ANALISI FONDAMENTALE: L'ESPRESSO
Nessun segnale di ripresa nella pubblicità, la società sta raschiando il fondo del barile sul taglio costi e sui risparmi...
Principali dati del primo trimestre 2013 de L’Espresso [ESPI.MI].
Ricavi a 182 milioni di euro, in calo del 12% sullo stesso periodo dell’anno precedente, soprattutto per effetto del ribasso del 16% degli introiti pubblicitari.
L’Ebitda è stato pari a 16,7 milioni, meglio delle nostre attese di 13 milioni, grazie alla discesa dei costi dell’8%.
Utile netto a 2 milioni, in drastico calo dai 10,1 milioni dello stesso periodo del 2012, ma meglio del previsto per una minore incidenza di svalutazioni ed ammortamenti.
Debito netto a fine marzo a 108 milioni, invariato rispetto al 31 dicembre 2012: mantenere le posizioni in queste condizioni di mercato ci sembra un buon risultato.
Andamento dell’attività. La raccolta pubblicitaria per la carta stampata è scesa del 16% anno su anno. La raccolta sulla radio chiude con un altro risultato pesante (-18%) e si salva solo la pubblicità su Internet, ma con una crescita inferiore al 10%.
Le copie digitali di quotidiano vendute sono salite a 70.000 unità da 66.000 di fine dicembre, queste copie sono entrate a far parte della voce “diffusione”. I ricavi degli allegati sono scesi del 25%. Il giro d’affari generato dal multiplex è salito del 41%
Previsioni. Nel comunicato con cui ha diffuso i dati, la società resta molto prudente sulle prospettive del 2013. In teoria si potrebbe assistere a un miglioramento del trend della pubblicità, tenuto conto della drastica caduta subita nel 2012. Tuttavia, si legge nel comunicato, non si può escludere che “il gap dei primi mesi del 2013 sul corrispondente periodo del 2012 possa essere confermato per tutto l’esercizio”.
Raccomandazione NEUTRALE, target price confermato a 0,85 euro. Il 2013 è partito male, o perlomeno non mostra alcun segnale di ripresa rispetto al trend del 2012.
In particolare, resta piatto l’encefalogramma della pubblicità, che rappresenta il 58% dei ricavi consolidati.
Noi ci aspettiamo per l’intero esercizio un calo dei ricavi totali del 7,4% e un ribasso dell’8% delle vendite da pubblicità. Nonostante il nuovo gite di vite sui costi, l’Ebitda dovrebbe scendere del 30% e il risultato netto posizionarsi intorno alla zero. A fine 2013 il debito dovrebbe stabilirsi a circa 100 milioni di euro.
La società dovrebbe affrontare nel corso dell’anno il tema del rifinanziamento del bond da 228 milioni di euro in uno scenario piuttosto teso: ricordiamo che di recente S&P ha tagliato il rating.
Anche se L’Espresso resta la migliore società editoriale del listino italiano in termini di redditività e anche la più interessante per quanto riguarda i multipli, le condizioni di mercato rimangonoo tuttavia molto negative e pertanto confermiamo la raccomandazione NEUTRALE, il target price resta a 0,85 euro.
Di seguito riportiamo i principali dati di bilancio del periodo 2011-2015

stime websim/Intermonte
www.websim.it
Ricavi a 182 milioni di euro, in calo del 12% sullo stesso periodo dell’anno precedente, soprattutto per effetto del ribasso del 16% degli introiti pubblicitari.
L’Ebitda è stato pari a 16,7 milioni, meglio delle nostre attese di 13 milioni, grazie alla discesa dei costi dell’8%.
Utile netto a 2 milioni, in drastico calo dai 10,1 milioni dello stesso periodo del 2012, ma meglio del previsto per una minore incidenza di svalutazioni ed ammortamenti.
Debito netto a fine marzo a 108 milioni, invariato rispetto al 31 dicembre 2012: mantenere le posizioni in queste condizioni di mercato ci sembra un buon risultato.
Andamento dell’attività. La raccolta pubblicitaria per la carta stampata è scesa del 16% anno su anno. La raccolta sulla radio chiude con un altro risultato pesante (-18%) e si salva solo la pubblicità su Internet, ma con una crescita inferiore al 10%.
Le copie digitali di quotidiano vendute sono salite a 70.000 unità da 66.000 di fine dicembre, queste copie sono entrate a far parte della voce “diffusione”. I ricavi degli allegati sono scesi del 25%. Il giro d’affari generato dal multiplex è salito del 41%
Previsioni. Nel comunicato con cui ha diffuso i dati, la società resta molto prudente sulle prospettive del 2013. In teoria si potrebbe assistere a un miglioramento del trend della pubblicità, tenuto conto della drastica caduta subita nel 2012. Tuttavia, si legge nel comunicato, non si può escludere che “il gap dei primi mesi del 2013 sul corrispondente periodo del 2012 possa essere confermato per tutto l’esercizio”.
Raccomandazione NEUTRALE, target price confermato a 0,85 euro. Il 2013 è partito male, o perlomeno non mostra alcun segnale di ripresa rispetto al trend del 2012.
In particolare, resta piatto l’encefalogramma della pubblicità, che rappresenta il 58% dei ricavi consolidati.
Noi ci aspettiamo per l’intero esercizio un calo dei ricavi totali del 7,4% e un ribasso dell’8% delle vendite da pubblicità. Nonostante il nuovo gite di vite sui costi, l’Ebitda dovrebbe scendere del 30% e il risultato netto posizionarsi intorno alla zero. A fine 2013 il debito dovrebbe stabilirsi a circa 100 milioni di euro.
La società dovrebbe affrontare nel corso dell’anno il tema del rifinanziamento del bond da 228 milioni di euro in uno scenario piuttosto teso: ricordiamo che di recente S&P ha tagliato il rating.
Anche se L’Espresso resta la migliore società editoriale del listino italiano in termini di redditività e anche la più interessante per quanto riguarda i multipli, le condizioni di mercato rimangonoo tuttavia molto negative e pertanto confermiamo la raccomandazione NEUTRALE, il target price resta a 0,85 euro.
Di seguito riportiamo i principali dati di bilancio del periodo 2011-2015

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