ANALISI FONDAMENTALE: L'ESPRESSO

Risultati ancora deboli per il gruppo editoriale ma la società il deciso taglio costi porterà ad un aumento della marginalità e alla riduzione del debito. Promuoviamo il titolo da NEUTRALE a INTERESSANTE ...
Risultati del secondo trimestre dell’Espresso [ESPI.MI]: cadono i ricavi e l’Ebitda, ma scende il debito grazie al taglio costi.
Le vendite sono scese del 12% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, appesantite dal -16,8% della pubblicità. L’EBITDA tocca quota 16,6 milioni di euro da 31,2 milioni, contro le previsioni di 17,7. Stimiamo che questo risultato sia dovuto alla contabilizzazione di circa 7 milioni in oneri di ristrutturazione, che porteranno ad una riduzione dei costi del 9,9%.
Utile netto positivo anche se minore di 1,3 milioni di euro rispetto alle nostre previsioni.

Le previsioni restano prudenti. Nel secondo trimestre non si sono registrati miglioramenti nella pubblicità ad eccezione del comparto Radio. Secondo rilevazioni di società specializzate, nel 2013 il mercato della radiofonia dovrebbe contrarsi del 12,5% rispetto allo scorso anno, nel primo semestre ha perso il 18%.
Al contrario dei gruppi media che operano sulla televisione, l’Espresso non ha alcuna visibilità su una eventuale ripresa nella seconda parte del 2013.
Il management stima una riduzione delle perdite per il secondo semestre, come risultato della continuazione del processo di taglio dei costi, anche se non esclude uno scenario senza miglioramenti.

Cambiamenti nelle stime. A seguito della revisione al ribasso, ora prevediamo per il 2013 un calo del 10% dei ricavi, gravati da un -11,6% della raccolta pubblicitaria. EBITDA a 72 milioni di euro,  in crescita a 100 milioni nel  2014, grazie al taglio dei costi e ad una piccola crescita nella pubblicità.
L’indebitamento netto per il 2013 è confermato a 104 milioni di euro e stimato in riduzione a 66 milioni per il 2014.
Crediamo che Espresso stia valutando la possibilità di ricorrere al finanziamento tramite l’emissione di bond. Tuttavia S&P gli assegna una valutazione abbastanza negativa (BB-).

Passiamo da NEUTRALE, con target a 0.85 euro, a INTERESSANTE con target  a 1 euro. Nonostante il quadro negativo tracciato dai risultati diffusi, promuoviamo il titolo in base a:
1) valutazioni che non sembrano inglobare il fatto che la pubblicità sembra aver toccato il fondo.
2) ulteriore aumento dei prezzi nel medio periodo.
3) eventuale successo del rifinanziamento che porterà ad una struttura finanziaria più efficiente.
4) possibilità di un ritorno di speculazioni su fusioni e acquisizioni.
La questione fiscale rimane un potenziale elemento a sfavore, anche se questo rischio è stato posticipato di almeno un paio di anni. Le nostre valutazioni includono un impatto negativo di 88 milioni con una probabilità del 25% che tale debito con il Fisco debba essere pagato.

Nella tabella che segue riportiamo i dati principali del gruppo nel periodo 2011-2015.

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Fonte: elaborazione Websim/Intermonte

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