ANALISI FONDAMENTALE: FIAT
Primo trimestre guidato dall’incredibile risultato di Chrysler, ma nel resto del mondo (soprattutto in Europa) permangono molte incertezze ...
Primo trimestre in linea grazie all’incredibile risultato di Chrysler ma nel resto del mondo permangono molte incertezze. Fiat [FIA.MI] ha chiuso il primo trimestre 2012 in linea con le nostre attese: ricavi a 20,2 miliardi di euro, contro nostre attese per 19,9 miliardi di euro, trading profit a 866 milioni di euro, contro gli 888 milioni di euro attesi dai nostri analisti e gli 845 milioni indicati dal consensus. L’utile pre tasse si è attestato a 520 milioni di euro contro le nostre previsioni a 590 milioni ma sopra i 505 milioni stimati dal consensus.
Il debito netto a fine marzo è pari a 5,8 miliardi di euro, in linea con il consensus ma sotto le nostre attese a 6,2 miliardi.
I risultati beneficiano del buon andamento di Chrysler che ha registrato risultati in forte crescita e migliori delle attese, mentre sorprende in negativo l’andamento di Fiat Auto sia in Europa che in America del Sud.
Lo spaccato geografico. Fiat ha modificato le modalità di presentazione del bilancio classificandole in base all’area geografica:
Il nuovo segmento auto Europa ha riportato un trading loss di 170 milioni di euro contro un utile di 66 milioni nel primo trimestre 2011.
Il trading profit dell’America Latina è pari a 235 milioni, contro i 306 milioni dello scorso anno.
Al netto della controllata Usa, il trading profit del gruppo si troverebbe sulla parità.
Anche la posizione finanziaria netta beneficia della generazione di cassa di Chrysler mentre le altre regioni bruciano la liquidità.Più in particolare, Chrysler è sulla buona strada per superare i target societari poiché gli attuali ritmi di crescita sembrano poter continuare e saranno supportati nel secondo semestre 2012 dal lancio della nuova Dodge Dart.
Le attività in SudAmerica sono invece state penalizzate dall’elevata competizione in Brasile che si è tradotta in una pressione sui prezzi (che però dovrebbe allentarsi nel futuro) e dal calo del risultato operativo a causa di volumi piatti. La situazione è da monitorare con attenzione perché l’America del Sud fornisce un contributo essenziale alla redditività del gruppo ma il suo andamento non è molto prevedibile.
Il malessere di Fiat in Europa è evidente e ha pesato sui conti: non solo sono crollati i volumi (-21%, molto peggio del mercato a -7,3% a causa delle scarse vendite in Italia e Francia), ma è aumentata la concorrenza e la pressione sui prezzi. Pertanto, escludendo l’apporto di Chrysler i risultati sono deludenti.
Rivediamo le stime che restano all’interno del range indicato dal management. Tagliamo le nostre stime di trading profit per il 2012 a 4,1 miliardi (-4%). Il dato è in linea con i target societari, confermati, e che vedono il trading profit compreso tra 3,8 e 4,5 miliardi di euro.
Crediamo che il contributo di Chrysler resterà il principale driver di crescita per Fiat e che le attività nelle altre aree geografiche resteranno deboli ma si stabilizzeranno a partire da aprile.
Confermiamo le nostre stime di debito a 5,5 miliardi di euro (il range fornito dalla società è di 5,5-6 miliardi di euro) poiché ci aspettiamo un maggiore contributo, in termini di cassa, da parte di Chrysler e perché ci aspettiamo minori investimenti (pari a 6,7 miliardi di euro contro le previsioni della società per 7,5 miliardi).
Abbiamo tagliato in maniera più significativa l’utile per azione (-10%) a causa dell’elevato peso delle partecipazioni di minoranza.
Confermiamo il giudizio INTERESSANTE, target price a 5,40 euro da 5,80 euro. Crediamo che Fiat dovrà affrontare molte sfide nei prossimi mesi a fronte di un mercato europeo destinato a rimanere debole. Tuttavia, la solida performance di Chrylser e i recenti annunci di un futuro ingresso in nuovi mercati con nuovi prodotti (in Cina) consentiranno di superare le difficoltà registrate in Europa e America del Sud, permettendo al management di raggiungere gli obiettivi di guidance che alcuni osservatori considerano troppo elevati. Crediamo che le buone indicazioni in Nord e Sud America compenseranno la debolezza in Europa che, in ogni caso, dovrebbe beneficiare di un più favorevole confronto con lo scorso anno.
Confermiamo il giudizio INTERESSANTE con target price a 5,4 euro.
Riportiamo nella seguente tabella i principali dati del periodo 2009/2013:

(*) Al netto delle poste straordinarie
Fonte: elaborazione Websim/Intermonte
www.websim.it
Il debito netto a fine marzo è pari a 5,8 miliardi di euro, in linea con il consensus ma sotto le nostre attese a 6,2 miliardi.
I risultati beneficiano del buon andamento di Chrysler che ha registrato risultati in forte crescita e migliori delle attese, mentre sorprende in negativo l’andamento di Fiat Auto sia in Europa che in America del Sud.
Lo spaccato geografico. Fiat ha modificato le modalità di presentazione del bilancio classificandole in base all’area geografica:
Il nuovo segmento auto Europa ha riportato un trading loss di 170 milioni di euro contro un utile di 66 milioni nel primo trimestre 2011.
Il trading profit dell’America Latina è pari a 235 milioni, contro i 306 milioni dello scorso anno.
Al netto della controllata Usa, il trading profit del gruppo si troverebbe sulla parità.
Anche la posizione finanziaria netta beneficia della generazione di cassa di Chrysler mentre le altre regioni bruciano la liquidità.Più in particolare, Chrysler è sulla buona strada per superare i target societari poiché gli attuali ritmi di crescita sembrano poter continuare e saranno supportati nel secondo semestre 2012 dal lancio della nuova Dodge Dart.
Le attività in SudAmerica sono invece state penalizzate dall’elevata competizione in Brasile che si è tradotta in una pressione sui prezzi (che però dovrebbe allentarsi nel futuro) e dal calo del risultato operativo a causa di volumi piatti. La situazione è da monitorare con attenzione perché l’America del Sud fornisce un contributo essenziale alla redditività del gruppo ma il suo andamento non è molto prevedibile.
Il malessere di Fiat in Europa è evidente e ha pesato sui conti: non solo sono crollati i volumi (-21%, molto peggio del mercato a -7,3% a causa delle scarse vendite in Italia e Francia), ma è aumentata la concorrenza e la pressione sui prezzi. Pertanto, escludendo l’apporto di Chrysler i risultati sono deludenti.
Rivediamo le stime che restano all’interno del range indicato dal management. Tagliamo le nostre stime di trading profit per il 2012 a 4,1 miliardi (-4%). Il dato è in linea con i target societari, confermati, e che vedono il trading profit compreso tra 3,8 e 4,5 miliardi di euro.
Crediamo che il contributo di Chrysler resterà il principale driver di crescita per Fiat e che le attività nelle altre aree geografiche resteranno deboli ma si stabilizzeranno a partire da aprile.
Confermiamo le nostre stime di debito a 5,5 miliardi di euro (il range fornito dalla società è di 5,5-6 miliardi di euro) poiché ci aspettiamo un maggiore contributo, in termini di cassa, da parte di Chrysler e perché ci aspettiamo minori investimenti (pari a 6,7 miliardi di euro contro le previsioni della società per 7,5 miliardi).
Abbiamo tagliato in maniera più significativa l’utile per azione (-10%) a causa dell’elevato peso delle partecipazioni di minoranza.
Confermiamo il giudizio INTERESSANTE, target price a 5,40 euro da 5,80 euro. Crediamo che Fiat dovrà affrontare molte sfide nei prossimi mesi a fronte di un mercato europeo destinato a rimanere debole. Tuttavia, la solida performance di Chrylser e i recenti annunci di un futuro ingresso in nuovi mercati con nuovi prodotti (in Cina) consentiranno di superare le difficoltà registrate in Europa e America del Sud, permettendo al management di raggiungere gli obiettivi di guidance che alcuni osservatori considerano troppo elevati. Crediamo che le buone indicazioni in Nord e Sud America compenseranno la debolezza in Europa che, in ogni caso, dovrebbe beneficiare di un più favorevole confronto con lo scorso anno.
Confermiamo il giudizio INTERESSANTE con target price a 5,4 euro.
Riportiamo nella seguente tabella i principali dati del periodo 2009/2013:

(*) Al netto delle poste straordinarie
Fonte: elaborazione Websim/Intermonte
www.websim.it
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