ANALISI FONDAMENTALE: FIAT
Quarto trimestre in linea con le attese. Il focus sarà incentrato sul lancio di nuovi modelli e la conquista del 100% di Chrysler. Lo scenario europeo è ancora debole mentre corrono Usa e Brasile ...
Nessuna sorpresa dai risultati. Fiat [FIA.MI] ha chiuso il quarto trimestre 2012 con risultati in linea con le attese.
Il trading profit si è attestato a 3,8 miliardi di euro, come atteso da noi e dal consensus.
Il debito netto è stato pari a 6,5 miliardi di euro, poco meglio delle stime nonostante gli elevati investimenti (7,5 miliardi).
Ancora una volta, a trainare i conti del gruppo è stata la controllata Usa Chrysler, anche se i suoi margini operativi si sono ridotti al 4,1% dal 4,5% del trimestre precedente. Come atteso non è stato proposto nessun dividendo in contanti. Dalla presentazione successiva alla pubblicazione dei dati sono emersi i seguenti dettagli:
1) Indicazioni per un debito netto a fine 2013 di 7 miliardi di euro, meglio delle nostre attese pari a 7,5 miliardi. Obiettivo migliore delle stime nonostante gli elevati investimenti annunciati tra i 7,5 e 8,5 miliardi di euro e nonostante un minor contributo atteso da Chrysler. Giudichiamo questo obiettivo ambizioso alla luce delle difficoltà del settore in Italia.
2) Fiat punta a ridurre le perdite operative in Europa dai 700 milioni di euro registrati nel 2012. Crediamo che lo scenario europeo non sia però incoraggiante.
3) Il gruppo potrebbe approfittare del buon andamento dei mercati obbligazionari per emettere bond superiori ai 5 miliardi di euro.
4) Peggio delle attese l’andamento del deficit pensionistico di Chrysler aumentato da 2,4 a 8,8 miliardi nel 2012 e decisamente superiore alle previsioni. Inoltre ci sarebbe un obbligo non formale di iniettare liquidità per ridurre questo deficit pensionistico. Crediamo che questo aspetto rallenterà il piano di salire al 100% del capitale di Chrysler.
5) Rallenta il ritmo di lancio di nuovi modelli non solo in Europa ma anche in Usa. Il vero test per verificare il successo della nuova strategia partirà nel 2015.
6) I tassi di cambio sono la possibile minaccia del gruppo in particolare il rafforzamento dell’euro nei confronti del dollaro e del real.
Tagliamo le stime di utile per azione per effetto del deficit pensionistico ma manteniamo invariate le previsioni di utile operativo. Alla luce dei risultati confermiamo la nostra previsione di un utile operativo 2013 a 4,1 miliardi di euro (la società ha indicato 4 - 4,5 miliardi) e di un debito netto industriale a 7,5 miliardi, peggiore delle indicazioni della società che punta a un debito a 7 miliardi. Riduciamo lievemente le stime di utile per azione 2013 alla luce dell’effetto del deficit pensionistico di Chrysler che avrà un impatto di circa 660 milioni di euro. Ricordiamo che si tratta però di una voce "no cash".
Il focus del gruppo rimane la conquista del 100% di Chrysler. Le difficolta dello scenario macroeconomico in Europa continueranno a frenare i conti del gruppo anche nel 2013. L’attenzione degli investitori sarà rivolta all’evolversi del debito e alla strategia di riposizionamento sul mercato, i cui obiettivi sono ambiziosi dato anche l’attuale scenario competitivo. A nostro avviso il focus principale rimane la tempistica e le modalità, oltre ovviamente al prezzo per la scalata al 100% di Chrysler.
Alla luce di queste considerazioni confermiamo la nostra raccomandazione NEUTRALE sul gruppo Fiat con un prezzo obiettivo di 5 euro.
Nella tabella qui sotto i dati più significativi di Fiat nel periodo 2010-2014:

Fonte: elaborazione dati Websim/Intermonte
www.websim.it
Il trading profit si è attestato a 3,8 miliardi di euro, come atteso da noi e dal consensus.
Il debito netto è stato pari a 6,5 miliardi di euro, poco meglio delle stime nonostante gli elevati investimenti (7,5 miliardi).
Ancora una volta, a trainare i conti del gruppo è stata la controllata Usa Chrysler, anche se i suoi margini operativi si sono ridotti al 4,1% dal 4,5% del trimestre precedente. Come atteso non è stato proposto nessun dividendo in contanti. Dalla presentazione successiva alla pubblicazione dei dati sono emersi i seguenti dettagli:
1) Indicazioni per un debito netto a fine 2013 di 7 miliardi di euro, meglio delle nostre attese pari a 7,5 miliardi. Obiettivo migliore delle stime nonostante gli elevati investimenti annunciati tra i 7,5 e 8,5 miliardi di euro e nonostante un minor contributo atteso da Chrysler. Giudichiamo questo obiettivo ambizioso alla luce delle difficoltà del settore in Italia.
2) Fiat punta a ridurre le perdite operative in Europa dai 700 milioni di euro registrati nel 2012. Crediamo che lo scenario europeo non sia però incoraggiante.
3) Il gruppo potrebbe approfittare del buon andamento dei mercati obbligazionari per emettere bond superiori ai 5 miliardi di euro.
4) Peggio delle attese l’andamento del deficit pensionistico di Chrysler aumentato da 2,4 a 8,8 miliardi nel 2012 e decisamente superiore alle previsioni. Inoltre ci sarebbe un obbligo non formale di iniettare liquidità per ridurre questo deficit pensionistico. Crediamo che questo aspetto rallenterà il piano di salire al 100% del capitale di Chrysler.
5) Rallenta il ritmo di lancio di nuovi modelli non solo in Europa ma anche in Usa. Il vero test per verificare il successo della nuova strategia partirà nel 2015.
6) I tassi di cambio sono la possibile minaccia del gruppo in particolare il rafforzamento dell’euro nei confronti del dollaro e del real.
Tagliamo le stime di utile per azione per effetto del deficit pensionistico ma manteniamo invariate le previsioni di utile operativo. Alla luce dei risultati confermiamo la nostra previsione di un utile operativo 2013 a 4,1 miliardi di euro (la società ha indicato 4 - 4,5 miliardi) e di un debito netto industriale a 7,5 miliardi, peggiore delle indicazioni della società che punta a un debito a 7 miliardi. Riduciamo lievemente le stime di utile per azione 2013 alla luce dell’effetto del deficit pensionistico di Chrysler che avrà un impatto di circa 660 milioni di euro. Ricordiamo che si tratta però di una voce "no cash".
Il focus del gruppo rimane la conquista del 100% di Chrysler. Le difficolta dello scenario macroeconomico in Europa continueranno a frenare i conti del gruppo anche nel 2013. L’attenzione degli investitori sarà rivolta all’evolversi del debito e alla strategia di riposizionamento sul mercato, i cui obiettivi sono ambiziosi dato anche l’attuale scenario competitivo. A nostro avviso il focus principale rimane la tempistica e le modalità, oltre ovviamente al prezzo per la scalata al 100% di Chrysler.
Alla luce di queste considerazioni confermiamo la nostra raccomandazione NEUTRALE sul gruppo Fiat con un prezzo obiettivo di 5 euro.
Nella tabella qui sotto i dati più significativi di Fiat nel periodo 2010-2014:

Fonte: elaborazione dati Websim/Intermonte
www.websim.it
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