 1,2 miliardi.
- Indebitamento netto delle attività industriali a fine anno a un livello compreso fra 7 miliardi e 7,5 miliardi dalla precedente indicazione di 7 miliardi. La nostra stima era di 7,2 miliardi.
Ragioni del risultato deludenti e della revisione al ribasso dei target: cambio sfavorevole, contributo dell’America Latina meno brillante del previsto, andamento di Chrysler in frenata rispetto alle mirabolanti performance del passato.
Per contro non tutti i dati sono così brutti: ad esempio, la perdita in Europa si è ridotta notevolmente a solo 119 milioni nel terzo trimestre, meglio delle attese. I marchi di lusso del gruppo sono andati molto bene e in particolare Maserati.
Chysler. L'a.d. Sergio Marchionne ha affermato nel corso della conference con gli analisti che l'Ipo di Chrysler, con quotazione in Borsa a New York, dovrebbe avvenire prima della fine dell’anno. La lunga saga che ha visto Fiat scontrarsi con Veba, il fondo sanitario dei lavoratori statunitensi dell’auto, secondo azionista di Chrysler, sembra essere arrivata alla fine.
Secondo un recente articolo del New York Times, la valutazione di Chrysler deve raggiungere i 18 miliardi di dollari per giustificare l'Ipo. Questa e' la cifra con cui Veba, che controlla il 41,5% della Casa automobilistica, otterrebbe piu' di quanto non potrebbe ottenere dall'azionista di maggioranza Fiat.
Si tratta di un cifra maggiore ''di quella che le due parti ''hanno mai considerato essere un prezzo ragionevole. Applicando gli accordi in modo pedissequo, Chrysler potrebbe essere valutata al massimo 14,5 miliardi di dollari, la quota di Veba arriverebbe a valere 6 miliardi, una cifra che Fiat non ha alcuna intenzione di pagare.
Se Veba dovesse decidere di andare avanti sulla strada della quotazione di Chrysler si ritroverebbe nei panni di uno dei tanti speculatori che guardano a Wall Street per monetizzare al prezzo più alto le azioni, una situazione del tutto incoerente con l’identità del soggetto sindacale.
Noi pensiamo che il 41,5% di Chrysler possa valere tra 4 e 4,5 miliardi di dollari, pensiamo che le parti, lontano dai clamori, stiano trattando. Fiat potrebbe versare la somma in contanti liberandosi di un intralcio sulla via dell'aggregazione. L'obiettivo è la fusione di Fiat e Chrysler in un'unica società: il nuovo soggetto potrebbe riequilibrare la struttura finanziaria con un aumento di capitale di circa 2 miliardi di euro.
Target e raccomandazione. Alziamo il giudizio a MOLTO INTERESSANTE non tanto per i fondamentali o per le dinamiche di mercato, ma solo perché scommettiamo sulla possibilità che entro la fine dell’anno, o comunque nel breve periodo, si arrivi ad un’intesa su Chrysler capace di aprire la via alla fusione. Portiamo il target price a 6,80 euro da 5,70 euro.
Di seguito riportiamo i principali indicatori di bilancio del periodo 2011-2015.

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