ANALISI FONDAMENTALE: FIAT

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A tre settimane dalla pubblicazione dei risultati del secondo trimestre da parte di Fiat Auto (FIA.MI) lo scenario macroeconomico risulta profondamente mutato, obbligandoci a riconsiderare i risultati del gruppo alla luce di quanto emerso dal 26 Luglio fino ad oggi.

Indicazioni positive dai risultati del secondo trimestre. Bisogna tener conto che i risultati risentono del consolidamento di Chrysler per l’ultimo mese del trimestre, per questo motivo il confronto su base annua non risulta particolarmente significativo.

·         Ricavi totali nel secondo trimestre a 13,1 miliardi di euro, contro i 12,9 miliardi da noi attesi.

·         Trading profit a 525 milioni di euro, superiore di 45 milioni rispetto ai 480 milioni da noi attesi.

·         Ebitda a 1.258 milioni di euro, superiore del 6% rispetto alle nostre attese.

·         Utile Netto a 156 milioni di euro, il 34% al di sopra delle nostre stime.

·         Indebitamento netto del gruppo a fine Giugno a 3,4 miliardi di euro, in diminuzione rispetto ai 4,35 miliardi di fine Marzo.

A seguito di questi risultati la società ha confermato le sue stime per quanto riguarda l’esercizio 2011, che prevedono ricavi superiori ai 58 miliardi di euro, un Ebitda pari a 2,1 miliardi di euro e un indebitamento netto a fine 2011 compreso tra 5 e 5,5 miliardi di euro.

Rispetto a tre settimane fa sono però emerse nuove gravi difficoltà a livello macroeconomico. Le nostre nuove previsioni per il PIL italiano sono di un calo vicino all’1% per il 2012, mentre la crescita del PIL a fine 2011 dovrebbe attestarsi attorno allo 0,5%.

Data la natura fortemente ciclica del business della vendita di automobili, un eventuale rallentamento dell’economia vedrebbe le industrie del settore auto tra le più colpite.

Andiamo ora ad analizzare nel dettaglio quali sono i punti dove il gruppo Fiat potrebbe soffrire maggiormente. Riteniamo che il Gruppo Fiat si troverebbe in una posizione particolarmente delicata su due fronti.

1) Il primo fattore critico riguarda il posizionamento dei nuovi modelli sul mercato. Il lancio dei nuovi modelli da parte di Fiat Auto, infatti, potrebbe essere fortemente compromesso da consumi in diminuzione in Europa e Brasile, mentre Chrysler per la stessa ragione rischia di vedere compromesso il proposito di continuare a crescere più che proporzionalmente rispetto al mercato statunitense.

2) La diminuzione delle vendite, inoltre, unita ad un peggioramento del mix delle vendite, avrebbe come conseguenza una marcata diminuzione dei margini sui ricavi.

Una serie di recenti notizie negative sembra confermare le nostre preoccupazioni.

Il dato sulle vendite di auto in Luglio in Italia è stato molto negativo, evidenziando un calo del 10,3% su base annua mentre si attendeva un dato sostanzialmente stabile rispetto a quello di Luglio 2010.

E’ invece di oggi, 16 Agosto 2011, la dichiarazione di Laura Soave, capo del brand Fiat negli USA, secondo cui Chrysler non raggiungerà l’obbiettivo di vendita di 50.000 Fiat 500 in Nord America entro fine 2011.  

In considerazione di quanto sopra riportato rivediamo le nostre stime al ribasso.

·         Abbassiamo del 2,5% le stime di ricavi 2011, di circa il 10% quelle del 2012 e dell’8,9% quelle del 2013.

·         Tagliamo del 6,4% la stima di Ebitda per il 2011, del 20,9% per il 2012, del 19,7% per il 2013.

·         Abbassiamo dell'8,6 la nostra stima di utile per azione (EPS) 2011 e del 37% per quanto riguarda l’esercizio 2012.

Rimaniamo positivi per quanto riguarda la situazione patrimoniale, il livello di liquidità è pari a 19 miliardi di euro e permetterà al gruppo di rimanere solido anche in caso di diminuzione della profittabilità.

Abbassiamo il nostro giudizio da interessante a POCO INTERESSANTE, tagliamo il prezzo target da 9 a 5 euro. Pur sapendo che il mercato ha già scontato le indicazioni sopra riportate, siamo convinti che saranno ancora le preoccupazioni sulla tenuta dell’economia globale ad influenzare, in modo negativo, l’andamento del titolo nel medio periodo.

Una svolta si avrà solo quando lo spettro di una seconda recessione sarà alle spalle, in quel caso tornerebbe la fiducia su tutti quei titoli legati a doppio filo all’andamento del ciclo economico.

Riportiamo nella seguente tabella i principali dati del periodo 2009/2013.

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Fonte: elaborazione Websim-Intermonte

PROFILO AZIENDA

Il Gruppo Fiat svolge attività industriali e di servizi finanziari nel settore automotoristico in circa 190 Paesi. Le aree di attività sono costituite da:

Automobili (con i marchi Fiat, Lancia, Alfa Romeo, Abarth, Ferrari, Maserati) e veicoli commerciali leggeri con il marchio Fiat Professional;

Componenti e Sistemi di Produzione (Fiat Powertrain Technologies, Magneti Marelli, Teksid e Comau);

Altre attività che includono editoria e comunicazioni (La Stampa e Publikompass).

 

Azionisti principali al 16 agosto 2011: Exor SpA 30,4%. Non risultano azionisti con quote superiori al 2%. Fiat SpA detiene inoltre il 3,4% di azioni proprie.

 

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