ANALISI FONDAMENTALE: L'ESPRESSO
I dati del 3° trimestre confermano che la raccolta pubblicitaria è ancora in calo, che la società riesce a difendere la redditività...
Commento ai risultati del terzo trimestre 2015. L’Espresso [ESPI.MI] ha registrato nel terzo trimestre un’altra contrazione dei ricavi, ha però difeso bene la redditività.
Il periodo luglio agosto vede le vendite scendere del 6,4% anno su anno a 133,9 milioni. L’Ebitda si è ridotto del 6,5% anno su anno a 10 milioni di euro, meglio delle nostre stime che non incorporavano una somma precedentemente collocata nella voce accantonamenti.
Utile netto a 2,5 milioni di euro, il doppio rispetto alla nostra stima.
Debito a 8 milioni di euro, in forte calo dai 34 milioni di fine 2014 ed in rialzo dagli 11 milioni di fine giugno.
I costi sono scesi del 6,6%, in particolare i costi fissi industriali (-12,4%), grazie al proseguimento delle attività di riorganizzazione della struttura produttiva.
Conferma del trend. La raccolta pubblicitaria è scesa del 6% anno su anno, da -4,5% del secondo.
C’è il segno più per Internet e per la radio, ancora negativa la carta stampata.
La diffusione dei quotidiani e dei settimanali segna un ribasso anno su anno del 6,1%, da -6,9% del secondo. Scende leggermente il numero delle copie digitali. Al palo il contributo degli allegati.
La Repubblica, sulla base dei dati ADS (Agosto 2015), si conferma il primo quotidiano d’informazione per copie vendute in edicola, abbonamenti e altri canali di legge. Sulla base dei dati Audipress (Indagine 2015/II) ha registrato 2,3 milioni di lettori giornalieri dell’edizione tradizionale.
Indicazioni societarie piene di incertezze. “Nel corso dell’esercizio 2015, l’evoluzione del settore resta critica e sostanzialmente analoga a quella del precedente esercizio”.
“Il mercato pubblicitario, nel suo complesso, mostra anch’esso un andamento ancora recessivo e ad oggi non si sono registrati segnali di ripresa”.
“Si può ragionevolmente ritenere che il Gruppo possa conseguire un risultato netto, anche esclusa la plusvalenza realizzata, in miglioramento rispetto a quello dell’esercizio precedente”
Confermiamo la raccomandazione INTERESSANTE, target price 1,50 euro.
Lasciamo invariate le nostre stime sul 2015 e 2016. Ci aspettiamo una moderata ripresa della raccolta pubblicitaria ed una perdurante debolezza in termini di diffusione dei quotidiani. Riteniamo che anche nei prossimi trimestre ci saranno altri risparmi da taglio costi.
Confermiamo la raccomandazione INTERESSANTE perché la società ha una struttura finanziaria molto solida, è ben posizionata per avere pieni benefici della ripartenza del ciclo economico in Italia. L’Espresso dovrebbe riuscire a far meglio del mercato della pubblicità anche nel 2016.
Il target price resta invariato a 1,50 euro.
Ora che il debito si è quasi azzerato, e l’utile è significativo, torna il dividendo. Il 2015 dovrebbe chiudersi con un risultato netto di 28 milioni di euro, da 9 milioni del 2014. La cedola in pagamento nel 2016 dovrebbe essere 4 centesimi.
Fonte: elaborazione Websim/Intermonte
www.websim.it
Il periodo luglio agosto vede le vendite scendere del 6,4% anno su anno a 133,9 milioni. L’Ebitda si è ridotto del 6,5% anno su anno a 10 milioni di euro, meglio delle nostre stime che non incorporavano una somma precedentemente collocata nella voce accantonamenti.
Utile netto a 2,5 milioni di euro, il doppio rispetto alla nostra stima.
Debito a 8 milioni di euro, in forte calo dai 34 milioni di fine 2014 ed in rialzo dagli 11 milioni di fine giugno.
I costi sono scesi del 6,6%, in particolare i costi fissi industriali (-12,4%), grazie al proseguimento delle attività di riorganizzazione della struttura produttiva.

Conferma del trend. La raccolta pubblicitaria è scesa del 6% anno su anno, da -4,5% del secondo.
C’è il segno più per Internet e per la radio, ancora negativa la carta stampata.
La diffusione dei quotidiani e dei settimanali segna un ribasso anno su anno del 6,1%, da -6,9% del secondo. Scende leggermente il numero delle copie digitali. Al palo il contributo degli allegati.
La Repubblica, sulla base dei dati ADS (Agosto 2015), si conferma il primo quotidiano d’informazione per copie vendute in edicola, abbonamenti e altri canali di legge. Sulla base dei dati Audipress (Indagine 2015/II) ha registrato 2,3 milioni di lettori giornalieri dell’edizione tradizionale.
Indicazioni societarie piene di incertezze. “Nel corso dell’esercizio 2015, l’evoluzione del settore resta critica e sostanzialmente analoga a quella del precedente esercizio”.
“Il mercato pubblicitario, nel suo complesso, mostra anch’esso un andamento ancora recessivo e ad oggi non si sono registrati segnali di ripresa”.
“Si può ragionevolmente ritenere che il Gruppo possa conseguire un risultato netto, anche esclusa la plusvalenza realizzata, in miglioramento rispetto a quello dell’esercizio precedente”
Confermiamo la raccomandazione INTERESSANTE, target price 1,50 euro.
Lasciamo invariate le nostre stime sul 2015 e 2016. Ci aspettiamo una moderata ripresa della raccolta pubblicitaria ed una perdurante debolezza in termini di diffusione dei quotidiani. Riteniamo che anche nei prossimi trimestre ci saranno altri risparmi da taglio costi.
Confermiamo la raccomandazione INTERESSANTE perché la società ha una struttura finanziaria molto solida, è ben posizionata per avere pieni benefici della ripartenza del ciclo economico in Italia. L’Espresso dovrebbe riuscire a far meglio del mercato della pubblicità anche nel 2016.
Il target price resta invariato a 1,50 euro.
Ora che il debito si è quasi azzerato, e l’utile è significativo, torna il dividendo. Il 2015 dovrebbe chiudersi con un risultato netto di 28 milioni di euro, da 9 milioni del 2014. La cedola in pagamento nel 2016 dovrebbe essere 4 centesimi.
Fonte: elaborazione Websim/Intermonte
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