ANALISI FONDAMENTALE: FIAT

Sergio Marchionne scommette sull'Italia, una scommessa da 16,5 miliardi di euro funzionale al riposizionamento del gruppo sulle autovetture alto di gamma. Il piano è audace ma i rischi nell'esecuzione sono altissimi, ci vorrà almeno un anno per capire se sta funzionando: l'incertezza è insostenibile ...
Il 30 ottobre Fiat [FIA.MI] ha presentato i dati del terzo trimestre 2012, le previsioni per l’anno in corso ed un aggiornamento del piano strategico che prevede un riposizionamento verso la fascia delle vetture premium.
 
Dati del trimestre e previsioni. Trading profit a 951 milioni di euro contro i 910 milioni di euro stimati dal consensus. Debito netto a fine settembre a 6,7 miliardi di euro, 200 milioni di euro in più rispetto alle previsioni nostre e del consensus. Il 2012 si dovrebbe chiudere con un risultato del trading profit pari a 3,8 miliardi di euro, nella parte bassa dei target del piano. Il debito netto a fine dicembre è stimato dalla società a 6,5 miliardi di euro, in precedenza era stato indicato 5,5-6,0 miliardi di euro.
 
Nuovo piano. Il ceo Sergio Marchionne ha presentato un piano strategico audace, una grande scommessa sull’Italia. Le autovetture con marchio Alfa Romeo, Maserati, Jeep saranno prodotte negli impianti europei, principalmente in quelli italiani, e saranno poi vendute all’estero.

Fiat si specializzerà nelle piccole autovetture, in particolare nella 500 e nella Panda, che diventeranno un brand. Lancia sarà ridimensionata, resterà solo la Ypsilon.

Nei prossimi 3 anni saranno lanciati 25 nuovi modelli, più della metà saranno realizzati in Italia. Un simile sforzo richiede forti investimenti, circa 16,5 miliardi di euro nei prossimi due anni, 4 miliardi di euro in più rispetto alle nostre aspettative.  

Se tutto andrà nella direzione giusta, Fiat riuscirà a far risalire il tasso di utilizzo degli impianti italiani, oggi su livelli modestissimi intorno al 45%, nel giro di tre o quattro anni le attività europee dovrebbero smettere di perdere soldi.

La società sta negoziando con il governo di Mario Monti la concessione di incentivi all’esportazione. Marchionne spera che l’Unione Europa scenda in campo aiutando i costruttori auto che investono in Europa attraverso l’erogazione di finanziamenti a tassi agevolati
Ammesso che si arrivi a questo esito, ci vorrà comunque del tempo   
  
Giudizio NEUTRALE e target price a 4,2 euro. Fiat ha presentato un piano coraggioso, basato su un’assunzione semplice da enunciare, ma complicato da portare da portare a termine: produrre automobili più sofisticate e più costose per i mercati più salubri abbandonando il segmento delle vetture di fascia bassa dove ci si massacra a colpi di ribassi e promozioni.
 
Un piano che prevede maggiori debiti, maggiori investimenti e nessun taglio alla capacità produttiva è un boccone troppo difficile da ingoiare per la Borsa. Non c’è in questo momento alcuna evidenza sulle possibilità di successo del piano ed in questo clima di incertezza è probabile che il titolo possa soffrire. 
 
Abbiamo tagliato le stime di utile del 25% per effetto dell’aumento degli oneri finanziari, dell’adozione di nuovi criteri contabili e per un peso delle minoranze più alto del previsto.
 
Anche noi, come molti altri broker, abbiamo tagliato la raccomandazione di Fiat a NEUTRALE con target price a 4,20 euro dal precedente 5,10 euro. 

Riportiamo nella seguente tabella i principali dati del periodo 2010/2014.

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