ANALISI FONDAMENTALE: FIAT
Scommettiamo sulla nuova "Fiat corporation" quotata a Wall Street, i tempi sono maturi per l'aggregazione con Chrysler: il negoziato con il socio di minoranza Veba è alla stretta finale. Le banche dovrebbero essere a fianco di Sergio Marchionne ...
Stretta finale del negoziato. Secondo quanto riportato da varie testate, Fiat [FIA.MI] è impegnata in una trattativa su più fronti, con le banche e con il socio di minoranza di Chrysler.
La società tratta con un gruppo di istituti di credito un maxi finanziamento da 10 miliardi di dollari. I soldi servono per comprare il 41,5% di Chrysler detenuto da Veba (il fondo sanitario dei lavoratori americani dell'auto), per rifinanziare il debito in scadenza e arrivare senza affanni al momento in cui Fiat potrà accedere alla cassa della controllata americana (ora ci sono limitazioni).
Allo stesso tempo, Sergio Marchionne sta trattando anche con Veba: entrambe le parti, non solo il compratore naturale, hanno interesse a chiudere al più presto perché il fondo ha urgente bisogno di risorse.
Nei giorni scorsi, si è parlato sui giornali della possibilità che un’intesa sul prezzo possa essere raggiunta prima del verdetto del Tribunale del Delaware: il giudice è stato chiamato a stabilire il valore di riferimento di un pacchetto di azioni Chrysler pari al 3,3% del capitale
La nostra ipotesi sull’esito del negoziato è la seguente: un accordo tra Fiat e Veba a 3 miliardi di dollari per il 41,5% di Chrysler.
Secondo noi questa cifra rappresenterebbe un buon compromesso tra le richieste del venditore e le offerte del venditore. Il reperimento dei tre miliardi rimane il nodo principale da sciogliere. Su questo punto noi ci aspettiamo che le banche saranno al fianco di Fiat in questo passaggio cruciale e pensiamo che gli istituti di credito accompagneranno la società nel tragitto verso la quotazione a WallStreet. Approdando sul listino di New York, il Lingotto sarà in grado di accedere più facilmente al mercato dei capitali.
Gli Agnelli sono a fianco di Sergio Marchionne in questa riorganizzazione: Exor [EXOR.MI] ha detto di essere pronta ad accettare di diluirsi nel caso si presentassero interessanti opportunità per Fiat. La finanziaria che controlla il 30,4% del gruppo auto ha già accettato un ridimensionamento in Fiat Industrial [FI.MI].
Lo scenario di mercato non cambia. Dal punto di vista dei fondamentali non ci aspettiamo grandi novità in arrivo nei prossimi mesi, in particolare, le condizioni di mercato in Europa non dovrebbero migliorare. Dall’altra parte, dal Sud America dovrebbero continuare ad arrivare buone notizie e Chysler dovrebbe recuperare nel corso dell’anno dopo un primo trimestre fiacco.
Il riposizionamento sui prodotti premium procede in modo più lento del previsto, ci vorrà altro tempo per vedere risultati tangibili.
Giudizio MOLTO INTERESSANTE e target 6,4 euro. Scommettiamo su un accorciamento dei tempi della fusione Fiat - Chrysler e alziamo la raccomandazione a MOLTO INTERESSANTE (con prevalente aspetto speculativo) in quanto pensiamo che il titolo sarà guidato al rialzo dalle notizie riguardanti questo tema. Siamo convinti da tempo che l’aggregazione sia una mossa opportuna, dal punto di vista industriale e da quello commerciale. Infine, portiamo il target price a 6,40 euro da 5,0 euro perché la nuova "Fiat Corporation" potrebbe piacere molto agli investitori soprattutto esteri.
Riepiloghiamo nella tabella i principali indicatori fondamentali per il periodo 2011 2015

Stime Websim/Intermonte.
www.websim.it
La società tratta con un gruppo di istituti di credito un maxi finanziamento da 10 miliardi di dollari. I soldi servono per comprare il 41,5% di Chrysler detenuto da Veba (il fondo sanitario dei lavoratori americani dell'auto), per rifinanziare il debito in scadenza e arrivare senza affanni al momento in cui Fiat potrà accedere alla cassa della controllata americana (ora ci sono limitazioni).
Allo stesso tempo, Sergio Marchionne sta trattando anche con Veba: entrambe le parti, non solo il compratore naturale, hanno interesse a chiudere al più presto perché il fondo ha urgente bisogno di risorse.
Nei giorni scorsi, si è parlato sui giornali della possibilità che un’intesa sul prezzo possa essere raggiunta prima del verdetto del Tribunale del Delaware: il giudice è stato chiamato a stabilire il valore di riferimento di un pacchetto di azioni Chrysler pari al 3,3% del capitale
La nostra ipotesi sull’esito del negoziato è la seguente: un accordo tra Fiat e Veba a 3 miliardi di dollari per il 41,5% di Chrysler.
Secondo noi questa cifra rappresenterebbe un buon compromesso tra le richieste del venditore e le offerte del venditore. Il reperimento dei tre miliardi rimane il nodo principale da sciogliere. Su questo punto noi ci aspettiamo che le banche saranno al fianco di Fiat in questo passaggio cruciale e pensiamo che gli istituti di credito accompagneranno la società nel tragitto verso la quotazione a WallStreet. Approdando sul listino di New York, il Lingotto sarà in grado di accedere più facilmente al mercato dei capitali.
Gli Agnelli sono a fianco di Sergio Marchionne in questa riorganizzazione: Exor [EXOR.MI] ha detto di essere pronta ad accettare di diluirsi nel caso si presentassero interessanti opportunità per Fiat. La finanziaria che controlla il 30,4% del gruppo auto ha già accettato un ridimensionamento in Fiat Industrial [FI.MI].
Lo scenario di mercato non cambia. Dal punto di vista dei fondamentali non ci aspettiamo grandi novità in arrivo nei prossimi mesi, in particolare, le condizioni di mercato in Europa non dovrebbero migliorare. Dall’altra parte, dal Sud America dovrebbero continuare ad arrivare buone notizie e Chysler dovrebbe recuperare nel corso dell’anno dopo un primo trimestre fiacco.
Il riposizionamento sui prodotti premium procede in modo più lento del previsto, ci vorrà altro tempo per vedere risultati tangibili.
Giudizio MOLTO INTERESSANTE e target 6,4 euro. Scommettiamo su un accorciamento dei tempi della fusione Fiat - Chrysler e alziamo la raccomandazione a MOLTO INTERESSANTE (con prevalente aspetto speculativo) in quanto pensiamo che il titolo sarà guidato al rialzo dalle notizie riguardanti questo tema. Siamo convinti da tempo che l’aggregazione sia una mossa opportuna, dal punto di vista industriale e da quello commerciale. Infine, portiamo il target price a 6,40 euro da 5,0 euro perché la nuova "Fiat Corporation" potrebbe piacere molto agli investitori soprattutto esteri.
Riepiloghiamo nella tabella i principali indicatori fondamentali per il periodo 2011 2015

Stime Websim/Intermonte.
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