ANALISI FONDAMENTALE: L'ESPRESSO

La raccolta pubblicitaria arranca ancora nel primo trimestre, ma il gruppo riesce a tenere sotto controllo costi e debiti. Via al nuovo prestito obbligazionario convertibile che permetterà al gruppo di ridurre gli oneri finanziari. In caso di piena conversione Cir potrebbe scendere sotto al 50% ...
Ricavi in calo nel primo trimestre 2014. L'Espresso [ESPI.MI] ha chiuso il primo trimestre 2014 con ricavi in calo del 13,3% a 157,8 milioni di euro rispetto ai 182,1 milioni dei primi tre mesi dell'anno scorso.

Il periodo si è chiuso comunque con un utile netto pari a 2,1 milioni, in linea con i circa 2 milioni dell'anno scorso nello stesso periodo.

euro.jpgLa posizione finanziaria netta a fine marzo è migliorata a -58,2 milioni, rispetto ai -73,5 milioni al 31 dicembre 2013 e ai -108 milioni del primo trimestre 2013.

Per quanto riguarda il mercato pubblicitario, il primo trimestre ha mostrato ancora un andamento "recessivo". Le previsioni per il secondo trimestre sembrano indicare un'attenuazione del trend negativo.

I risultati confermano nel complesso il quadro ancora debole del settore media, ma l'ottima capacità del gruppo di contrastare le difficoltà tramite il controllo dei costi e la generazione di cassa. Nel complesso i dati sono migliori delle nostre stime a livello di posizione finanziaria netta, in linea a livello di Ebitda, inferiori alle attese a livello di ricavi.

Accordo con Telecom Italia Media sui multiplex. TIMedia [TCM.MI] e L’Espresso hanno sottoscritto un accordo per l’ integrazione fra le controllate TIMB (TiMedia) e Rete A (L’Espresso), titolari rispettivamente di tre e due multiplex digitali, da realizzare mediante conferimento da parte dell’Espresso del 100% delle azioni di Rete A in TIMB. Ad esito del conferimento, TIMedia e L’Espresso deterranno rispettivamente il 70% e il 30% delle azioni di TIMB.

L’accordo sottoscritto prevede inoltre l’eventuale ingresso di un investitore una volta avvenuta l’integrazione. Infine TIMedia si è riservata un’opzione di acquisto del diritto d’uso (esclusa quindi l’infrastruttura e i clienti) di una delle cinque frequenze di proprietà della nuova società. L’operazione, una volta ottenuta l’autorizzazione antitrust, dovrebbe essere perfezionata entro il giugno prossimo.

I termini dell’accordo sono in linea con le attese. La società è attesa generare importanti flussi di cassa. Ci aspettiamo inoltre che il debito della nuova società sia pari a 100 milioni di euro (30 milioni da L’Espresso), sebbene questo non sia indicato nel comunicato stampa. Se ciò fosse vero, L’Espresso potrebbe deconsolidare 30 milioni di debito, ma anche 10 milioni di Ebitda.

Ci aspettiamo che il processo di vendita della società cominci al più presto, poiché viene considerata attività non core sia per L’Espresso che per Telecom Italia. Valutiamo le attività multiplex dell’Espresso circa 150 milioni. 

Bond convertibile. L'Espresso ha emesso un bond convertibile in azioni di durata di 5 anni dall'importo nominale di 100 milioni di euro.

Le obbligazioni saranno emesse alla pari con un valore nominale unitario da 100.000 euro e, fatto salvo il caso in cui le stesse siano precedentemente convertite, rimborsate o acquistate e cancellate, saranno rimborsate alla pari il 9 aprile 2019.

I titoli pagheranno una cedola semestrale a tasso fisso del 2,625% annuo.

La maggior parte dei proventi netti insieme ai fondi disponibili della società saranno utilizzati per finanziare il rimborso del prestito obbligazionario in circolazione emesso dalla società pari a 227,4 milioni di euro a un tasso del  5,125%, di cui 214 milioni in scadenza nel 2014.

Il prestito sarà convertibile in azioni ordinarie subordinatamente all'approvazione, da parte dell'assemblea straordinaria, che si terrà "non più tardi del 31 luglio", di un aumento di capitale con esclusione del diritto di opzione degli azionisti da riservare esclusivamente al servizio della conversione.
 
Nel caso in cui l'aumento di capitale sia stato approvato, a scadenza la società avrà la facoltà di rimborsare le obbligazioni consegnando una combinazione di azioni e contanti.

Viceversa, in caso di mancata approvazione dell'aumento di capitale entro il 31 luglio ('long-stop date') la società potrà entro i 10 giorni di borsa decorrenti dalla Long-Stop Date emettere una comunicazione e procedere al rimborso anticipato integrale (ma non parziale) delle obbligazioni con pagamento (oltre agli interessi maturati) di un premio in contanti.
 
Il prezzo di conversione iniziale delle obbligazioni è fissato a 2,1523 euro a premio di 25-30% sul prezzo medio ponderato tra il momento del lancio e il pricing dell'operazione.

La dimensione di questa emissione è sufficiente a garantire la serenità finanziaria del gruppo che dovrebbe chiudere l’anno con una posizione finanziaria netta in miglioramento a -52 milioni di euro dai -74 milioni di fine dicembre 2013.

In caso di conversione sul mercato arriveranno circa 45 milioni di nuove azioni sulle 410 milioni esistenti, l'effetto di diluizione sugli utili sarà del 11%. Il gruppo potrebbe utilizzare fino a 11 milioni di azioni proprie sulle 16 milioni totali in portafoglio.

Questa emissione non ha particolari vincoli di garanzia (covenant) e andrebbe in parte a rifinanziare quella esistente di 227 milioni di euro con tasso superiore al 5%.

In caso di piena conversione Cir [CIRX.MI] scenderebbe sotto la soglia del 50% passando dall'attuale 53,4% a circa il 48%. Crediamo che Cir vorrà tornare sopra la soglia del 50% più per motivi fiscali che non invece per la paura di perdere il controllo del gruppo. Per limitare gli effetti della diluizione il gruppo potrà usare le azioni proprie e Cir potrebeb acquistare dei titoli sul mercato.

Confermiamo per L'Espresso il giudizio INTERESSANTE con un prezzo obiettivo a 2,15 euro. Malgrado la ripresa della raccolta pubblicitaria stenti a concretizzarsi, la nostra visione sul titolo resta positiva e si basa sulla possibilità che il gruppo riesca a valorizzare al meglio i propri multiplex, asset che a nostro parere il mercato ancora sottovaluta.

Nella tabella che segue riportiamo i dati storici (A) e previsionali (E) del periodo 2012-2016.

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Fonte: elaborazione Websim/Intermonte

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